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Caso Evergrande. Anche i cinesi nel loro piccolo s’indebitano di brutto

22/09/2021 11:25

Dopo la sberla di lunedì sui mercati è tornata un po’ di calma anche perché il gruppo China Evergrande  ha detto che onorerà giovedì il pagamento della cedola per il suo bond onshore cedola 5,8% scadenza settembre 2025. Il pagamento della cedola è di 232 milioni di yuan (35,88 milioni di dollari) ma non è ancora chiarissimo se la società è in grado di pagare gli interessi di 83,5 milioni di dollari, dovuti anche giovedì, per il suo bond offshore scadenza marzo 2022.

Le obbligazioni onshore sono negoziate in yuan e acquistate principalmente da banche commerciali. Nelle obbligazioni offshore negoziate in dollari, i gestori patrimoniali come i fondi comuni di investimento sono solitamente i maggiori investitori.

Come ha fatto la Cina a far crescere questo gruppo fino a livelli di debito di oltre 300 miliardi di dollari contratti non solo per finanziare la crescita immobiliare ma anche altre avventure è diventato fonte di imbarazzo per il regime di Xi Jinping come abbiamo spiegato nell’ultima LetteraSettimanale.it

Una bella patata bollente per il governo cinese da gestire, poiché si stima che questa società abbia accumulato almeno 300 miliardi di dollari di debiti, sviluppi 1.300 progetti immobiliari (ovvero cantieri) in tutto il paese e impieghi circa 200.000 persone.

Nel corso dell’anno il titolo Evergrande ha perso l’80% del valore di Borsa e ci sono in Cina molti investitori infuriati anche perché, per anni, questa società è stata considerata “troppo grande per fallire”.



Sono diverse le domande che incombono. La società sarà in grado di onorare $ 129 milioni di pagamenti di interessi in scadenza sulle sue obbligazioni questo mese o $ 850 milioni dovuti per il resto di quest'anno? Questi pagamenti agli obbligazionisti dovrebbero avere la priorità rispetto ai pagamenti dovuti su "prodotti di gestione patrimoniale" detenuti da decine di migliaia di speculatori cinesi spesso a basso reddito?

E quello che il governo cinese comunicherà nei prossimi giorni (pollice verso o pollice giù) avrà inevitabilmente un’influenza sull'intero mercato immobiliare cinese che vale oltre un quarto dell’economia seppure un 3,6% dell’indice Msci China.

Più tardi il governo cinese interverrà, maggiore è il rischio di contagio, poiché la maggior parte degli sviluppatori ha un modello di finanziamento simile a Evergrande: i nuovi progetti nel settore immobiliare cinese sono in gran parte finanziati a credito.

Xu Jiayin, il fondatore della società immobiliare Evergrande, ex contadino, figlio di un soldato in pensione dell'Esercito Popolare di Liberazione ancora il 1° luglio era nell’Olimpo del potere cinese e festeggiava il centesimo anniversario del Partito Comunista Cinese.

La sua società (grazie ai debiti) ha investito ovunque. Dall’ago alla pelliccia. Auto elettriche, latte in polvere, allevamenti di maiali, servizi internet oltre che sul calcio come ogni nuovo “bravo” miliardario cinese con la squadra del gruppo allenata da Marcello Lippi in passato e ora da Fabio Cannavaro. La squadra del Guangzhou è stata campione della Super League cinese e la stessa Evergrande ancora la scorsa estate veniva vista come possibile sponsor della maglia dell’Inter.

L'incertezza che circonda Evergrande e altri sviluppatori immobiliari è cresciuta anche perché il mercato immobiliare cinese è deludente: dopo un boom legato alla corona, le vendite ad agosto sono diminuite del 20% rispetto all'anno precedente. Il governo cinese sta cercando da tempo di ridurre costantemente il debito e la concessione dei mutui non viene, quindi, più aumentata per spingere il mattone.

Secondo diversi strategist è un preciso calcolo politico - i politici vedono il boom immobiliare come non abbastanza produttivo, perché questo settore prende un quarto dei prestiti e contribuisce solo per il 7% alla crescita del PIL

I maggiori istituti di credito finanziatori di Evergrande sono le grandi banche cinesi, alcune delle quali hanno trasferito l'esposizione ai propri clienti attraverso prodotti di investimento (tutto il mondo è paese...). Le obbligazioni in dollari, invece, sono relativamente piccole, con un valore nominale di 16 miliardi di dollari. Poiché il governo ha reso più difficile l'indebitamento per l'industria, il finanziamento tramite acconti da parte degli acquirenti di case è diventato più importante. Questa è una brutta notizia per altri creditori e azionisti: i debiti degli acquirenti di case saranno probabilmente pagati in via preferenziale per motivi politici.

Favorito da un controllo governativo molto leggero e da una tassazione praticamente assente sulle proprietà immobiliari, negli anni il real estate cinese è cresciuto nel passato a ritmi vertiginosi quando si costruivano intere città puntando sull’urbanizzazione e la fuga dalle campagne.

Ora il governo cinese si trova a gestire questa patata bollente che è scappata di mano al suo fondatore e le autorità cinesi possono, se vogliono, evitare una catastrofe, anche se sono combattuti fra etica (frenare la speculazione immobiliare) e real politik (evitare un effetto domino negativo a catena). Un po’ quello che qualcuno pensa accadde nel 2008 negli Stati Uniti con la vicenda Lehman Brothers e giovedì il gruppo dovrà pagare gli interessi su due obbligazioni in scadenza.

Ovviamente Pechino, che esercita la massima influenza su un settore bancario quasi interamente di proprietà statale, può emettere un ordine in qualsiasi momento per salvare Evergrande, ma deve anche salvare la faccia dopo che aveva stretto le viti nel settore immobiliare e si trova nella difficilissima situazione di salvare capra e cavoli.

Se la vecchia Cina puntava sull’immobiliare e sulla manifattura, la nuova Cina investe tantissimo in ricerca e sviluppo e punta a raggiungere la leadership in alcuni settori chiave: computer quantistici, veicoli verdi, semiconduttori e robotica.

Xi Jinping pensava soprattutto a questo qualche mese fa come settori su cui investire nella Cina prossima ventura ma ora si trova a misurarsi nell’immediato con il ballo del mattone.

"Non bruciare la casa per spaventare il topo" recita un proverbio cinese. Vedremo Xi Jinping, il fustigatore di costumi, quale strada sceglierà nel caso Evergrande.

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Articolo a cura di Salvatore Gaziano - Soldi Expert SCF
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© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



TAG:

Bank Bond Obbligazioni Cina Debt Dollaro Economy Investment Mercati

AUTORI:

Salvatore gaziano

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