A molti investitori è sfuggito questo eccezionale Toro

Gaetano Evangelista Gaetano Evangelista - 12/05/2026 12:06

Continuano a fioccare le performance per chi non si è lasciato incantare dalle tragiche raccomandazioni dei presunti esperti di mercato. Wall Street gode di buona salute, ma il resto del mondo certo non è rimasto a guardare...

Un rialzo del 16.6% nelle 28 sedute che ci separano dal minimo di fine marzo, consentono all’indice S&P500 di conseguire il 15esimo nuovo massimo storico dell’anno. Con una performance prossima al 10%, il 2026 promette di replicare l’esperienza a duplice cifra del triennio passato, solo con ancora poco meno di otto mesi da trascorrere in compagnia del Toro.

Non c’è premura. Dal minimo secolare di 17 anni addietro, una performance superiore al 15% in 28 sedute è stata conseguita ad aprile 2009, a febbraio 2019, a maggio 2020 e a maggio 2025: sempre dopo i consolidamenti di mercato, e soprattutto prima di diversi mesi di ulteriore crescita dei prezzi.

Una crescita che non riguarda soltanto Wall Street, e soltanto un pugno di compagnie, come una analisi superficiale vuol fare credere. Il MSCI World è a sua volta sui massimi storici, mentre nel paniere dello S&P500 ben 100 società – esattamente una su cinque – guadagnano da inizio anno più del 20 percento; 184 su 500 sovraperformano l’indice e 291 conseguono un saldo positivo nel 2026, in termini total return. Altro che «cinque società» ...

L’aspetto sconcertante è la presenza di larghe sacche di scetticismo, quando non di malcelato pessimismo. I sondaggi sul sentiment di AAII non mostrano una prevalenza assoluta di rialzisti, a differenza di quanto occorso nel passato prima dei massimi primari di mercato, l’esame dei flussi di investimento conferma un disimpegno massiccio, e anche il posizionamento istituzionale risulta neutrale: con la misura che calcola Deutsche Bank che si colloca soltanto al 53esimo percentile. Ciò conferma l’esistenza di copioso denaro smanioso di entrare, ma ancora timoroso di farlo senza un congruo sconto che riduca il disagio di un posizionamento strategico rivelatosi tragicamente errato.

In simili circostanze i consolidamenti si manifestano quando gli investitori non se l’aspettano, o maturano in forma blanda, non così incisiva come sperato da molti. Come rilevato alla fine del mese scorso, maggio non vanta ottime credenziali fra il pubblico, ma è risultato positivo nel 90% dei casi dopo una performance superiore al 5% ad aprile.

Il mercato azionario è un formidabile meccanismo di sconto degli eventi futuri. Il mercato del lavoro ha confermato con i suoi numeri una vitalità del ciclo economico che ridicolizza le attese di recessione ventilate ad ogni stormir di fronde negli ultimi sei anni mentre, secondo FactSet, la stagione delle trimestrali del Q1 risulta una delle migliori addirittura degli ultimi vent’anni, con l’84% delle società che ha battuto le troppo caute stime di profitto degli analisti fondamentali, e con una crescita del 25% degli EPS. A 21 volte i profitti forward, il Price/Earnings dello S&P500 non sarà certo a buon mercato ma, a dispetto di denunce ormai si vanno sbiadendo, non è nemmeno caro.

Gaetano Evangelista - https://www.ageitalia.net/

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