L'AI allarga i suoi confini: dopo Nvidia il mercato scopre SK Hynix

Giovanni Picone Giovanni Picone - 14/07/2026 14:13

Dall’AI di Nvidia all’AI dell’intera filiera

Per oltre due anni investire nell'intelligenza artificiale ha significato, quasi automaticamente, comprare Nvidia. La società californiana è stata il simbolo della rivoluzione AI, il principale beneficiario della corsa ai data center e il titolo che ha catalizzato gran parte dei flussi degli investitori.

Ma le grandi narrazioni di mercato raramente rimangono concentrate su un solo nome. Con il passare dei trimestri, l'attenzione si è progressivamente estesa a tutta la catena del valore che rende possibile l'intelligenza artificiale.

Prima sono entrati in scena i produttori di semiconduttori avanzati come TSMC, Broadcom e ASML. Poi il mercato ha iniziato a guardare ai fornitori di networking, ai produttori di componenti per l'alimentazione dei data center e, soprattutto, alle memorie ad alta banda (HBM), diventate indispensabili per alimentare i chip AI di nuova generazione.

È proprio qui che emerge SK Hynix. L'azienda coreana è diventata uno dei principali fornitori di memorie HBM utilizzate nei sistemi Nvidia e rappresenta oggi uno degli anelli più strategici dell'intera filiera dell'intelligenza artificiale. Non è più soltanto il produttore di chip di memoria che il mercato conosceva da anni: è uno dei beneficiari diretti della crescita dell'infrastruttura AI globale.

L'arrivo di SK Hynix al Nasdaq rappresenta quindi qualcosa di più di una semplice nuova quotazione. È il segnale di una narrativa che continua ad allargarsi, coinvolgendo società che fino a poco tempo fa restavano ai margini dell'attenzione internazionale e che oggi iniziano a trovare spazio anche nei basket di investimento dedicati al tema AI.

SK Hynix: dal fornitore di Nvidia al debutto record al Nasdaq

SK Hynix è, insieme a Samsung e Micron, uno dei tre soli produttori al mondo di memoria HBM (High Bandwidth Memory), il componente che affianca le GPU nei server AI e ne determina in larga parte le prestazioni. Secondo i documenti depositati presso la SEC in occasione della sua quotazione, l'azienda coreana controlla circa il 56% del mercato globale HBM, posizione che la rende oggi, più di ogni altra società di memoria, il collo di bottiglia (e quindi il beneficiario) della corsa infrastrutturale all'AI.

Il 10 luglio scorso SK Hynix ha portato questa centralità direttamente a Wall Street, quotando le proprie ADR (American Depositary Receipt) sul Nasdaq con un collocamento da 26,5 miliardi di dollari, il più grande collocamento azionario mai realizzato negli Stati Uniti da una società estera, superiore persino a quello di Alibaba nel 2014 (25 miliardi). Le ADR sono state prezzate a 149 dollari, con una domanda che ha coperto circa sette volte l'offerta; al debutto hanno chiuso a 168,01 dollari, in rialzo di circa il 13% sul prezzo di collocamento. I proventi dell'operazione sono destinati principalmente all'espansione degli impianti coreani e all'acquisto di nuovi macchinari litografici EUV, necessari per produrre le prossime generazioni di HBM. Abbiamo parlato approfonditamente della quotazione in questo video.

Per un investitore internazionale, il significato pratico è semplice: fino a pochi giorni fa esporsi a SK Hynix richiedeva passare dalla Borsa di Seul o affidarsi a ADR OTC poco liquide. Con la quotazione diretta sul Nasdaq, il titolo entra a pieno titolo nell'universo investibile con strumenti quotati negli Stati Uniti, certificati di investimento compresi.

Samsung: l'altro pilastro che il mercato non può ignorare

Se SK Hynix ha conquistato le prime pagine con l'IPO, Samsung Electronics resta l'altro nome imprescindibile della filiera memoria. Nel 2026 il colosso di Suwon ha avviato per prima la produzione commerciale in serie di HBM4, consegnando i primi lotti anche per la piattaforma Vera Rubin di Nvidia, e punta a triplicare le vendite di HBM rispetto al 2025. In parallelo, Samsung sta espandendo la capacità produttiva di DRAM 1c fino a 200.000 wafer al mese entro fine anno, e prevede di consegnare i primi campioni di HBM4E già nel corso del 2026.

Il punto per chi guarda al tema AI da investitore è che, tra HBM4, DRAM “commodity” in carenza strutturale e capacità produttiva, Samsung e SK Hynix non sono più due storie separate: sono i due poli dello stesso comparto, quello della memoria, diventato negli ultimi trimestri il vero collo di bottiglia dell'intero ecosistema AI, al pari, se non di più, delle GPU stesse. La notizia di oggi è che anche Samsung Electronics starebbe valutando una possibile emissione di ADR sul mercato USA.

