Perché Bitcoin sta crollando
Bitcoin è fortemente sensibile alle condizioni economiche globali. Negli ultimi mesi è tornata la avversione al rischio: incertezza economica e mercati tradizionali volatili, gli investitori stanno spostando capitali da asset rischiosi come le criptovalute verso asset più sicuri.
Nei primi giorni di febbraio 2026, Bitcoin ha mostrato elevata volatilità dopo un forte calo dagli oltre $120 000 toccati nell’ultimo ciclo di mercato:
- Il prezzo è sceso sotto i $65 000, segnando un minimo di periodo e segnali di capitolazione tra alcuni analisti, ma resta debole nel breve termine.
Liquidazioni e mercati “risk-off”
Il sell-off ha innescato liquidazioni di posizioni leveraged, amplificando il calo dei prezzi. Nell’arco di pochi mesi, miliardi di dollari di capitali sono stati cancellati dal mercato crypto in seguito alla svendita forzata di posizioni.
Erosione dei flussi in Bitcoin ETF
Anche il mercato degli ETF su Bitcoin, che dal loro debutto nel 2024 avevano contribuito in modo decisivo a sostenere le quotazioni della criptovaluta, mostra ora segnali evidenti di inversione, riflettendo una fuga di investitori istituzionali verso portafogli più difensivi.. Il valore complessivo degli asset gestiti da questi strumenti è infatti diminuito drasticamente, passando dai 169,5 miliardi di dollari registrati a ottobre agli attuali 93,5 miliardi. In pochi mesi, oltre 75 miliardi di dollari sono stati ritirati dagli ETF spot legati a Bitcoin. Questa dinamica evidenzia un chiaro ritorno alla prudenza da parte degli investitori istituzionali, sempre più orientati a ridurre l’esposizione agli asset percepiti come più rischiosi.
Nemmeno le società direttamente legate all’ecosistema delle criptovalute, i cosiddetti pure player, sono riuscite a evitare l’impatto della correzione. In Borsa, i titoli del comparto hanno subito forti ribassi: Coinbase, principale piattaforma di scambio statunitense quotata, ha registrato una flessione di circa il 32% dall’inizio dell’anno, con una perdita che supera il 50% rispetto ai livelli di ottobre. Andamento simile per Strategy, la holding nota per la sua ingente esposizione a Bitcoin in bilancio, le cui azioni hanno ceduto il 26% da gennaio e circa il 60% dai massimi autunnali.
Questa brusca correzione segna una netta discontinuità rispetto alla fase precedente, caratterizzata da quasi due anni di forte espansione del mercato crypto. Tra l’inizio del 2023 e l’autunno del 2025, il valore del Bitcoin si è infatti moltiplicato di quasi sei volte, sostenuto da un’ondata di entusiasmo senza precedenti che ha coinvolto sia gli investitori retail sia quelli istituzionali.
In conclusione:
L’attuale fase di debolezza appare meno come una messa in discussione strutturale del Bitcoin e più come un movimento ciclico tipico dei mercati finanziari. Storicamente, le correzioni dell’asset sono state spesso ben superiori al 50%, senza per questo compromettere la traiettoria di lungo periodo. In momenti di elevata incertezza macro e finanziaria, prevale fisiologicamente la ricerca di liquidità e sicurezza, a scapito della convinzione di lungo termine degli investitori.
Osservando il quadro con maggiore distacco temporale, la lettura cambia sensibilmente: nonostante gli shock recenti, Bitcoin registra ancora un rialzo di circa il 220% negli ultimi tre anni, una performance nettamente superiore a quella dell’S&P 500, che nello stesso arco temporale si è fermato intorno al +67%. Un confronto che ricorda come la volatilità resti una caratteristica intrinseca dell’asset, ma non necessariamente un segnale di perdita di valore strutturale.
Risultati trimestrali di Amazon – Q4 2025
Amazon ha pubblicato i conti del quarto trimestre fiscale 2025 mostrando crescita dei ricavi ma alcuni segnali contrastanti:
– Ricavi e utili
- Ricavi totali pari a 213,4 miliardi di USD, in aumento di circa +12-14% su base annua, leggermente al di sopra delle aspettative degli analisti.
- Earnings Per Share (EPS) pari a 1,95 USD, leggermente inferiore alle previsioni (circa 1,96 USD attese), con utili che hanno superato le attese in termini assoluti ma deluso su per azione.
– AWS & segmenti di crescita
- Amazon Web Services (AWS) ha registrato una crescita del +24% nei ricavi, segnando uno dei tassi più elevati da tempo e consolidando la sua posizione di leader nei servizi cloud.
