Da Santander un Cash Collect Memory Airbag “40/50” su Deutsche Bank, BBVA, Banco BPM e Banca MPS.
Il settore bancario europeo continua a distinguersi per livelli di redditività elevati, solidità patrimoniale e generose politiche di remunerazione degli azionisti. Dopo la progressiva normalizzazione dei tassi, il ritorno delle pressioni inflazionistiche e la prospettiva di una BCE più restrittiva possono offrire nuovo sostegno al margine di interesse. Il quadro rimane comunque articolato, perché rendimenti più elevati rischiano anche di frenare la domanda di finanziamenti e di aumentare, nel medio periodo, la pressione sulla qualità del credito. In Italia, a rendere lo scenario ancora più dinamico è il risiko bancario, con Banca MPS e Banco BPM al centro di una complessa partita. MPS, a sua volta oggetto di un’OPAS da circa 35,7 miliardi di euro promossa da Intesa Sanpaolo, ha risposto lanciando due OPS separate su Banco BPM e Banca Generali, per un valore complessivo iniziale nell’ordine dei 34 miliardi di euro. L’offerta su Banco BPM prevede 1,567 azioni MPS di nuova emissione per ogni titolo portato in adesione, corrispondenti, ai valori precedenti all’annuncio, a 16,729 euro per azione e a una valorizzazione complessiva di circa 25,35 miliardi di euro. Il consiglio di Banco BPM ha tuttavia evidenziato che la proposta non è stata concordata e che, ai prezzi presi come riferimento, non riconosce alcun premio ai propri azionisti. Per MPS la doppia iniziativa rappresenta una risposta all’offerta di Intesa e punta a costruire un’alternativa industriale capace di preservare l’autonomia del gruppo. L’integrazione con Banco BPM creerebbe uno dei maggiori poli bancari italiani, mentre la combinazione con Banca Generali rafforzerebbe la presenza nel wealth management. Restano tuttavia le incognite legate alle autorizzazioni, all’esecuzione delle operazioni e al consenso degli azionisti, elementi destinati a mantenere elevati l’interesse e la volatilità sui titoli coinvolti.
Da qui l’interesse per una struttura capace di combinare rendimento e protezione condizionata, come il Cash Collect Memory Airbag Step Down di Santander con ISIN IT0006778390, scritto su un basket worst of composto da Deutsche Bank, BBVA, Banco BPM e Banca MPS. Il prodotto paga premi condizionati (trigger premio posto al 50% dei rispettivi strike price) pari allo 0,78% mensile (9,36% p.a.), con durata pari a quattro anni e la possibilità, a partire dalla data di osservazione del primo dicembre 2026 e per le successive date a cadenza mensile, di rimborso anticipato del valore nominale, pari a 1.000 euro, qualora tutti i titoli rilevino al di sopra del 100% dei rispettivi strike price (il trigger autocall decresce poi dell’1% a cadenza mensile, fino al 56%). Arrivando al posizionamento della barriera, la troviamo al 40% dei livelli iniziali ed è pertanto in grado di difendere il capitale da ribassi che possano estendersi fino al 60% dai livelli di fixing all’emissione; diversamente, il livello di low strike è posto al 50% (fattore airbag pari a 2) e ciò implica che qualora alla scadenza il sottostante sia a un valore inferiore alla barriera, per il rimborso si procederà a una semplice operazione che terrà conto del 50% come livello di riferimento. Ipotizzando la performance del sottostante peggiore alla data di valutazione finale, si possono distinguere tre scenari:
- Per ribassi fino al 50%, quindi con il worst of almeno al 50% dello strike, rimborso dei 1.000 euro nominali, pagamento del premio finale e recupero di tutte le cedole eventualmente conservate in memoria.
- Per ribassi superiori al 50% ma non oltre il 60%, quindi con il worst of compreso tra il 40% e il 50% del fixing iniziale, rimborso integrale dei 1.000 euro, senza pagamento del premio finale e delle cedole pregresse non percepite.
- Per ribassi superiori al 60%, quindi con il worst of sotto la barriera del 40%, rimborso lineare calcolato rispetto al low strike del 50%.
Come accennato, la durata massima del prodotto è pari a quattro anni (scadenza 9 settembre 2030), con il capitale protetto fino a ribassi del 60% del sottostante peggiore e un effetto attenuato alle perdite oltre tale percentuale: nel caso di un -70% dalle quotazioni attuali, ad esempio, il rendimento del certificato sarebbe pari al -40%, senza considerare le eventuali cedole incassate.

Report a cura di Pierpaolo Scandurra
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