I media finanziari elargiscono ottimismo: i fondamentali non sono più surriscaldati. L'ottimismo è stato resettato, ma gli analisti sono ancora in larga prevalenza positivi. Cruciale adesso la tenuta dei supporti strutturali di mercato.
Dopo tre anni di rialzi ad abbondante doppia cifra percentuale, i mercati azionari sperimentano un aggiustamento di prezzo alimentato dal mix di una serie di fattori, non ultimo la crisi nel Golfo Persico di cui ancora non si prefigura la soluzione, a giudicare dal persistente rialzo delle quotazioni del greggio. L’indice MSCI All Country ripiega dai massimi del 9%, avvicinando la soglia formale della correzione, dopo una performance del 93% dal minimo di ottobre 2022: ci sta.
I segnali negativi non mancavano. A Wall Street gli indici hanno attivato un December Low Indicator, scendendo alcune settimane fa sotto il minimo dell’ultimo mese del 2025. A Piazza Affari il FTSE MIB ha formalizzato un segnale di vendita occorso soltanto altre sei volte dal 2009 ad oggi.
Le conferme appaiono imminenti: lo S&P500 è alle prese con il long stop mensile, e la chiusura di domani sera sarà determinante. Sempre a Piazza Affari l’indice citato è reduce dalla sollecitazione dell’argine strategico che ha accompagnato mirabilmente tutto il rialzo degli ultimi tre anni e mezzo, risultando finora sempre brillantemente contenitivo nelle fasi di consolidamento di mercato.
Naturalmente quattro settimane di negatività hanno inciso sul sentiment. Il Fear&Greed di CNN è precipitato a 10 punti, ma fra gli analisti tecnici e finanziari (sondaggio di Investors Intelligence) i Tori tuttora prevalgono nettamente. La stampa specializzata distribuisce compostezza: «Secondo Wall Street, le azioni sono troppo convenienti per essere ignorate», titolava Bloomberg venerdì (https://links.ageitalia.net/AGEit314). Pochi mesi fa, agli stessi livelli di prezzo, le argomentazioni erano di connotazione diametralmente opposta...
Accogliamo dunque con favore la decisione del modello di asset allocation di ridurre ulteriormente l’esposizione azionaria ottimale: il rischio di ulteriori aggiustamenti di prezzo non è trascurabile.
Lo S&P500 è reduce da cinque settimane negative consecutive (il Nasdaq è risultato negativo in 11 delle ultime 12 settimane). Un setup sperimentato altre 16 volte negli ultimi cinquant’anni, ed in ben 6 occasioni – per una probabilità non trascurabile del 37.5% - Wall Street ha sacrificato un ulteriore 10% nei tre mesi successivi. Il problema è che questo ripiegamento non soddisfa i canoni della definitiva capitolazione, essendo intervenuto così prossimo ai massimi di periodo.
Il Rapporto Giornaliero di oggi dunque si sofferma sulla casistica intervenuta a relativa prossimità ai massimi, allo scopo di sequenziare l'esperienza recente, fornendo un modello previsionale che alle condizioni succitate, rappresenterà la nostra mappa operativa da qui alla fine di ottobre.
Gaetano Evangelista - https://www.ageitalia.net/