- Anche ricavi pubblicitari (+22%) e attività retail hanno contribuito alla crescita, ma con margini più sottili rispetto ai servizi cloud.
– Spese in conto capitale (CapEx)
Il dato più emergente e decisivo per il mercato è la guidance sui costi di investimento per il 2026: Amazon prevede di spendere circa 200 miliardi di USD in CapEx, focalizzati su infrastrutture per intelligenza artificiale, chip, data center, robotica e satelliti — quasi il 60 % in più rispetto al 2025.
Questo piano di investimento è uno dei principali fattori dietro le oscillazioni del titolo.
Amazon nel contesto delle Big Tech
Le trimestrali di Amazon non vanno lette isolatamente: si collocano in una stagione degli utili in cui tutte le principali Big Tech stanno evidenziando temi simili:
Confronto con altri giganti
- Microsoft e Alphabet (Google) hanno anch’essi annunciato forti aumenti di spesa in AI e infrastrutture, ma con performance relative dei cloud diversi e reazioni divergenti sui mercati.
- In alcune trimestrali recenti, Meta (Facebook) ha visto il titolo premiare l’aumento di ricavi pubblicitari legati all’AI, mentre Microsoft ha subito pressioni su certi segmenti.
Narrativa di mercato
I mercati sembrano sempre più focalizzati su tre fattori chiave:
- Ricavi e crescita effettiva delle divisioni strategiche (cloud, AI, pubblicità).
- Capacità di tradurre grandi spese in ritorni profittevoli e non solo crescita nominale.
- Valutazioni e multipli azionari, in particolare rispetto al free cash flow e ai margini operativi.
Investimenti AI e volatilità
- Gli ingenti investimenti in AI e infrastrutture, se da un lato rappresentano un enorme potenziale di crescita a lungo termine, dal punto di vista del mercato comportano riduzione del free cash flow e margini compressi nel breve termine, spingendo gli investitori a rivalutare i multipli di valutazione.
Curiosità:
Olimpiadi Milano Cortina 2026
I collegamenti tra mercati finanziari e le Olimpiadi invernali sono reali ma indiretti e multifattoriali: non esiste un meccanismo automatico per cui l’avvio di un’Olimpiade faccia salire o scendere un indice azionario in modo sistematico, ma vi sono effetti economici aggregati, settoriali e di percezione degli investitori che possono tradursi in movimenti finanziari osservabili. Pertanto, l’impatto dipende da come l’evento influenza la crescita economica reale, la fiducia degli investitori e le condizioni di rischio percepite nei mercati finanziari.
Impatto economico reale e flussi di capitale
Stimolo economico e investimenti infrastrutturali
- Le Olimpiadi invernali generano solitamente spesa diretta e indiretta significativa per la regione e la nazione ospitante: costruzione di impianti sportivi, trasporti, accoglienza turistica e servizi correlati. Per Milano-Cortina 2026, analisi economiche indicano un impatto complessivo previsto di circa €5,3 miliardi in termini di valore aggiunto per l’economia italiana, inclusi investimenti infrastrutturali e flussi turistici nei mesi successivi ai Giochi.
Effetto su PIL e investimento pubblico/privato
- Questi investimenti possono aumentare il PIL di un paese o di una regione, influenzando indirettamente la fiducia di mercato e i rendimenti di titoli correlati ad attività economiche locali (costruzioni, turismo, immobiliare). In certi casi si parla di un “effetto moltiplicatore” – cioè, ogni euro investito può generare più di un euro di attività economica aggregata.
Rischi, costi e volatilità di mercato
Costi elevati e rischi finanziari
- Le grandi manifestazioni come le Olimpiadi hanno storicamente costi di realizzazione molto alti e spesso superano i budget iniziali (effetto “regression to the tail” dei grandi progetti). In alcuni casi questo può pesare sui conti pubblici, aumentando i rendimenti dei titoli di Stato locali o creando maggiore percezione di rischio. Studi accademici mostrano che le spese olimpiche sono tra i progetti pubblici più soggetti a sforamenti di costo significativi.
Distrazione del mercato
- Durante grandi eventi sportivi, volumi di trading possono temporaneamente diminuire (gli investitori prestano meno attenzione ai mercati), influenzando la liquidità di borsa e potenzialmente alterando la volatilità intraday.
Effetto psicologico e percezione degli investitori
Sentiment di mercato
- Le Olimpiadi generano copertura mediatica globale e percezione di ottimismo economico, il che può tradursi in migliore sentiment per gli investitori, almeno nel breve periodo.