Il Kospi 200: un indice, ma non nel senso a cui siamo abituati

È a questo punto che il discorso si sposta dal singolo titolo all'indice. Il Kospi 200 raccoglie le 200 maggiori società quotate alla Borsa di Seul, ponderate per capitalizzazione flottante, con revisione della composizione due volte l'anno (giugno e dicembre). Sulla carta è un indice ampio (200 componenti) pensato per rappresentare l'intera economia coreana: industria, finanza, automotive, chimica, oltre alla tecnologia.

Nella pratica, però, il 2026 ha mostrato quanto questa rappresentatività sia oggi distorta. Secondo i dati più recenti, Samsung e SK Hynix insieme pesano circa la metà dell'intero indice, contro una quota di circa un quarto appena un anno fa. Samsung da sola si avvicina al 30%, il tetto massimo previsto dalle regole di concentrazione del Kospi 200 per un singolo titolo - un limite che esiste proprio per evitare che l'indice diventi ostaggio di una sola azienda, ma che oggi si scontra con una realtà in cui sono due, non una, le società a ridosso di pesi enormi.

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Il confronto è indicativo: le metodologie di calcolo non sono identiche, ma la distanza nell'ordine di grandezza resta significativa. Il Kospi 200 concentra in due soli titoli un peso paragonabile a quello dei primi dieci nomi dell'S&P 500.

 

Il paragone con l'S&P 500 aiuta a inquadrare la distanza: negli Stati Uniti, dove pure la concentrazione tecnologica è un tema molto discusso, servono dieci società per arrivare a un peso complessivo del 37-40%. Nel Kospi 200 bastano due soli titoli per superare la metà del paniere. Settori tradizionalmente centrali per l'economia coreana (automotive, chimica, finanza, beni di consumo) pesano di conseguenza sempre meno in termini relativi, anche se le rispettive società non sono affatto peggiorate.

Per chi valuta un'esposizione al mercato coreano tramite un indice - e non tramite i singoli titoli - questo è un elemento da tenere bene a mente: replicare il Kospi 200 oggi significa, in pratica, prendere una posizione fortemente concentrata sul ciclo dei semiconduttori di memoria e sulla narrativa AI, molto più che una scommessa diversificata sull'economia sudcoreana nel suo complesso. Non è necessariamente un difetto - anzi, per chi crede nel tema può essere un pregio - ma è una caratteristica che va riconosciuta e valutata consapevolmente, distinguendola da un'esposizione realmente ampia e bilanciata.

Avevamo analizzato i certificati sul KOSPI in questo articolo e in questo webinar.

Dopo aver premiato chi progetta i chip, il mercato inizia a valorizzare anche chi rende possibile produrli. L'interesse crescente per SK Hynix, infatti, non rappresenta soltanto la riscoperta di un singolo titolo. È il segnale che il mercato sta ampliando il proprio raggio d'azione alla ricerca di nuove opportunità all'interno della filiera dell'intelligenza artificiale. Dopo il forte apprezzamento registrato dai grandi nomi statunitensi dei semiconduttori, una parte degli investitori sembra iniziare a guardare verso quei mercati che ospitano aziende altrettanto strategiche, ma ancora caratterizzate da valutazioni relativamente più contenute. Non dimentichiamo infatti che a parità di forte esposizione al tema AI, SK Hynix continua a trattare a sconto rispetto a Micron. Con il titolo coreano che quota in una forchetta compresa tra 5,7 e 6,1x di Forward P/E contro una forchetta di 6,5/9,5x di Micron.

I certificati di investimento su SK Hynix

La quotazione dell'ADR di SK Hynix al Nasdaq rende più agevole per gli emittenti includere il titolo tra i possibili sottostanti dei certificati di investimento. Da un lato, la società offre una volatilità relativamente elevata, caratteristica particolarmente interessante per i certificati: maggiore volatilità si traduce in maggiore rendimento; dall'altro, consente di ampliare il ventaglio di società legate all'intelligenza artificiale, affiancando ai nomi che hanno finora dominato le emissioni - come Nvidia, AMD, Micron, Broadcom, Oracle e Marvell Technology - uno dei principali protagonisti mondiali del mercato delle memorie HBM.

Attualmente sul mercato sono presenti 5 certificati che hanno al loro interno il titolo SK Hynix. Barclays è stato il precursore avendo già emesso 2 certificati agganciati alla quotata a Seul, di cui uno già in procinto di andare in autocall e per questo in bid-only con performance stratosferiche dei certificati nel worst of. Basti pensare che Dell sta scambiando a +232% e SK Hynix a +609,83%.

