Il primo stipendio dell’anno scolastico 2026/27 arriva il 23 settembre, ma già dalla fine di agosto molti docenti e ATA hanno potuto vedere il netto della mensilità. E per molti la sorpresa non è stata piacevole: dopo l’emissione speciale di agosto con gli arretrati del contratto, lo stipendio NoiPA settembre 2026 appare più basso. A questo punto è inevitabile chiedersi: perché il netto di settembre è inferiore? Quali voci bisogna confrontare per capire se il cedolino è corretto? E quando sarà visibile il documento completo? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di NoiPA - Servizi PA a Persone PA su come leggere e controllare il cedolino NoiPA.
Perché il netto di settembre è più basso rispetto ad agosto: cosa sta succedendo davvero
La differenza tra agosto e settembre non è un errore: è semplicemente il ritorno alla normalità. Ad agosto, infatti, il cedolino conteneva due elementi insieme: l’aumento tabellare del nuovo contratto e gli arretrati maturati da gennaio 2025 a luglio 2026. Quella somma straordinaria ha gonfiato il netto, portando cifre che per i docenti hanno raggiunto anche 855 euro lordi e per gli ATA oltre 600.
A settembre gli arretrati non ci sono più. Resta solo l’aumento mensile, che vale in media 143 euro lordi per i docenti e 107 euro lordi per gli ATA, variabili in base al profilo e all’anzianità. Tradotto: se il netto di settembre è più basso di agosto ma più alto di luglio, tutto è perfettamente in ordine.
Il cedolino completo sarà visibile intorno al 17‑18 settembre, mentre l’accredito resta fissato per mercoledì 23 settembre, come da calendario NoiPA.
Cosa confrontare sul cedolino: le tre voci che fanno davvero la differenza
Il problema nasce solo se il netto di settembre è più basso anche di luglio. In quel caso, prima di preoccuparsi, conviene analizzare tre voci fondamentali.
La prima è l’indennità di vacanza contrattuale. È stata erogata dal 1° aprile 2025 e non doveva essere sottratta una seconda volta nel calcolo degli arretrati. Chi ad agosto ha trovato importi più bassi delle stime potrebbe aver semplicemente pagato tasse e contributi su una cifra lorda, ma in alcuni casi l’IVC potrebbe essere stata compensata in modo errato. Settembre è il mese giusto per confrontare voce per voce il cedolino con quello di luglio.
La seconda voce riguarda le addizionali regionali e comunali. I neoassunti del 1° settembre potrebbero vedere un netto più alto dei colleghi con la stessa fascia stipendiale, perché le addizionali dell’anno precedente non sono ancora applicate. Non è un aumento: è solo un effetto temporaneo che si riassorbirà nei mesi successivi.
La terza voce è la fascia di anzianità. Con il nuovo contratto le tabelle stipendiali sono state riscritte. Se nel 2025 o nel 2026 è scattato un passaggio di gradone, il cedolino di settembre deve già riflettere sia il nuovo scaglione sia l’aumento contrattuale. Un errore di inquadramento è raro, ma quando capita si trascina per mesi: meglio controllare subito.
Supplenti, rimborsi e voci mancanti: cosa aspettarsi a settembre
Per i supplenti brevi e saltuari, NoiPA ha rinviato a un messaggio successivo le modalità di calcolo degli arretrati. Le emissioni dedicate hanno tempi diversi rispetto al personale di ruolo, quindi un ritardo non significa che il diritto sia perso: significa che il cedolino “giusto” arriverà in un’emissione separata.
Settembre è anche il mese dei rimborsi 730: chi ha presentato la dichiarazione dopo il 29 giugno riceverà il rimborso direttamente nel cedolino di settembre, mentre i supplenti con contratto terminato il 30 giugno potrebbero vederlo accreditato tra settembre e novembre.
Restano fuori dalla busta paga due elementi attesi: la Carta del Docente, ancora inibita per aggiornamenti tecnici, e gli aumenti previsti dal 1° gennaio 2027, quando scatterà la revisione della Retribuzione professionale docenti, del Compenso individuale accessorio ATA e dell’indennità di direzione dei DSGA.