Analisi Settimanale Mercati Finanziari - 18 Aprile 2026

Michele Clementi Michele Clementi - 18/04/2026 05:32

S&P 500: crescita degli utili Q1 2026 – verso il 19%?

Scenario generale

Per il primo trimestre 2026, le stime di consenso indicano una crescita degli utili dello S&P 500 attorno all’11–13% su base annua. Tuttavia, il dato finale potrebbe risultare molto più elevato, arrivando fino al 19%, grazie al fenomeno tipico delle “earnings surprises” (sorprese positive sugli utili).

Storicamente: le aziende battono le stime nel 70–80% dei casi e questo porta a un aumento medio del tasso di crescita durante la stagione degli utili.

Perché si parla del 19%?

Il possibile raggiungimento del 19% di crescita si basa su due fattori principali:

1. Effetto “earnings surprise”

  • Le stime iniziali tendono a essere conservative;
  • Quando le aziende pubblicano risultati migliori del previsto, il dato aggregato cresce;
  • Negli ultimi anni, il tasso finale è spesso aumentato di diversi punti percentuali rispetto alle stime iniziali.

2. Revisione al rialzo delle aspettative

Le aspettative sugli utili sono migliorate recentemente: le previsioni per il 2026 sono state riviste al rialzo e alcuni analisti stimano una crescita annua complessiva intorno al 19% per il 2026, sostenuta da utili solidi.

Questo rafforza l’idea che anche il Q1 possa sorprendere positivamente.

I settori trainanti

Non tutti i settori contribuiscono allo stesso modo. I principali driver della crescita sono:

Tecnologia

  • È il settore con la crescita più elevata
  • Spinta da:
    • intelligenza artificiale
    • semiconduttori
  • In alcuni casi si prevedono aumenti degli utili superiori al 40%.

Settori ciclici (industriali, materiali)

  • Beneficiano della resilienza economica;
  • Contribuiscono alla crescita diffusa degli utili.

Energy (più debole)

  • A differenza di altri settori: utili più volatili e ricavi spesso in calo. Tuttavia, prezzi energetici più alti stanno migliorando le prospettive.

Continuità del trend positivo

Se confermata, la crescita del Q1 2026 rappresenterebbe: il sesto trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra, un segnale di forte resilienza degli utili corporate.

Inoltre:

  • per l’intero 2026 si prevede una crescita intorno al 14–15%
  • sopra la media storica (~8–9%)

Rischi e incognite

Nonostante l’ottimismo, restano alcuni fattori di rischio:

  • tensioni geopolitiche (es. Medio Oriente)
  • inflazione e tassi di interesse elevati
  • possibile rallentamento economico

Questi elementi potrebbero influenzare: le guidance aziendali e le revisioni future degli utili.

Conclusione

le stime iniziali sottovalutano spesso la crescita reale degli utili

Per il Q1 2026:

  • consenso: ~11–13%
  • potenziale reale: fino al 19%

Questo scenario riflette:

  • solidità delle aziende USA;
  • forte contributo della tecnologia;
  • dinamica positiva delle revisioni degli analisti.

In sintesi, il mercato si trova in una fase in cui gli utili continuano a sorprendere al rialzo, nonostante un contesto macroeconomico complesso. 

Fonte: Factset

Banche: partenza buona ma con segnali misti

Goldman Sachs

  • Utile netto: ~5,6 miliardi $;
  • Ricavi: ~17,2 miliardi $ (+27%);
  • EPS: 17,55 $ (sopra attese).

    ➜ lettura: risultati solidi, ma qualche crepa sul credito

Dove è andata male

  • molto sotto le attese;
  • peggio rispetto a tutti i competitor;
  • Perdite su credito in aumento: accantonamenti: 315 milioni $.

JPMorgan Chase

Molto solida (beat sopra attese)

  • Utile netto: 16,5 miliardi $ (+13%);
  • Ricavi: 50 miliardi $ (+10%);
  • EPS: 5,94 $ (sopra attese).

Driver:

  • Trading record (+20%);
  • Investment banking +28%;
  • Consumatore ancora resiliente.

Jamie Dimon ha sottolineato “rischi crescenti” (geopolitica, energia, deficit)

Lettura: top quality, ma prudente outlook.

