Il Bund future settembre, in scadenza l’8 settembre, arriva alla fase finale del contratto dopo un forte repricing del mercato obbligazionario. L’aumento dei rendimenti è stato alimentato soprattutto dai timori sull’inflazione legati all’energia, dalle tensioni geopolitiche e dalla crescente quantità di debito da finanziare. Il 18 agosto il rendimento del Bund decennale tedesco ha toccato il 3,26%, sui massimi da circa quindici anni, all’interno di un sell-off che ha coinvolto contemporaneamente Europa, Stati Uniti e Giappone. Oggi si osserva una prima stabilizzazione dei rendimenti, ma il quadro di fondo rimane fragile.
Il grafico daily conferma una struttura nettamente ribassista. Dopo i massimi di febbraio-marzo intorno a 130, il Bund ha costruito massimi e minimi decrescenti; anche il recupero di giugno fino a 127,69 è stato completamente riassorbito. Il prezzo è adesso intorno a 123,80, praticamente sui minimi, mentre l’Oscillatore di Rischio è sceso a circa -85: trend ancora negativo, ma ormai in evidente eccesso statistico.
Molto interessante la lettura delle opzioni in scadenza il 21 agosto, quindi a soli due giorni dall’expiry. Gli Open Interest mostrano una forte concentrazione di put sotto il prezzo, soprattutto fra 123,50 e 125, con accumuli particolarmente importanti a 124, 124,50 e soprattutto 125. Le call sono invece concentrate sopra il mercato, con masse molto elevate fra 125 e 128 e massimo interesse nell’area 126,50-127,50. Il prezzo a 123,80 è quindi scivolato sotto gran parte della struttura precedentemente costruita: il mercato si trova ormai sul margine inferiore della distribuzione delle posizioni.
La volatilità implicita rafforza questa lettura. La curva presenta un minimo proprio intorno a 123,50-124, area vicinissima al prezzo corrente, mentre cresce rapidamente allontanandosi dall’ATM: da circa 6 passa sopra 20 intorno a 128 e oltre 40 sulle call più lontane. La forma è quindi fortemente convessa, tipica di un mercato arrivato all’expiry dopo un movimento importante e che attribuisce premi crescenti agli spostamenti lontani dall’equilibrio attuale.
In ottica Sunnymoney il messaggio è abbastanza chiaro: struttura primaria ancora ribassista, ma Bund ormai schiacciato contemporaneamente sui minimi grafici, sull’estremo dell’Oscillatore di Rischio e vicino al minimo della curva di volatilità. Area 123,50-124 diventa quindi il vero punto di equilibrio da osservare. Sotto 123,50 continuerebbe il processo di repricing; una stabilizzazione e il ritorno sopra 124,50 potrebbero invece innescare una fase di mean reversion verso 125-126, dove si concentra una parte molto importante degli Open Interest.
In questa fase inseguire il ribasso appare quindi meno interessante rispetto ai giorni precedenti: il trend resta negativo, ma siamo ormai in una zona nella quale diventa più importante osservare stabilizzazione e possibili ricoperture che cercare semplicemente una prosecuzione lineare del movimento.
Per l’operatività in opzioni, in questa fase preferirei strutture a rischio definito. In caso di stabilizzazione sopra 123,50-124, un bull call spread può sfruttare un rientro dell’eccesso verso 125-126; sotto 123,50, invece, avrebbe più senso un bear put spread per accompagnare un’eventuale nuova gamba ribassista. Più aggressivo il ratio call spread, adatto solo a un recupero controllato. Eviterei invece acquisti secchi di opzioni molto OTM e soprattutto vendite naked, perché il mercato resta ancora volatile e vicino a una scadenza molto corta.
Bruno Nappini by Sunnymoney