La banca lussemburghese, da poco sbarcata su Borsa Italiana, propone una struttura su Ferrari, Intesa Sanpaolo e UniCredit con premi potenziali del 10% annuo.
Il mercato italiano dei certificati d’investimento si è recentemente arricchito della presenza di Banque Internationale à Luxembourg (BIL), istituto fondato nel 1856 e tra le realtà bancarie più longeve del Granducato. Il gruppo conta oggi 1.744 dipendenti e affianca alla propria rete di filiali in Lussemburgo una presenza internazionale attraverso le attività di wealth management in Svizzera, Francia e Cina. Riconosciuta come istituzione a rilevanza sistemica in Lussemburgo e sottoposta alla vigilanza diretta della Banca Centrale Europea, BIL opera nei servizi bancari e d’investimento rivolti alla clientela privata, corporate e istituzionale, con masse in gestione pari a 50,1 miliardi di euro a fine 2025. Nell’ultimo esercizio la banca ha registrato ricavi per 708 milioni e un utile netto di 210 milioni di euro, in crescita del 24%, mantenendo un CET1 ratio del 14,46% e un Liquidity Coverage Ratio del 177%. Il merito creditizio si colloca nell’area investment grade, con rating A- e outlook negativo da parte di S&P, giudizio che indica una forte capacità di onorare gli impegni finanziari, sebbene più sensibile a condizioni economiche avverse, e rating A2 con outlook stabile da Moody’s, corrispondente a una qualità creditizia medio-alta e a un basso rischio di credito. Dopo il debutto in Italia nell’aprile 2026, BIL ha finora emesso 20 certificati, due dei quali già rimborsati, avvalendosi della tecnologia e della piattaforma distributiva di Leonteq per la strutturazione dei payoff, la gestione del rischio e l’accesso al mercato. BIL assume invece direttamente il ruolo di emittente e il relativo rischio di credito. La progressiva crescita dell’offerta amplia così le possibilità di diversificazione del rischio emittente all’interno dei portafogli di certificati.
Tra le prime emissioni della banca lussemburghese andiamo oggi ad analizzare il Phoenix Memory Airbag Step Down (ISIN: LU3413012546), scritto su un basket composto da Ferrari, Intesa Sanpaolo ed Unicredit. La struttura prevede il pagamento di premi condizionati (trigger premio posto al 60% dei valori di riferimento iniziali), pari allo 0,833% (10% p.a.) a cadenza mensile fino alla scadenza di luglio 2029 (durata massima dello strumento pari a tre anni). Al fine di contenere il drawdown nel caso di eventuali ribassi dei sottostanti, il prodotto è dotato di effetto airbag, che consente di ridurre significativamente la performance negativa del prodotto nel caso in cui uno dei titoli scendesse al di sotto della barriera capitale, conferendo al certificato una maggiore tenuta del prezzo durante la sua vita: nei certificati dotati di tale effetto la performance negativa verrà infatti calcolata a partire proprio dalla barriera, per una significativa riduzione delle perdite. Sul fronte autocall, il certificato potrà rimborsare anticipatamente il suo valore nominale, pari a 1.000 euro, a partire dalla data di osservazione del 13 ottobre 2026 e per le successive date a cadenza mensile, qualora tutti i titoli rilevino al di sopra del 100% dei rispettivi valori di riferimento iniziali, con il trigger autocall che scende poi dell’1% ogni mese fino ad arrivare al 68% dell’ultima data di valutazione prima della scadenza.
Il prodotto è attualmente quotato sul segmento Cert-X di Borsa Italiana ad un prezzo lettera pari a 1.000 euro, per un rendimento potenziale a scadenza pari al 9,9% annualizzato circa ed una performance negativa ammortizzata grazie all’effetto airbag in caso di evento barriera (ad un -70% dell’attuale worst of Ferrari corrisponde un -50% circa, senza considerare gli eventuali premi incassati).


Report a cura di Pierpaolo Scandurra
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