Sapevate che in Europa siamo su nuovi massimi storici?

Gaetano Evangelista Gaetano Evangelista - 02/07/2026 14:21

Le sorprese non finiscono qui perché lo S&P500, pur con tutta la narrazione talvolta asfissiante circa il ruolo preponderante del Tech nella generazione delle performance, chiude nel G30 al 12posto per saldo da inizio anno.

L'atteso "rally estivo" si manifesta con impressionante puntualità. La finestra compresa fra il 27 giugno e la prima metà di luglio è accreditata di una performance che le prime due sedute di questa ottava stanno consegnando agli investitori.
Il colpo di reni delle ultime 48 ore nega di misura il conseguimento di un saldo positivo nel passato mese di giugno: lo stesso margine mancato al primo semestre per conseguire un saldo a doppia cifra sullo S&P500.
Poco male. Il giro di boa del 2026 vede gli investitori ancora conteggiare un generoso flusso di plusvalenze, con il settore tecnologico sugli scudi – per il Nasdaq 100 è stato il terzo miglior trimestre di questo secolo, con un saldo del +27.5% - ma con una generosa partecipazione complessiva: ben 9 settori su indici chiudono in territorio positivo, quattro a doppia cifra, e con il comparto industriale che in extremis supera lo S&P Technology Index.

Le sorprese non finiscono qui perché il benchmark americano, pur con tutta la narrazione talvolta asfissiante circa il ruolo preponderante del Tech nella generazione delle performance, chiude nel G30 al 12posto per saldo da inizio anno: preceduto certo da listini a orientamento tecnologico – Seul e Taiwan sugli scudi – ma anche da borse dall’impronta squisitamente Value. 
Piazza Affari, per dire, si issa al quinto posto, con un saldo del +15% che rende giustizia ad una borsa spesso ignorata. Negli ultimi 14 anni, chi avesse comprato azioni italiani avrebbe portato a casa un guadagno medio annuo del 12.5%, considerando doverosamente anche i dividendi. A titolo di riferimento, lo S&P500 nel medesimo arco di tempo ha generato un saldo medio composto annuo del +13.0%. Con la differenza che denuncia un P/E di 25.8 volte gli utili, a fronte di un multiplo di 15 volte a Palazzo Mezzanotte.

Si riparte dunque con il favore della stagionalità. Storicamente la prima seduta di luglio risulta una delle migliori dell’anno per frequenza positiva. Il Trump Seasonal evidenza una finestra favorevole, che teoricamente si spinge anche oltre la boa posizionata a metà mese.
In Europa il profilo stagionale è meno convincente, ma giusto ieri l’indice Eurostoxx50 ha chiuso ad un nuovo massimo storico, nell’indifferenza pressoché generalizzata. Merito di dati macro nettamente migliori delle aspettative: decollano le vendite al dettaglio in Germania, e al contempo gli indici inflazionistici del mese passato risultano di gran lunga inferiori alle attese nelle prime tre economie dell’Eurozona. Maggiore crescita – bene per gli utili aziendali – e minore inflazione (one&done) ad Eurotower: cosa chiedere di più?

Gaetano Evangelista - https://www.ageitalia.net/

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