Analisi Settimanale Mercati Finanziari - 31 Ottobre 2026

Michele Clementi Michele Clementi - 31/10/2026 07:08

Qual è il messaggio della Fed?

La banca centrale ha scelto di attendere ulteriori informazioni prima di modificare nuovamente i tassi lasciandoli invariati al 3,75%-4,00%. Il problema è che le condizioni economiche non indicano tutte la stessa direzione.

Da una parte, la crescita economica e gli investimenti rimangono solidi. Dall'altra, l'inflazione continua a destare preoccupazione.

Due membri del comitato hanno ritenuto opportuno intervenire subito con un rialzo di 25 punti base. La maggioranza ha invece preferito mantenere i tassi invariati e riparlarne in occasione del prossimo incontro i primi di dicembre.

Warsh e la riunione del 2027 dedicata alla strategia monetaria

Veniamo alla questione più interessante: il Presidente della Fed Kevin Warsh ha annunciato una modifica nell'organizzazione delle riunioni del FOMC.

Le riunioni ordinarie resteranno otto all'anno, ma una di quelle previste nel 2027 sarà dedicata esclusivamente alla strategia monetaria di più lungo periodo.

Warsh ha precisato che, in quella riunione, non è previsto né un voto sui tassi d'interesse né la pubblicazione del consueto comunicato di politica monetaria.

Nel 2028, l'intenzione è dedicare due riunioni alla strategia e sei alle decisioni di politica monetaria.

Perché è una decisione importante?

La motivazione ufficiale di Warsh è che la Fed deve trovare un equilibrio fra due esigenze.

Prima esigenza: gestire il ciclo economico.

La banca centrale deve monitorare costantemente inflazione, occupazione, crescita e condizioni finanziarie, decidendo se aumentare, ridurre o mantenere i tassi.

Seconda esigenza: ripensare la strategia nel lungo periodo.

La Fed deve anche interrogarsi sull'efficacia dei propri modelli economici, sulla capacità degli strumenti monetari di raggiungere gli obiettivi istituzionali e sui cambiamenti strutturali dell'economia. Warsh ha sostenuto che è necessario riservare tempo alle deliberazioni strategiche, guardando a orizzonti più lunghi e affrontando le questioni fondamentali della politica monetaria.

Quali questioni potrebbero essere affrontate?

Dalle indicazioni fornite da Warsh e dalle informazioni sulla riorganizzazione dei lavori della Fed emergono diversi temi:

  • Produttività e occupazione: come valutare gli effetti dei cambiamenti strutturali dell'economia sul mercato del lavoro e sulla crescita potenziale.
  • Il quadro di riferimento per l'inflazione: come interpretare le pressioni sui prezzi in un'economia soggetta a shock differenti.
  • Qualità dei dati economici: quali indicatori utilizzare per comprendere tempestivamente l'andamento dell'economia.
  • Bilancio della Federal Reserve: quale ruolo debba avere il bilancio della banca centrale nella gestione delle condizioni monetarie e finanziarie.

il problema potrebbe non essere soltanto decidere quale livello debbano avere i tassi d'interesse, ma capire se la Fed stia interpretando correttamente l'economia sulla quale quei tassi devono agire.

La decisione di Warsh non dimostra che la Fed abbia riconosciuto ufficialmente il fallimento dell'attuale modello di politica monetaria. Non è nemmeno una prova che la banca centrale intenda cambiare il proprio obiettivo d'inflazione.

È però un segnale che il nuovo presidente vuole dedicare più spazio alla riflessione strategica, distinguendola dalle decisioni tattiche sui tassi.

Big Tech alla prova dell’AI: Amazon accelera, Microsoft convince e Google delude il mercato

Amazon: AWS accelera e la redditività raggiunge nuovi massimi

Amazon ha chiuso il terzo trimestre 2026 con ricavi pari a 201,9 miliardi di dollari, in crescita del 12% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il risultato più significativo riguarda però la redditività: il risultato operativo è salito a 28,1 miliardi di dollari, rispetto ai 17,4 miliardi del terzo trimestre 2025, portando il margine operativo al livello record del 13,9%.

Il principale motore della crescita è stato Amazon Web Services (AWS), la divisione dedicata al cloud computing, i cui ricavi sono aumentati del 39,3%, raggiungendo 46 miliardi di dollari. Si tratta del ritmo di crescita più elevato degli ultimi cinque anni circa.

Amazon conferma una previsione di spese in conto capitale per il 2026 pari a circa 220 miliardi di dollari.

Il flusso di cassa libero degli ultimi dodici mesi è diventato negativo per 42,4 miliardi di dollari, soprattutto a causa dell'aumento degli investimenti in immobili, impianti e attrezzature.