È invece Vontobel che ha lanciato 3 nuove emissioni che vedono la presenza dell’ADR di SK Hynix nel basket.

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Fonte: FreeFinancePRO

Partiamo dal certificato tematico legato alla filiera delle memorie e dell’infrastruttura AI, ovvero composto dalle società che forniscono i componenti essenziali per il funzionamento dei data center dedicati all’intelligenza artificiale. Il Phoenix Memory Step Down (Isin DE000BD0M6J0) è infatti composto da SK Hynix (memorie HBM), Micon Technology (DRAM/HBM), Marvell Tech (networking e infrastruttura per data center AI) e Western Digital (storage ad alte prestazioni). Basket ad alta volatilità, di fatto diversificato ma che sulla carta sono tutte realtà che partecipano alla medesima catena di valore. Il certificato sfrutta tutte le caratteristiche di volatilità e correlazione e si presenta come uno dei top performer a livello di flusso cedolare dell’intero mercato secondario con una cedola mensile che arriva al 5,38% (il 64,56% annuo di cedole). La barriera capitale si posiziona al 60% tale da assorbire perdite a scadenza (1 anno) entro il -40% del worst of. Asimmetria però garantita anche dal peculiare meccanismo di autocall che sarà attivo già dal secondo mese ma con trigger subito al 90% e successivamente decrescente con un ritmo del 2% mese. Anche in flessione dai livelli iniziali, è un meccanismo che genera rendimento e consente al certificato di rimborsare anticipatamente. È uno dei basket chiaramente più esposti alla volatilità e concentrati sull’ecosistema AI. Per chi cerca valore e ha una view positiva sul segmento può essere uno strumento da inserire nella parte satellite del portafoglio ad elevato rendimento. 

Interessante commentare anche le altre due proposte che tentano di sfruttare la bassa correlazione con alti trend di mercato. Non a caso non possiamo definirli basket tematici, ma il maggior rischio legato alla dispersione dei rendimenti su un basket worst of, viene compensato dalla presenza di una barriera profonda (40%) e dall’Airbag, sebbene intervenga da un Low Strike al 60%.

Entrando nel dettaglio il primo Phoenix Memory Airbag Step Down (Isin DE000BD0M6K8) rimane in realtà molto vicino al settore tech ma affianca al duo SK Hynix e Micron Technology i titoli Alibaba e Tesla. La barriera è al 40% quindi tale da immunizzare perdite a scadenza (sempre un anno) nell’ordine del -60% dai livelli iniziali, ma è presente anche l’Airbag che come anticipato entra nella formula di calcolo da un Low Strike al 60%. Le performance negative sotto barriera saranno così attenuate dall’effetto airbag. Si ridefinisce il rendimento, in ragione della presenza di opzioni accessorie difensive, all’1,88% mensile (il 22,56% su base annua) con un meccanismo autocall che entrerà in gioco dalla rilevazione di settembre con un trigger iniziale al 95% per poi decrescere di mese in mese dell’1%. 

Chiudiamo con l’ultima emissione che tenta di abbracciare tutti i temi di maggior interesse, sfruttandone la forza relativa. Il Phoenix Memory Step Down (Isin DE000BD0M6L6) lega infatti le sue sorti ad un basket composto da SK Hynix, Barrick Mining, Alibaba e Coinbase. Di fatto tema tech, gold miners, Alibaba e titoli tech cinesi (di cui già ci siamo occupati in questo articolo) e cryptovalute. Il rischio della dispersione dei rendimenti è molto alto ma paradossalmente si tratta di un basket che in generale presenta l’esposizione alla volatilità più bassa. Lo leggiamo dalla cedola dell’1,71% mensile rispetto a caratteristiche identiche di funzionamento al precedente certificato sotto il profilo della barriera (40%), Airbag (60%) e struttura autocall.

Conclusione

L'ingresso di SK Hynix nel mercato dei certificati rappresenta un ulteriore passo nell'evoluzione della narrativa legata all'intelligenza artificiale. Se fino a pochi trimestri fa le emissioni erano concentrate quasi esclusivamente sui grandi nomi statunitensi dei semiconduttori, oggi gli emittenti iniziano ad ampliare l'universo investibile includendo società che occupano posizioni strategiche lungo l'intera filiera tecnologica.

La possibilità di costruire basket che comprendono il leader mondiale delle memorie HBM consente di affiancare alle tradizionali esposizioni su Nvidia, Micron o Marvell una società che riveste un ruolo sempre più centrale nello sviluppo dei data center AI. Allo stesso tempo, la maggiore volatilità del titolo offre nuove opportunità nella progettazione di certificati in grado di generare cedole particolarmente elevate, pur richiedendo un'attenta valutazione del rischio legato alla struttura worst of.

 

A cura di Giovanni Picone
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