Gli operatori di mercato sono stretti nella morsa delle continue rotazioni settoriali e iniziano ora a confrontarsi con i primi segnali di rallentamento del grande tema dell'intelligenza artificiale. La ricerca di rendimento va quindi conciliata con un approccio al rischio quanto più equilibrato.
In quest'ottica riteniamo opportuno concentrarci su strutture in grado di generare rendimento nel brevissimo termine, così da rimanere potenzialmente liquidi e poter eventualmente sfruttare nuove condizioni di mercato che dovessero presentarsi. Un approccio di questo tipo richiede però criteri di selezione ben definiti: il profilo di rischio-rendimento complessivo del certificato deve evitare un'esposizione eccessiva qualora lo scenario di autocall di breve non dovesse concretizzarsi. È un punto fondamentale, perché nel rincorrere rendimenti di breve periodo non si deve mai snaturare il proprio profilo di rischio, soprattutto in una fase di mercato nervosa e volatile come quella attuale.
La parola d'ordine è quindi equilibrio: cercare rendimento nel breve senza compromettere la qualità del portafoglio qualora il rimborso anticipato non dovesse concretizzarsi. Il profilo di fondo deve rimanere improntato al low risk, senza ripercussioni rilevanti nel caso in cui la struttura rimanga in portafoglio fino alle date successive.
Applichiamo quindi questi criteri discrezionali nella selezione dei certificati utili ad accedere a un buon rendimento di breve periodo. L'equilibrio riguarda naturalmente anche la situazione dei sottostanti: il buffer da colmare per raggiungere il trigger di autocall deve essere ragionevolmente contenuto, senza particolari squilibri all'interno del basket.
La prima proposta rispecchia appieno queste caratteristiche. Si tratta del Phoenix Memory Airbag Step Down (Isin LU3413989677) emesso da BIL (Banque Internationale à Luxembourg), collegato a un basket composto da Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco BPM e Nvidia, quest'ultima attuale worst of e unico titolo ancora sotto strike di circa il 5%.
Il certificato quota oggi nell’intorno della pari, a 1.001,68 euro, e presenta una barriera capitale al 50%, Airbag con Low Strike al 60% e trigger cedolare al 55%, a fronte di cedole mensili dell'1,167%. Un mix di livelli che contribuisce a migliorare il profilo rischio-rendimento della struttura.
Vediamo ora nel dettaglio il funzionamento del meccanismo di autocall. La prima data utile è il 15 settembre. In tale occasione il certificato verrà rimborsato anticipatamente qualora tutti i sottostanti quotino almeno al 98% dei rispettivi livelli iniziali. Per il worst of, rappresentato da Nvidia, è quindi sufficiente un recupero di circa il 2% per raggiungere il trigger di autocall, un movimento che, considerate la volatilità e la storia recente del titolo, appare tutt'altro che irrealistico.
Anche questo requisito rispetta i criteri di selezione definiti in precedenza. Utilizzando la funzione Rendimento di FreeFinancePRO emerge che, in caso di rimborso anticipato alla prima data utile, l'investitore conseguirebbe un rendimento del 2,16%, pari al 16,11% annualizzato, mentre il rendimento annuo a scadenza si attesta al 14,08%.

Fonte: FreeFinancePRO
La vicinanza del worst of al trigger di autocall e il meccanismo Step Down delle successive rilevazioni mensili dovrebbero limitare l'impatto sul prezzo del certificato nel caso di mancato rimborso anticipato, naturalmente a condizione che i sottostanti non registrino ribassi significativi.
Nel complesso la struttura appare ben bilanciata. Il prezzo è tornato interessante dopo aver quotato a lungo sopra la pari, nonostante Nvidia sia rimasta costantemente sotto strike. Il rapporto rischio-rendimento rimane coerente anche nello scenario in cui l'autocall di breve non dovesse concretizzarsi.
Tra le opportunità di agosto spicca invece una proposta di Marex che, dopo il recente cambio del worst of, offre nuovamente un'interessante finestra operativa.
Si tratta del Phoenix Memory Step Down (Isin IT0006775628), collegato a un basket composto da Banco BPM, Deutsche Bank, Eni e STM. Il comparto bancario continua a mostrare forza, con rialzi compresi tra il 15% di Banco BPM e il 22% di Deutsche Bank. Eni quota circa il 5% sotto strike, mentre STM è diventato il nuovo worst of con un ribasso di circa il 10%, dovuto principalmente alla reazione del mercato ai risultati trimestrali.
L'interesse nasce dalla qualità complessiva del basket, prevalentemente italiano, con l'unica eccezione di Deutsche Bank, le cui performance risultano comunque molto vicine a quelle del best of. Un elemento che contribuisce a contenere il rischio complessivo della struttura.
Si tratta inoltre di un certificato Low Barrier, con barriera capitale fissata al 40%. La resilienza della struttura deriva anche dal meccanismo di autocall: siamo già alla terza data di osservazione prevista per l'11 agosto e, grazie allo Step Down del 2% mensile, il trigger è già sceso al 94% del livello iniziale. Il worst of deve quindi recuperare soltanto circa 4 punti percentuali per raggiungere il trigger di autocall. Considerata la volatilità tipica del comparto dei semiconduttori, un simile recupero non appare irrealistico.
Qualora ciò avvenisse, dagli attuali 981,46 euro di quotazione l'investitore riceverebbe il rimborso dei 1.000 euro nominali, oltre alla cedola mensile dell'1,417%. La funzione Rendimento di FreeFinancePRO evidenzia una performance del 3,33%, equivalente a un rendimento annualizzato di circa l'87%.

Fonte: FreeFinancePRO
Anche in questo caso lo Step Down contribuisce a stabilizzare il prezzo del certificato qualora il mercato rimanga sostanzialmente neutrale ma il rimborso anticipato non si verifichi. Nel complesso, barriera e trigger cedolare fissati al 40% garantiscono una buona resilienza della struttura, mentre il rendimento annuo a scadenza si attesta al 18,2%.
Nel complesso la proposta offre un equilibrio convincente tra rendimento potenziale e protezione, risultando interessante sia nello scenario di rimborso anticipato sia nell'ipotesi di mantenimento fino a scadenza.
Al di là delle singole strutture analizzate, il messaggio operativo è probabilmente più ampio. In una fase di mercato caratterizzata da elevata volatilità, rotazioni settoriali e crescente incertezza sulla sostenibilità di alcuni dei principali temi d'investimento, la ricerca del rendimento non dovrebbe tradursi in un aumento indiscriminato del rischio. I certificati con finestre di autocall ravvicinate possono rappresentare un'interessante opportunità tattica, ma solo se inseriti all'interno di strutture già solide sotto il profilo difensivo. In altre parole, il rimborso anticipato deve costituire un'opportunità e non una necessità: quando il profilo rischio-rendimento rimane equilibrato anche nello scenario di mancato autocall, è possibile affrontare il breve termine con maggiore serenità e mantenere la flessibilità necessaria per cogliere eventuali opportunità che il mercato dovesse offrire nei prossimi mesi.
A cura di Giovanni Picone
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