Quest'anno gli investitori non hanno di che lamentarsi

Gaetano Evangelista Gaetano Evangelista - 05/05/2026 18:37

Wall Street archivia il secondo mese migliore della storia. Confortanti i precedenti. Il bull market ciclico iniziato ad ottobre 2022 ha già garantito il raddoppio del capitale, senza considerare i dividendi incassati. Gli investitori sono felici.

Come era facile profetizzare, dopo il Buy Sequential setup a cavallo fra la fine di marzo e l’inizio di aprile, l’indice S&P500 inanella una spettacolare sequenza di cinque settimane positive di fila: non accadeva da ottobre di due anni fa. La circostanza consente di archiviare il secondo mese di aprile migliore della storia, con una performance del +10.4%: che si colloca dietro il 2020 (+12.7%) e prima del 2009 e del 2021. A mero titolo di cronaca, nei successivi otto mesi Wall Street sarebbe salita fra il 14 ed il 29 percento...

Sono 12 i nuovi massimi storici conseguiti dal benchmark americano fino ad ora. Siamo sulla buona strada per replicare la prestazione del 2025, quando i record per lo S&P500 sono stati a consuntivo 39; 57, nel 2024. Dai minimi di ottobre 2022 il bull market ciclico ha conseguito una performance ora del +101.5%: le quotazioni sono più che raddoppiate, senza considerare il flusso dei dividendi incassati. Gli investitori non hanno di che lamentarsi. 

Questa prestazione è il risultato di un contesto economico idilliaco. Sul fronte micro – ciò che più conta – la stagione delle trimestrali procede in modo esemplare: stando a quanto riporta Goldman Sachs, le 500 società dello S&P500 hanno finora riportato la percentuale di dati inferiori alle attese più contenuta degli ultimi 25 anni. Nel complesso, il monte utili si espande al ritmo più intenso degli ultimi cinque anni, anche al netto di alcune voci eccezionali di bilancio di un paio di megacap tecnologiche.

A livello macro, l’espansione del PIL nel Q1 risulta di gran lunga migliore delle attese della vigilia. A valore facciale il +2.0% annualizzato non è un grande risultato, ma nel 2025 (-0.7%), nel 2024 (+0.8%) e nel 2022 (-1.0%) è stato fatto molto peggio. Deve esserci un fattore stagionale all’opera. Difatti, la Fed di Atlanta proietta per il Q2 un mezzo boom: +3.5%. Con le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione la settimana scorsa ai minimi storici, non è difficile credervi. 

La borsa americana dunque si conferma trainante, ma buona parte del generoso slancio delle ultime cinque settimane, è servito a compensare la flessione anomala di marzo. In effetti da inizio anno Wall Street mette a segno una performance di appena il +5.6%: che risulta 14esima, fra le prime trenta borse al mondo per capitalizzazione. C’è chi fa molto di meglio.

Corea, Taiwan, Israele e Thailandia guidano le prestazioni migliori del 2026, seguite da Giappone, Brasile, Finlandia ed infine Italia. Piazza Affari ha consolidato nelle ultime due settimane, ma giovedì sera ha formalizzato una configurazione di inversione che fa ben sperare, visti i precedenti.

Gaetano Evangelista - https://www.ageitalia.net

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