Hai guadagnato perché eri bravo o perché il mercato saliva?
È una domanda scomoda, ma ogni investitore dovrebbe farsela. Se negli ultimi anni hai comprato cinque titoli e sono saliti tutti, sei stato davvero bravo a scegliere oppure hai semplicemente avuto il vento a favore?
Come dice il mio amico Roberto: “Quest’anno ha fatto l’uovo anche il gallo.” Ed è una battuta, ma descrive bene quello che succede nei grandi mercati rialzisti: quando le Borse continuano a tornare sui massimi storici, comprare e tenere sembra diventare improvvisamente una strategia infallibile. Si compra, il mercato sale. Si compra ancora, sale di nuovo. E dopo un po’ il rischio è convincersi di aver capito tutto.
Il problema è che un profitto non dimostra necessariamente che una decisione fosse corretta. Possiamo comprare senza un piano, senza sapere quanto siamo disposti a perdere, senza gestire la posizione e ottenere comunque un ottimo risultato. Allo stesso modo possiamo costruire un’operazione corretta, con rischio ben definito e dimensionamento prudente, e chiuderla con una piccola perdita.
Nel breve periodo il mercato può premiare anche decisioni mediocri. E questa, paradossalmente, è una delle cose più pericolose che possano capitare a un investitore.
Quando tutto sale, infatti, tendiamo ad aumentare le posizioni, ridurre le coperture, accettare più rischio e soprattutto pensare: “Finora ha funzionato, quindi continuerà a funzionare.”
Ma il mercato non ci manda una raccomandata quando cambia regime.
Finché le Borse continuano a fare nuovi massimi, anche chi non gestisce nulla può ritrovarsi con un portafoglio in forte guadagno. Il vero test arriva quando cambiano volatilità, trend e condizioni di mercato. È lì che si capisce se esisteva davvero un metodo o se bastava semplicemente essere comprati.
Per questo una buona operazione non dovrebbe essere giudicata soltanto dal risultato finale. Prima bisogna chiedersi: avevo un piano? Sapevo quanto potevo perdere? Il rischio era coerente con il mio capitale? Ho gestito il guadagno oppure ho semplicemente aspettato che il mercato decidesse per me?
Perché c’è un errore ancora più pericoloso di perdere soldi: guadagnarli nel modo sbagliato e convincersi di essere diventati bravissimi.
È un po’ come guidare per anni senza cintura e concludere che la cintura non serve perché non abbiamo mai fatto un incidente. Finché tutto va bene, il rischio sembra quasi teorico. Poi basta una curva presa male per capire che il problema non era ciò che era successo fino a quel momento, ma ciò che sarebbe potuto succedere.
Nei mercati accade la stessa cosa. Un lungo rialzo può premiare anche chi non ha mai definito una perdita massima, non ha mai alleggerito una posizione, non ha mai protetto un guadagno e ha semplicemente lasciato correre tutto. E per qualche anno può sembrare persino il modo migliore di investire.
Poi cambia il vento.
È in quel momento che si scopre la differenza tra chi aveva soltanto beneficiato del mercato e chi aveva davvero costruito un metodo.
I mercati rialzisti fanno sembrare tutti più intelligenti. La gestione del rischio serve proprio a capire chi lo è davvero quando il vento cambia.
Perché il vero obiettivo non è guadagnare soltanto quando tutto sale. È riuscire a restare sul mercato abbastanza a lungo da poter affrontare anche quando tutto smette di salire.
![Hai guadagnato perché eri bravo o perché il mercato saliva?]()