Cosa significa risparmiare: spendere poco o spendere meglio?

Paola Migliorino Paola Migliorino - 06/07/2026 11:50

Sarà colpa del terrorismo psicologico dei social o dell’effettivo degrado socio-economico di questo Paese, ma credo che non ci sia donna in Italia che viva senza un piccolo ma costante assillo della paura dell’insicurezza economica.

Senza arrivare a casi estremi come il mio, che mi sveglio di notte con l’incubo di dovermi rivolgere agli strozzini per pagare l’apparecchio odontoiatrico di mio figlio, è certo che tutte noi, con le naturali differenze dovute alla fascia di età, associamo il denaro alla nostra serenità di lungo termine.

Non serve una laurea in psicoeconomia per capire che, il lungo e traumatico prosciugamento della liquidità degli ultimi venti anni ha inevitabilmente influito sulla nostra propensione al risparmio, nel senso che, chi a ha la fortuna di avere un gruzzoletto da parte, se lo tiene ben stretto per affrontare le frequenti evenienze che ci costringono a mettere mano al salvadanaio.

E poi, certo, c’è chi ci mette anche il carico di ansia da novanta e teme per il futuro, vede pericoli dappertutto e sta costantemente sul chi vive: risparmiare allora diventa un’esigenza  psicologica per servire suddetta sicurezza economica, che poi non è altro che la speranza di  arrivare alla terza età conservando uno stile di vita dignitoso.

Ma c’è anche un altro aspetto molto importante che non ha a che vedere con lo sguardo al futuro e riguarda un certo comportamento nei consumi, una maggiore attenzione alla qualità dei prodotti e all’ormai noto motto del “comprare di meno ma comprare meglio”.

E questo motto può declinarsi in diversi modi, che non si escludono a vicenda: c’è chi, per esempio, sceglie di comprarsi un paio di scarpe di alta fascia di prezzo ma di qualità artigianale piuttosto che 5 paia di un qualsiasi brand di fast fashion (in questo comportamento incide molto anche la coscienza ecologica del consumatore). 

C’è chi prioritizza la qualità del cibo è compra soprattutto prodotti biologici del contadino, magari tagliando spese altrove (per esempio la cena al ristorante). 

C’è chi ha fatto del confronto dei prezzi e del rapporto qualità/prezzo una missione di vita, e risparmiare non è mai una frustrazione ma un esercizio quotidiano che può dare anche molta soddisfazione. 

Infatti, risparmiare non significa condurre una vita monastica né rinunciare agli sfizi. Mettere soldi da parte e tagliare le spese superflue ha anche il lato positivo di potersi permettere una spesa ludica estemporanea senza farsi troppi problemi.

In ogni caso, il risparmiare facendo spese oculate oggi non è più collegabile alla proverbiale “taccagneria” ma è una forma mentis che ci permette di condurre uno stile di vita più sostenibile e meno impattante sull’ambiente.

Un altro tema importantissimo legato alla gestione dei risparmi è l’investimento di essi. Studi dimostrano che in Italia le donne che decidono di investire i propri risparmi sono davvero una minoranza. Solo il 17 % delle donne maggiorenni dichiara di investire la quasi totalità delle sue disponibilità, e si tratta di un segmento composto da donne di 45-55 anni, laureate e residenti nel Nord Italia. 

Questo dimostra che in Italia c’è un grande problema culturale ed educativo per cui il tema dell’investimento finanziario è ancora molto ostico per la maggior parte delle donne. Non accettare il fatto che i risparmi possono essere investiti per concorrere a formare una entrata mensile aggiuntiva o per tutelare quella sicurezza economica tanto ricercata, è un enorme treno perso.

E’ comprensibile che la paura della volatilità di mercato funga da grande barriera per le risparmiatrici, ma è qui che deve intervenire un consulente di fiducia competente e professionale: proponendo una strategia su misura, adeguata al profilo di rischio della donna investitrice, ai suoi valori e alle sue aspettative di lungo termine.

Ma il fatto che l’industria della consulenza finanziaria non sia ancora pronta per servire il target demografico femminile in tutte le sue sfaccettature è parte di un’altra storia.

Di Paola Migliorino - www.borsari.it

 

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