Microsoft: Azure cresce del 48% e le prospettive restano solide

I ricavi sono saliti a 92,3 miliardi di dollari, con una crescita del 19% rispetto all'anno precedente. L'utile operativo ha raggiunto 45,9 miliardi, in aumento del 21%, mentre l'utile per azione rettificato è stato pari a 4,89 dollari, in crescita del 18%.

Il dato più importante riguarda Azure, la piattaforma cloud di Microsoft, che ha registrato una crescita dei ricavi del 48%. 

I ricavi complessivi di Microsoft Cloud hanno raggiunto 63,9 miliardi di dollari, in aumento del 30%. Parallelamente, il valore degli obblighi commerciali ancora da eseguire, indicatore della domanda futura già contrattualizzata, è cresciuto del 73%, arrivando a 677 miliardi di dollari.

Microsoft ha inoltre fornito indicazioni positive per il trimestre successivo, prevedendo una crescita dei ricavi di Azure compresa fra il 49% e il 50%.

Alphabet-Google: il cloud corre, ma gli investimenti alimentano i dubbi

Alphabet, la società madre di Google, ha registrato nel terzo trimestre ricavi per 127,6 miliardi di dollari, in aumento del 25% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il risultato operativo è cresciuto del 30%, raggiungendo 40,6 miliardi di dollari, con un margine operativo del 31,8%.

La crescita è stata particolarmente forte in Google Cloud, i cui ricavi sono aumentati del 103%, arrivando a 30,7 miliardi di dollari.

Anche il business tradizionale mantiene una crescita positiva: i ricavi di Google Services sono aumentati dell'11%, mentre quelli legati alla ricerca online e alle altre attività collegate sono cresciuti del 12%.

La chiave di lettura: Google non sta perdendo slancio nel cloud e continua a crescere nella ricerca online. Il mercato, tuttavia, vuole capire quanto gli investimenti nell'AI rafforzeranno i suoi vantaggi competitivi e quanto, invece, rischieranno di comprimere la liquidità disponibile.

Il confronto: tre modelli diversi per monetizzare l'intelligenza artificiale

Amazon può contare sul progressivo miglioramento dei margini del commercio elettronico. Microsoft beneficia dell'integrazione fra cloud, software aziendale e servizi AI. Alphabet dispone di un ecosistema pubblicitario molto redditizio e di una divisione cloud in forte espansione, ma deve dimostrare che gli investimenti non comprometteranno la generazione di cassa.

La differenza è importante anche per gli investitori, per questo motivo, la crescita delle vendite deve essere valutata insieme ai margini operativi, agli investimenti e ai flussi di cassa.

Curiosità

1951: quando la Federal Reserve capì che controllare i tassi non significava necessariamente controllare l'economia.

Durante la Seconda guerra mondiale, la Federal Reserve mantenne artificialmente bassi i rendimenti dei titoli di Stato americani per consentire al governo di finanziare il conflitto a costi contenuti. I rendimenti dei Treasury a lungo termine erano limitati al 2,5%, mentre quelli dei titoli a breve erano ancora più bassi.

Il problema emerse nel dopoguerra, quando l'inflazione riprese a salire. Per contenerla, la Fed avrebbe avuto bisogno di maggiore libertà nel modificare le condizioni monetarie. 

Nel marzo 1951, il Tesoro americano e la Federal Reserve raggiunsero il Treasury-Federal Reserve Accord, un accordo che consentì alla banca centrale di recuperare progressivamente autonomia nella conduzione della politica monetaria.

Quell'episodio segnò una svolta nella storia della Fed: la gestione della moneta e del credito non poteva essere subordinata esclusivamente alle esigenze di finanziamento del debito pubblico.

Oggi il contesto è molto diverso, ma la questione di fondo rimane attuale. Con Kevin Warsh, la Federal Reserve sembra voler dedicare più attenzione al funzionamento dell'economia nel suo complesso: produttività, investimenti, condizioni finanziarie e trasformazioni tecnologiche.

I tassi d'interesse restano lo strumento principale, ma la difficoltà consiste nel capire quando e perché utilizzarli. Un'economia che cresce grazie a un aumento della produttività, per esempio, può richiedere una risposta diversa da un'economia che cresce perché la domanda supera la capacità produttiva.

La lezione della storia è che una banca centrale efficace non deve soltanto controllare il costo del denaro: deve comprendere i meccanismi attraverso cui il denaro influenza l'economia reale.

 

LA SETTIMANA IN BORSA

Una settimana in cui si sono riunite le banche centrali, le sorprese non sono arrivate dalle decisioni di politica monetaria, ma piuttosto dagli annunci dei rispettivi Presidenti. La Lagarde ha presentato le sue dimissioni, mentre Warsh ha annunciato di voler cambiare il prossimo anno la comunicazione della politica monetaria dal breve al lungo termine. Sempre in settimana, le trimestrali nonostante non siano state "male" hanno causato forte volatilità nei prezzi con Intel in calo del 25% e Google che registra la sua peggiore perdita storica perdendo circa 500 miliardi di capitalizzazione, quasi come la metà della capitalizzazione della Borsa Italiana.

