Un Fast da 1,60% mensile su tre titoli europei

Pierpaolo Scandurra Pierpaolo Scandurra - 14/01/2026 11:45

Dall’America all’Europa, si moltiplicano le proposte Fast ad alta cedola: da Leonteq un nuovo certificato che sfiora il 20% annuo.

Proseguiamo il racconto delle nuove proposte sul segmento dei certificati di investimento continuando a cavalcare uno dei temi più caldi del momento, ossia la ricerca di un autocall veloce e il più possibile facilitata nel tempo col passare delle settimane, incassando al contempo ricche cedole mensili. Come già sottolineato più volte, queste strutture evidenziano una discreta stabilità delle quotazioni nel corso della loro vita, pur collocandosi in una fascia di rischio-rendimento elevata. Tale comportamento è riconducibile alla presenza di un meccanismo autocall con trigger fortemente decrescente, a una durata residua contenuta e a flussi cedolari rilevanti, elementi che portano i certificati a trattare strutturalmente a premio rispetto alla pura esposizione lineare ai sottostanti. Questo consente, qualora ce ne fosse bisogno, di liquidare la posizione a condizioni relativamente favorevoli anche a fronte di flessioni moderate del basket. Ne deriva una resilienza di breve periodo, a condizione che nessun sottostante si avvicini in modo critico al livello di barriera; di conseguenza, si tratta di strumenti che richiedono monitoraggio e gestione attiva e che non sono adatti a un approccio buy and hold. Il profilo di rischio rimane tuttavia significativo in presenza di movimenti ribassisti bruschi su uno dei componenti, poiché l’orizzonte temporale ridotto può non offrire margini sufficienti per un recupero delle barriere.

Se la scorsa settimana avevamo analizzato una proposta legata al mercato statunitense, in questa occasione torniamo al di qua dell’oceano con il Phoenix Memory Step Down (ISIN: CH1505571096), emesso da Leonteq Securities e scritto su un basket worst of composto da Stellantis, Commerzbank e Kering. Il prodotto prevede premi a memoria pari all’1,6% mensile (19,2% p.a.), condizionati al trigger premio posto al 50% dei valori iniziali, durata massima pari a 2 anni (scadenza dicembre 2027) e la possibilità, a partire dalla data di osservazione del 23 febbraio 2026 e per le successive date a cadenza mensile, di rimborso anticipato del valore nominale, pari a 1.000 euro, qualora tutti i titoli rilevino al di sopra del 98% dei rispettivi valori di riferimento iniziali, con il trigger autocall che scende poi del 2% ogni mese: a dicembre 2026 sarà già sceso al 78%, arrivando fino al 56% dell’ultima data di osservazione prima della scadenza. Allo stato attuale, la discesa di Stellantis al di sotto dello strike consentirebbe, in condizioni di lateralità del titolo, di incassare almeno le prossime cinque cedole, dando dunque al prodotto un minimo di “vita utile” dinanzi a lui, con la barriera capitale (4,723 euro) posta in prossimità dei minimi storici del titolo.

Qualora si giunga alla data di osservazione finale del 22 dicembre 2027 senza che sia stato richiamato anticipatamente, il prodotto rimborserà il proprio valore nominale qualora tutti i titoli non perdano più del 50% dai rispettivi valori di riferimento iniziali, in virtù della barriera capitale posta al 50% degli stessi, generando un rendimento annualizzato pari al 19,3% circa, nel caso in cui vengano pagati anche tutti i premi previsti. Al di sotto del livello barriera, il valore di rimborso del certificato verrà invece diminuito della performance negativa del titolo worst of, che verrà calcolata a partire dallo strike price.

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Report a cura di Pierpaolo Scandurra
www.certificatiederivati.it


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