Il mercato compie un ulteriore passo avanti sul fronte low barrier: Citigroup porta sul secondario un Phoenix Memory su semiconduttori con cedole mensili dell’1,09% e protezione fino a -80%.
Negli ultimi anni il concetto di certificato “low barrier” è stato portato sempre più all’estremo dagli strutturatori: inizialmente, dentro questa categoria venivano annoverati tutti quei certificati con barriera inferiore al 50% degli strike, nella maggior parte dei casi tra il 40% ed il 45%. L’avvento di condizioni di mercato più favorevoli – principalmente tassi di interesse più elevati e dividendi bancari in crescita – ha poi creato lo spazio necessario agli strutturatori per spingere l’asticella ancora più in alto (o per meglio dire in basso), abbassando le barriere fino al 30% dei valori iniziali: celebre fu il caso dell’XS3052737759, tra i primi certificati con barriera capitale e trigger premio al 30%. Oggi il mercato fa un ulteriore passo avanti. A fornire nuova materia prima agli strutturatori non sono più soltanto i tassi o i dividendi attesi, ma soprattutto la volatilità implicita, tornata su livelli particolarmente elevati su alcuni segmenti del mercato azionario. Il caso più evidente è quello dei semiconduttori, dove il rally dei sottostanti non si è accompagnato a una normale compressione della volatilità, ma a un suo ulteriore aumento. Una dinamica anomala, da “spot up / vol up”, che segnala un mercato euforico ma al tempo stesso nervoso, disposto a pagare molto il rischio di oscillazioni estreme.
E così sono arrivati sul mercato i primi certificati con barriera fissata addirittura al 20% dei valori di riferimento iniziali, in grado quindi di proteggere integralmente il capitale da ribassi fino all’80% dal momento del fixing. Se ne contano al momento 5 già quotati sul mercato secondario ma di questi soltanto uno presenta anche il trigger premio al 20% degli strike. Stiamo parlando del Phoenix Memory Step Down (ISIN: XS3127857491) emesso da Citigroup e scritto su un basket worst of composto da Broadcom, STM, Micron Technology ed Intel: in virtù della “fotografia” fatta ai prezzi dei titoli alla chiusura di venerdì 5 giugno, seduta di forti ribassi su tutto il comparto, tutti i titoli risultano attualmente in rialzo rispetto allo strike, con STM worst of a +0,2% circa e Micron titolo migliore a +8% circa. Il prodotto prevede premi a memoria pari all’1,09% mensile (13,08% p.a.), condizionati al trigger premio posto al 20% dei rispettivi valori iniziali, durata massima pari a 3 anni (scadenza giugno 2029) e la possibilità, a partire dalla data di osservazione dell’8 settembre 2026 e per le successive date a cadenza mensile, di rimborso anticipato del valore nominale, pari a 1.000 euro, qualora tutti i titoli rilevino al di sopra del 100% dei rispettivi valori di riferimento iniziali, con il trigger autocall che decresce poi dell’1% ogni mese fino al 68% dell’ultima data di osservazione prima della scadenza.
Qualora si giunga alla data di osservazione finale del 5 giugno 2029 senza che sia stato richiamato anticipatamente, il prodotto rimborserà il proprio valore nominale qualora tutti i titoli non perdano più dell’80% dai rispettivi valori di riferimento iniziali, in virtù della barriera capitale posta al 20% degli stessi, generando un rendimento annualizzato pari al 14,2% circa, in virtù del prezzo di acquisto inferiore alla parità. Al di sotto del livello barriera, il valore di rimborso del certificato verrà invece diminuito della performance negativa del titolo worst of, che verrà calcolata a partire dallo strike. Il certificato è attualmente quotato sul segmento Cert-X di Borsa Italiana.


Report a cura di Pierpaolo Scandurra
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