Assicurativi a doppia cifra

Pierpaolo Scandurra Pierpaolo Scandurra - 01/04/2026 11:46

Un Cash Collect Memory Step Down emesso da Vontobel e legato ad un basket assicurativo che paga un rendimento annuo a doppia cifra.

Nelle ultime settimane il movimento verso l’alto dei tassi di interesse ha riportato sotto i riflettori un tema che per il settore assicurativo resta particolarmente rilevante. Per il comparto assicurativo, che investe una parte significativa degli attivi in obbligazioni di lungo periodo, un contesto di rendimenti più elevati può rappresentare un vantaggio importante, anche se destinato a dispiegarsi con tempi meno immediati rispetto al settore bancario. È una differenza che riflette la natura stessa del business. Mentre le banche riescono a beneficiare più rapidamente del rialzo dei tassi attraverso l’attività di raccolta e impiego, le compagnie assicurative, soprattutto nel ramo vita, incorporano questo vantaggio in modo più graduale. Gli assicuratori emettono infatti passività di lunga, se non lunghissima, durata e investono i premi raccolti in portafogli obbligazionari costruiti con una logica di asset-liability matching, allineando per quanto possibile la duration delle attività a quella degli impegni assunti verso gli assicurati. Proprio per questo motivo, una parte rilevante degli attivi presenti oggi nei bilanci del settore è stata acquistata nel lungo periodo dei tassi compressi e continuerà a rimanervi ancora per diverso tempo, fino alla naturale scadenza dei titoli. Il beneficio del nuovo scenario non si traduce quindi in un miglioramento immediato dei margini, ma prende forma progressivamente, via via che le obbligazioni in portafoglio giungono a scadenza e vengono rimpiazzate con strumenti caratterizzati da rendimenti più elevati. È attraverso questo processo di rinnovo del portafoglio che può ampliarsi nel tempo lo spread tra il rendimento generato dagli attivi e la remunerazione riconosciuta ai sottoscrittori, con effetti potenzialmente favorevoli sulla redditività.

Resta naturalmente anche l’altra faccia della medaglia, rappresentata dalla svalutazione dei titoli già detenuti in portafoglio, che ha generato in molti casi perdite non realizzate anche significative. Si tratta tuttavia di un elemento che, per numerosi operatori, tende ad avere soprattutto una valenza contabile. La struttura di lungo termine delle passività, unita alla presenza di penali spesso rilevanti sui riscatti anticipati, riduce infatti la probabilità che tali minusvalenze debbano essere effettivamente cristallizzate attraverso vendite forzate degli attivi. In questo quadro, il comparto assicurativo continua a distinguersi per un profilo di elevata patrimonializzazione, visibilità dei flussi e capacità di beneficiare nel tempo di uno scenario di rendimenti più elevati. Anche in ottica di investimento strutturato, il settore presenta inoltre caratteristiche che ne rafforzano l’appeal: da un lato una volatilità generalmente contenuta, dall’altro una buona stabilità nella distribuzione dei dividendi. In un contesto di mercato non sempre favorevole alla costruzione di payoff efficienti, questa combinazione consente di accedere a strutture che uniscono la solidità dei sottostanti all’interesse per un settore che può ancora trarre vantaggio dal nuovo equilibrio dei tassi.

Tra le ultime emissioni legate al settore assicurativo, abbiamo analizzato il Cash Collect Memory (ISIN: DE000VJ81Z07) emesso da Vontobel e scritto su un basket worst of composto da Aegon, Axa, Generali e Allianz. Il prodotto prevede premi a memoria pari allo 0,9% mensile (10,8% p.a.), condizionati al trigger premio posto al 55% dei rispettivi valori iniziali, durata massima pari a 4 anni circa (scadenza marzo 2030) e la possibilità, a partire dalla data di osservazione del 18 giugno 2026 e per le successive date a cadenza mensile, di rimborso anticipato del valore nominale, pari a 100 euro, qualora tutti i titoli rilevino al di sopra del 95% dei rispettivi valori di riferimento iniziali (trigger autocall fisso).Qualora si giunga alla data di osservazione finale del 18 marzo 2030 senza che sia stato richiamato anticipatamente, il prodotto rimborserà il proprio valore nominale qualora tutti i titoli non perdano più del 50% dai rispettivi valori di riferimento iniziali, in virtù della barriera capitale posta al 50% degli stessi, generando un rendimento annualizzato pari al 10,7% circa, nel caso in cui vengano pagati anche tutti i premi previsti. Al di sotto del livello barriera, il valore di rimborso del certificato verrà invece diminuito della performance negativa del titolo worst of, che verrà calcolata a partire dallo strike price.

Assicurativi a doppia cifra 1

Assicurativi a doppia cifra 2

Report a cura di Pierpaolo Scandurra
www.certificatiederivati.it


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