Specifica Europa

Come anticipato qualche settimana fa, l'attuale Presidente della Banca Centrale - Lagarde - in occasione della riunione della BCE, ha annunciato di voler intraprendere una carriera in cui può essere più libera di esprimere le sue opinioni, per cui lascerà l'attuale posizioni anticipatamente a febbraio e non ad ottobre 2027. Per ora la sua futura posizione non è stata comunicata.

Performance settimanali degli indici europei

I principali listini europei hanno chiuso in ribasso, peggior listino è l'Italia:

  • DAX (Germania): +2,53%
  • CAC 40 (Francia): +2,40%
  • FTSE MIB (Italia): +1,94%
  • FTSE 100 (Regno Unito): +0,37%
  • EURO STOXX 50: +1,04%
  • MSCI Europe: -1,26%
  • EURO STOXX 600: +1,73%

Specifica Usa

Lunedì Anthropic ha annunciato, nonostante le turbolenza sul settore AI di volersi quotare in borsa entro la metà di novembre. Questa notizia ha inizialmente risollevato l'umore degli investitori. Il 9 inizierà il roadshow con una valutazione compresa tra i 1.500 e 2.000 miliardi, una delle più grandi Opa della storia, ma ne parleremo approfonditamente la prossima settimana quando si avranno maggiori informazioni. Poi la turbolenza è tornata dopo la pubblicazione dei dati di Google, Intel e Amazon.

Performance settimanale degli indici Usa e mondo

Anche i listini americani chiudono in ribasso mentre salgono gli emergenti:

  • S&P 500: -0,57%
  • Nasdaq: -2,00%
  • Russell 2000: +1,29%
  • MSCI World: -0,25%
  • MSCI Emerging Market: -0,72%
  • MSCI China: -0,44%

Dati macro: 

La  BCE ha lasciato invariati i tassi di interesse comunicando che lo shock petrolifero ha fatto inasprire l'inflazione e allo stesso tempo rallentare l'economia che in un secondo momento potrebbe a sua volta far calare l'inflazione agendo sul calo della domanda anche a causa dell'inasprimento della concessione del credito che potrebbe incidere sull'inflazione e sulla crescita. Questo mix di interazioni tra domanda e crescita sono sufficienti per lasciare invariati i tassi aspettando l'evolversi dei prossimi dati macroeconomici. Anche la Fed ha lasciato invariato i tassi a pochi giorni dalle elezioni di Midterm. Il Pil Usa è stato reso noto in crescita al 3,4% dal 2,2% a dimostrazione che un eventuale rialzo dei tassi a dicembre potrebbe essere prevedibile se l'inflazione rimane a livelli alti, ma per l'8 dicembre potrebbe essere trovata una soluzione per il caro petrolio.

Analisi tecnica e valutazioni: 

Nonostante il sell off sulle big tech gli indici tengono con il Russel 2000 - small cap - che chiude la settimana in rialzo e lo S&P quasi invariato, con un ribasso di appena mezzo punto percentuale. Non è un tentativo di vedere il bicchiere mezzo pieno, ma se lo scorso anno la narrazione era che gli indici erano troppo concentrati su pochi titoli e se questi fossero scesi allora ci sarebbe stato un rischio troppo grande da arginare, i ribassi da inizio anno di Google -30% o Meta - 22%, Amazon e Nvidia -15% non hanno causato troppi danni per ora.

Conclusioni

Non bastano più dati trimestrali migliori delle attese, ora gli investitori si preoccupano di come e quanto le aziende investiranno nell'AI considerando che i flussi di cassa ormai sono negativi per tutti, anche per le grandi aziende che fino a pochi mesi fa potevano contabilizzare liquidità per decine di miliardi di dollari. Se i tassi rimarranno alti o ancora più alti nei prossimi anni, gli utili potrebbero essere intaccati dal costo del denaro preso a prestito nella corsa agli investimenti per mantenere le rispettive posizioni di leadership.

Prospettive per la prossima settimana

Venerdì di dati sulla disoccupazione, ma non sembra questo il punto cruciale per il futuro considerato che non è l'occupazione ad essere sotto osservazione. Saranno sicuramente i risultati delle elezioni di midterm a tenere banco per capire chi avrà la maggioranza nella camera e nel senato tra democratici e repubblicani. Intanto con gli attuali ribassi le valutazioni di molti titoli sono diventati "interessanti", forse.

 

Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono consigli né offerte di servizi di investimento. Leggi il Disclaimer »

Dello stesso argomento:

ANALISI FONDAMENTALE

Sentiment degli utenti

Il mercato salirà o scenderà questa settimana?

Votazione in corso...

Voto registrato, grazie!

Guarda come va il sondaggio

Non siamo riusciti a registrare il voto, riprova.