La giornata di mercoledì 9 settembre è stata caratterizzata da un diffuso pessimismo sui mercati, che ha portato i principali indici europei in territorio negativo. Il Dax è quello apparso più in difficoltà con un ribasso superiore al punto e mezzo percentuale, appesantito dalle nuove incertezze politiche dopo l'esito del voto in Sassonia che ha visto trionfare la destra più radicale. Ha invece contenuto le perdite il nostro FTSE Mib che dopo l'affondo della mattina ha chiuso in calo dello 0,6% circa.
Non mancano certo gli elementi esogeni che possano impensierire i mercati, dalle forti tensioni geopolitiche, alle attese in ambito macroeconomico sui possibili rialzi dei tassi di interesse da parte delle banche centrali.
Potremmo essere ad un punto di svolta per i mercati azionari, che dopo la fase di incertezza successiva al corposo rialzo partito a marzo, potrebbero ora impegnarsi in una correzione più convinta dei recenti guadagni, monetizzando quanto accumulato da inizio anno.
Cerchiamo allora di fare chiarezza quanto meno sul principale indice domestico ovvero il FTSE Mib, nel tentativo di individuare i livelli chiave da monitorare per cercare di anticipare i prossimi movimenti del principale indice di Piazza Affari.
Dai massimi di agosto in area 54.000 i prezzi sono arretrati di oltre 2.000 punti, mantenendosi però al di sopra, almeno per il momento, del supporto critico in area 51.000.
Non mancano i fattori tecnici di incertezza (leggasi debolezza) che potrebbero sfociare in qualcosa di più di un consolidamento temporaneo e contenuto, come quello in atto da agosto. Intanto la violazione a inizio mese della media mobile esponenziale a 50 sedute in area 52.200, riferimento che era stato riavvicinato dai corsi prima della seduta di mercoledì che ha visto l'indice scendere fino a 51.317 prima di reagire. Ci stiamo avvicinando ai sostegni presenti tra 50.800 e 51.000, rilevanti non solo nello scenario breve periodo. A 50.800 è ancora aperto il gap rialzista di metà giugno ed il ritorno del FTSE Mib su tali livelli permetterebbe di chiudere il cerchio sugli ultimi 3 mesi di mercato ed aprire un nuovo ciclo.
Ma non è detto che il nuovo ciclo sia gioco forza al rialzo anzi, qualcosa sembra che stia davvero cambiando nello scenario grafico e se detti supporti dovessero cedere si confermerebbero molti dei timori che fino ad oggi avevano mantenuto un profilo piuttosto basso.
Verrebbe intanto a mancare la sequenza dei massimi e minimi crescenti che ha caratterizzato il trend rialzista partito dai bottom di marzo, primo indizio che il suddetto trend si stia esaurendo. Inoltre la "Trappola per Tori" dovuta al rialzo di inizio agosto, riassorbito nel giro di poche settimane, si rafforzerebbe con la violazione della base del range laterale compreso tra 51.100 e 53.200 circa e quello che non abbiamo visto con il breakout rialzista potrebbe concretizzarsi dalla parte opposta.
Un ribasso potenziale di altri 2.000-2.200 punti con target nei dintorni di 49.100-49.200, poco distante da dove si posiziona il 38,2% di ritracciamento del rialzo partito a marzo, circostanza che andrebbe a "chiudere" il nuovo ciclo.
Lo spazio per un affondo verso 49.200, quindi, sembra esserci ed il movimento appare anche fisiologico oltre che, per certi aspetti, quasi auspicabile per riportare in equilibrio uno scenario orientato solo al rialzo. L'eventuale raggiungimento di area 49.200 necessiterebbe poi di una nuova rivisitazione tecnica alla luce del percorso che sarà stato tracciato.
La permanenza al di sopra di 49.800 invece eviterebbe guai peggiori al FTSE Mib, ma dovrà essere seguita dal pronto ritorno oltre 52.700 per sovvertire l'attuale debolezza del mercato.
Alessandro Chini – www.ftaonline.com
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