Somma gratificazione della Dow Theory

Gaetano Evangelista Gaetano Evangelista - 07/01/2026 15:32

L'anno incomincia come dodici mesi fa: con il primo di una auspicabilmente nuova sequenza di massimi storici. Attesa per la finestra stagionale dei primi cinque giorni, ma per sapere cosa farà Wall Street nel 2026 occorrerà attendere la prossima settimana.

Si ricomincia da dove ci eravamo lasciati: con lo S&P500 che sale ad un nuovo massimo storico, portandosi a 25 punti indice dall’obiettivo fissato a 6969 punti nell’ultimo Outlook di AGE Italia. Dopo i 39 record assoluti del 2025, l’anno nuovo inizia con i migliori auspici.
Ed un nuovo massimo storico è stato ieri raggiunto dal Dow Jones Industrial, decano di Wall Street, questa volta significativamente imitato dall’indice dei trasporti, con somma gratificazione della Dow Theory. Idem dicasi per lo S&P500 equiponderato, a riprova dell’ampiezza del movimento in corso, mentre resta visibilmente attardato il Nasdaq. Assistiamo dunque ad una rotazione settoriale, con Materials (+4.8% dall’inizio dell’anno), industriali (+4.5%), finanziari, Health Care ed energetici che guidano il ranking per performance, e con il Tech al palo. Un passaggio di testimone che gli investitori ben apprezzano.

Nel frattempo la Casa Bianca occupa sempre le prime pagine dei giornali. Dopo le vicende in Venezuela, che ancora una volta dimostrano che il fattore geopolitico è irrilevante per i mercati – da sempre, diremmo – nella misura in cui non disturba la capacità generativa dei profitti delle società quotate in borsa; il presidente Trump si è intestato i meriti dei massimi assoluti dei listini americani, “auspicando” che la Corte Suprema non si metta di traverso, facendo deragliare il percorso virtuoso.
Un modo evidente per creare pressioni su una decisione che riguarderà non tanto la legittimità dell’operato presidenziale, quanto l’eventualità di procedere a complesse operazioni di rimborso dei dazi doganali fino ad ora corrisposti. Ed incassati: 213 miliardi di dollari negli ultimi otto mesi. I siti di scommesse prezzano una probabilità avversa del 45%: in calo, ma pur sempre considerevole, e spina nel fianco dell’amministrazione USA.

Delle sorti americane se ne possono disinteressare gli investitori di tutto il mondo, dopo la notevole performance delle borse ex USA nel 2025: uno spettacolare +28%, miglior risultato degli ultimi 23 anni, con il MSCI EAFE che da tempo si è lasciato alle spalle la barriera contenitiva attorno ai 2500 punti, e si dirige ora verso il target riportato nel Rapporto Giornaliero di oggi.
Nel frattempo a Wall Street il saldo da inizio anno raggiunge il +1.45%. Sarà interessante verificare se nelle prossime 48 ore tale “tesoretto” sarà preservato. Dopo la mezza delusione del Santa Claus Rally, chiusosi con un saldo marginalmente negativa, i trader stagionali confidano adesso nel setup First Five Days.
Ma per conoscere le sorti dei mercati azionari per i prossimi dodici mesi, occorrerà attendere la pubblicazione del 2026 Yearly Outlook di AGE Italia, prevista per la prossima settimana.

Gaetano Evangelista - www.ageitalia.net

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