Conclusioni
- Se i costi superano i benefici percepiti o emergono criticità finanziarie (debito pubblico in aumento, infrastrutture sottoutilizzate), la percezione può diventare negativa e influenzare mercati e titoli specifici, con possibili ribassi o aumenti della volatilità.
In questo senso è molto importante la visibilità sui social dei video fatti dagli atleti e della loro valutazione delle strutture, cibo e cortesia dello staff che gestiscono l’accoglienza degli atleti ed a mio parere personale mi sembra che l’evento sia in questo senso un successo.
LA SETTIMANA IN BORSA
Settimana a due velocità: rialzista in Europa e debole in America trainata al ribasso dai titoli tecnologi sull'interrogativo relativo agli impatti che avrà l'intelligenza artificiale sia per chi ha investito nel settore o peggio per chi non lo ha fatto. Per quanto riguarda le notizie di geopolitica sono scivolate in seconda pagina sia il proseguimento dei colloqui Russia/Ucraina ad Abu Dhabi sia il proseguire delle proteste di massa in Iran, nonostante l'appello Onu di una tregua olimpica di cessate il fuoco.
Specifica Europa
Se nelle settimane scorse l'Europa ha dato un stop agli accordi Ue/Mercosur, il Brasile ha aperto i colloqui con la Cina confermando la volontà del Sud America di trovare nuovi alleati e sbocchi commerciali.
Performance settimanali degli indici europei
I principali listini europei hanno chiuso in rialzo:
- DAX (Germania): +0,74%
- CAC 40 (Francia): +1,81%
- FTSE MIB (Italia): +0,77%
- FTSE 100 (Regno Unito): +1,43%
- EURO STOXX 50: +0,83%
- MSCI Europe: +0,92%
- EURO STOXX 600: +1,00%
Specifica Usa
Amazon affossa i listini? Anche il settore dei software subisce forti vendite a causa della potenziale sostituzione con servizi AI a conferma che se ancora non ci sono effettivi vantaggi dall'intelligenza artificiale è ovvio che prima o poi la rivoluzione farà le sue vittime e promuoverà nuove figure e forse addirittura settori a sostituzione di altri.
Performance settimanale degli indici Usa e mondo
I listini americani e mondiali chiudono in negativo con l'eccezione delle small cap:
- S&P 500: -0,10%
- Nasdaq: -1,84%
- Russell 2000: +2,17%
- MSCI World: +0,03%
- MSCI Emerging Market: -1,42%
- MSCI China: -3,91%
Dati macro:
La Banca d'Inghilterra ha lasciato i tassi invariati al 3,75% e la BCE al 2% sottolineando come la crescita stabile è resiliente in un contesto globale difficile. In America il mini shutdown durato appena tre giorni è terminato con l'approvazione del testo di bilancio, momentaneamente sospeso per lo scontro politico sul finanziamento all'agenzia ICE dopo gli eventi di Minneapolis, ma è bastato per fare slittare il dato sulla disoccupazione alla prossima settimana,
Analisi tecnica e valutazioni:
Abituati a guardare i listini americani si nota che siamo difronte a un nuovo paradigma, non sono loro a tirare la corsa da ormai più di un anno e oltre e allora guardiamo altrove e per altrove intendo i tanti listini mondiali che sono sui massimi o a ridosso di questi anche se poi a ben guardare anche i listini americani non sono così distanti, solo due settimane fa lo S&P ha fatto nuovi massimi, ma sono cresciuti meno e forse continueranno ad avere meno forza. Nel breve ci sono divergenze tra il numero di titoli che salgono e sono sui massimi (molti) e quelli che invece scendono e sono su minimi (molti anche questi). Aspetto che potrebbe dare fastidio se dovesse continuare perché è inevitabile che prima o poi una delle due fazioni avrà ragione dell'altra.
Conclusioni
Volatilità e debolezza nel breve cercando tra le notizie quelle che possono fare salire o fare scendere l'entusiasmo degli investitori nel breve termine. La situazione è contrastante e le prossime settimana il mercato ci dirà dove vorrà andare questa primavera prima del classico sell in may and go away.
Prospettive per la prossima settimana
La prossima settimana ci saranno contemporaneamente due importanti summit: il Munich Security Conference (13-15 febbraio), un forum chiave per discutere di sicurezza internazionale, alleanze strategiche e tensioni geopolitiche che influenzano i mercati e il Global Business Summit 2026 (13 e 14 Febbraio) a Nuova Delhi che riunirà CEO e diplomatici per dibattere di geopolitica, commercio globale e investimenti nei prossimi giorni