Per i massimi storici è soltanto questione di tempo

Gaetano Evangelista Gaetano Evangelista - 06/08/2026 11:35

Sono sei anni che gli investitori vengono bersagliati da tutte le possibili notizie atte a scoraggiamento, e per strada molti potenziali milionari hanno desistito. Il mercato azionario è fatto per scoraggiare la maggior parte degli investitori.

Il mercato azionario adora sorprendere gli investitori. Dopo aver chiuso il mese di luglio in (marginale) territorio negativo per la prima volta dopo 11 anni, gli indici americani iniziano agosto in solido guadagno: con S&P500, Dow Jones e Nasdaq che salgono all’unisono per più dell’un percento. Non succedeva allo S&P da febbraio di due anni fa.
Il benchmark americano chiude allo 0.1% dal massimo storico di due mesi fa, mentre il decano degli indici americani raggiunge territori inesplorati. Il Private Credit (o Equity), il temuto smantellamento del carry trade, la curva dei rendimenti invertita, la Sahm Rule, Il Buffett Indicator, guerre, inflazione, le elezioni di midterm, i dazi doganali: sono sei anni che gli investitori vengono bersagliati da tutte le possibili notizie atte a scoraggiamento, e per strada molti potenziali milionari hanno desistito. Come già detto, il mercato azionario è fatto per scoraggiare la maggior parte degli investitori.

Altrettanto vero che praticamente mai l’Equity realizza il massimo annuale a giugno: sicché il picco di due mesi fa era destinato ad essere eclissato. Con una stagione delle trimestrali che procede a gonfie vele – l’86% delle società dello S&P500 ha asfaltato le previsioni di utile della vigilia – era soltanto questione di “quando”, non di “se”.
Ieri ci ha pensato Amazon a scompaginare i piani dei provvidenzialmente sempre ben presenti e attivi autoemarginati dal bull market. Dopo il +15% di venerdì, AMZN ieri ha aggiunto un ulteriore 4.6%, raggiungendo il ristretto club delle compagnie da oltre 3 trilioni di dollari di capitalizzazione, e contribuendo a sostenere la spinta rialzista delle Magnifiche Sette. Soltanto ora molti si accorgono che le Mag7, per tanto tempo bistrattate, sono tornate a guidare il mercato.

Dopo un esemplare minimo ciclico a giugno (Buy Sequential Countdown e poi Setup), le Magnifiche Sette hanno svoltato verso l’alto, facendo meglio del Nasdaq nelle passate cinque settimane, e di conseguenza ambendo a sovraperformance ancora per tutto il mese di agosto, perlomeno. Semi e Memory stock appaiono destinate a consolidare ancora.
Sarà interessante verificare se questa perdurante rotazione all’interno del settore tecnologico, e da Growth a Cyclical Value, riuscirà nell’impresa di archiviare il trading range delle ultime dieci settimane. L’indice DAX ieri è schizzato dai blocchi di (ri)partenza, salendo a nuovi massimi storici, e confermando la bontà della strategia proposta; FTSE MIB e S&P500, non ancora, ma appare soltanto questione di tempo.

Gaetano Evangelista - https://www.ageitalia.net/

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