MC4 Intermarket Risk Monitor: il prezzo sale, ma sotto la superficie il rischio comincia a cambiare

Bruno Nappini Bruno Nappini - 09/10/2026 09:31

L’S&P500 continua a mostrare forza, la volatilità resta relativamente contenuta e, guardando soltanto il prezzo, non sembrerebbe esserci molto di cui preoccuparsi. Eppure oggi qualcosa è cambiato sotto la superficie: il MC4 Intermarket Risk Monitor è salito a 54, il Risk Momentum è tornato positivo a +5,1 e soprattutto compare una divergenza negativa tra azionario e credito.
Il MC4 Intermarket Risk Monitor è un indicatore intermarket poco utilizzato nell’analisi tradizionale, ma proprio per questo particolarmente interessante. Non cerca di prevedere dove andrà domani l’S&P500 e non genera segnali automatici di acquisto o vendita. Il suo scopo è differente: verificare se azionario, volatilità e mercato del credito stanno raccontando la stessa storia.
L’idea è semplice. Il prezzo dell’indice ci dice dove si trova il mercato, ma non necessariamente quanto sia solido il movimento che lo ha portato fin lì. Per questo il monitor mette insieme quattro elementi: forza dell’S&P500, comportamento del Vix, andamento dell’High Yield attraverso HYG e rapporto tra HYG e Treasury. Tutte queste informazioni vengono normalizzate e trasformate in un indice compreso tra 0 e 100.
Più il valore è basso, più il contesto è distensivo. Quando il Risk Index sale, significa invece che una parte crescente del mercato sta iniziando a prezzare condizioni meno favorevoli. Ancora più importante è il Risk Momentum, che ci permette di capire non soltanto quanto rischio c’è, ma anche se questo rischio sta aumentando oppure diminuendo.

MC4 Intermarket Risk Monitor: il prezzo sale, ma sotto la superficie il rischio comincia a cambiare
La lettura odierna è significativamente diversa rispetto a quella delle ultime sedute. Il Risk Index è salito a 54, ancora formalmente in area di neutralità, ma il Risk Momentum è passato a +5,1. Il rischio, quindi, non è ancora elevato in termini assoluti, ma ha ricominciato ad accelerare.
L’S&P500 continua però a raccontare una storia molto più tranquilla. La performance a 20 sedute è del +2,12% e l’Equity Stress è appena a 29. L’azionario, dunque, rimane forte. Anche il Vix, a 15,41 con un Volatility Risk di 17, non mostra per ora una vera domanda di protezione.
Il problema arriva dal credito.
HYG registra un Credit Stress di 94 e una performance negativa dell’1,88% sulle ultime venti sedute. Già questo rappresenta una debolezza molto significativa. Ma rispetto alla precedente rilevazione c’è una novità ancora più importante: anche il rapporto HYG/Treasury comincia a deteriorarsi.
Il Relative Credit è infatti salito a 71.
Questo passaggio cambia radicalmente la qualità del segnale. Fino a pochi giorni fa HYG appariva debole in termini assoluti, ma il confronto con i Treasury non confermava un vero deterioramento specifico del credito. Oggi quella conferma sta iniziando ad arrivare.
L’S&P500 continua quindi a salire, il Vix rimane tranquillo, ma il credito High Yield comincia a mostrare una fragilità relativa molto più evidente. È esattamente la configurazione che il monitor definisce “Divergenza negativa”: il prezzo dell’azionario continua a mostrare forza mentre una parte del mercato del rischio non lo sta più confermando.
Attenzione però all’interpretazione. Una divergenza non significa che l’S&P500 debba necessariamente scendere domani. Sarebbe un errore utilizzare questo indicatore come strumento di timing. Ci dice piuttosto che la qualità intermarket del movimento sta peggiorando e che, da questo momento, conviene osservare con maggiore attenzione cosa accade sotto il prezzo.
Ed è proprio questo l’aspetto interessante degli indicatori intermarket. Sono poco utilizzati perché non forniscono una risposta semplice del tipo “compra” o “vendi”. Costringono invece a osservare il mercato come un insieme di comparti collegati fra loro: azioni, volatilità, credito e obbligazioni.
Quando tutti si muovono nella stessa direzione abbiamo una conferma. Quando iniziano a separarsi nasce invece un’informazione.
Oggi quell’informazione merita attenzione: Risk Index a 54, Momentum positivo, HYG ancora fortemente sotto pressione e soprattutto Relative Credit salito a 71. Il mercato azionario rimane forte, ma per la prima volta il credito sta iniziando a non accompagnarlo.
Non è ancora una situazione di stress. È una divergenza.
E spesso, nell’analisi dei mercati, sono proprio le divergenze a diventare interessanti prima che il prezzo inizi a raccontare una storia diversa.
Il prezzo è solo il risultato finale. Capire cosa sta cambiando prima che quel risultato diventi evidente è il motivo per cui vale la pena osservare anche ciò che accade dietro al mercato.

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