I "guru" hanno sempre osservato nella direzione sbagliata

Gaetano Evangelista Gaetano Evangelista - 15/09/2026 18:02

La resilienza delle borse è riconducibile alla straordinaria capacità di generazione di profitti, che ha consentito al mercato di assorbire gli shock esogeni. EPS 2027 a 416 dollari si traducono in un Price/Earnings di sole 19 volte, da un multiplo di 22x ad inizio anno.

Tutto quello che poteva cospirare a sfavore del mercato azionario nella passata settimana breve, si è implacabilmente manifestato: petrolio ben oltre i 100 dollari per barile, gasolio negli Stati Uniti oltre i 6 dollari per gallone, rendimenti in risalita sull’intera curva dei rendimenti, prospettiva virtualmente cementata di rialzo dei tassi ufficiali questa settimana, e dulcis in fundo un ciclo elettorale che entra nel vivo.

Tutto questo, ha generato un ridimensionamento dell’indice generale di appena lo 0.8%, con lo S&P500 che dovrebbe guadagnare meno del 2% per eclissare il massimo storico di agosto (per inciso, l’obiettivo minimo per fine 2026 definito nell’Outlook di metà anno). Un bicchiere dunque mezzo pieno?

È dibattibile, perché l’azione mediana negli Stati Uniti è in calo per la quarta settimana consecutiva, a differenza dell’indice ponderato. Che beneficia della ritrovata vitalità delle Magnifiche Sette, in rally del 12% dall’inizio del mese scorso, e tuttora determinanti con il loro peso del 34% del paniere.

Una seconda risposta, invero convincente, riconduce alla straordinaria capacità di generazione di profitti, che ha consentito al mercato di assorbire gli shock esogeni. Si parla di EPS 2027 a 416 dollari per azione, con Wall Street che vanta ora un Price/Earnings forward di sole 19 volte, da un multiplo di 22x ad inizio anno. Con il P/E delle Mag7 compresso del 30% in meno di un anno, e ora prossimo ai minimi di ottobre 2022...

Se la quotazione di borsa poggia sul rapporto EPS/i, il responso di mercato è che la lievitazione del numeratore consente di compensare, per il momento, la risalita – invero fisiologica e ordinata – del numeratore. Casomai, la crisi del reddito fisso evidenzia che i commentatori che denunciavano una bolla speculativa, osservavano in questi anni nella direzione sbagliata.

Condividiamo dunque la misurata cautela mostrata dal modello di asset allocation, che continua a mantenere una esposizione azionaria inferiore di 20-25 punti dai massimi, e ai livelli più contenuti degli ultimi cinque mesi: il contesto risulta più impegnativo, e la stagionalità contempla la possibilità di ulteriori assestamenti nelle prossime due settimane; ma resta ferma la possibilità di conseguire obiettivi superiori a quello minimale delineato nell’Outlook.

Gaetano Evangelista - www.ageitalia.net

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