Citigroup

👉 Una delle migliori sorprese

  • Ricavi: 24,6 miliardi $ (+14%);
  • Utile netto: ~5,8 miliardi $ (+42%);
  • EPS: ~3,06 $ (forte beat).

Driver:

  • Trading azionario +39%;
  • Investment banking +19%;
  • Ristrutturazione quasi completata.

Lettura:
turnaround credibile + forte leverage alla volatilità

Bank of America

Buona ma meno brillante

  • Utile: 8,6 miliardi $ (+17%)

💡Driver:

  • Trading azionario molto forte (+30%);
  • Spesa consumer ancora solida (+6% transazioni carte).

Debolezze:

  • Più esposta al ciclo economico rispetto a JPM;
  • Alcuni segmenti (es. obbligazionario) meno forti.

Lettura:
più “macro-dipendente” → bene finché il consumatore regge.

Morgan Stanley

Tra le migliori trimestrali in assoluto

  • Utile netto: 5,6 miliardi $ (+29%);
  • Ricavi: 20,6 miliardi $ (+16%);
  • EPS: 3,43 $ (sopra attese).

Driver:

  • Trading fortissimo (equity +25%, fixed income +29%);
  • Investment banking +36%;
  • Wealth management record.

Outlook prudente

tutte le banche parlano di:

  • geopolitica;
  • energia;
  • consumatore.

Lettura:
modello diversificato → molto premiato dal mercato.

Le grandi banche USA hanno fatto complessamente:

  • utili molto forti;
  • quasi tutte sopra le attese;
  • trading e investment banking in forte ripresa.

Ci sono 3 segnali chiave da monitorare:

  1. tutto guidato dal trading;
  2. Credito sotto osservazione;
  3. outlook prudente.

Curiosità:

Il giorno più importante dell’anno… non è quello che pensi

Tutti cercano il momento perfetto per investire, ma c’è un problema: il mercato non premia chi indovina, premia chi non perde i giorni giusti.

L’esempio che cambia prospettiva

Prendiamo l’S&P 500 e immaginiamo questo scenario:

Investi 10.000€ e resti investito per 20 anni.

Caso 1 — Rimani sempre investito

Capitale finale: ~46.000€

Caso 2 — Perdi i 10 giorni migliori

Capitale finale: ~23.000€

Hai guadagnato la metà
(senza aver fatto errori “gravi”)

Caso 3 — Perdi i 20 giorni migliori

Capitale finale: ~14.000€

Quasi tutto il rendimento sparisce

Caso 4 — Perdi i 30 giorni migliori

Capitale finale: ~9.000€

Dopo 20 anni… sei in perdita

Il punto chiave

Non stiamo parlando di anni, mesi o settimane, ma di 10–30 giorni su oltre 5.000 sedute di mercato

E quando arrivano questi giorni?

Ecco la parte più importante:

I giorni migliori arrivano spesso:

  • durante le crisi;
  • subito dopo forti crolli;
  • quando il sentiment è negativo.

I rimbalzi più forti avvengono quando meno te lo aspetti

Il problema è umano

Secondo la Finanza comportamentale: vendiamo quando il mercato crolla, aspettiamo “chiarezza” per rientrare, ma quando arriva… è già tardi.

E quei pochi giorni decisivi sono già passati

Ovviamente è un paradosso riuscire a perdere i trenta giorni migliori, ancor più difficile i cinque giorni migliori, ma è un esempio per fare intendere che non bisogna farsi prendere dal panico quando le cose vanno particolarmente male perché il rimbalzo più forte è sempre il primo.

LA SETTIMANA IN BORSA

La settimana appena conclusa ricorda per certi aspetti lo scorso anno, quando i dazi fecero scendere i mercati azionari del 20% per poi riprendersi in poche settimana senza che effettivamente la questione fosse risolta al 100%, ancora è argomento da definire. Così per ora sembra essere per la guerra in Iran: non è conclusa, ma i mercati festeggiano.

Specifica Europa

La tregua tra Israele e Libano e la riapertura dello stretto di Hormuz hanno fatto scendere il prezzo del brent sotto i 90 dollari al barile ed addirittura il WTI è a ridosso degli 80 dollari. Queste notizie hanno dato slancio ai mercati europei nella seduta di venerdì dopo che la settimana aveva avuto chiusure contrastate spesso in controtendenza con gli Stati Uniti.

Performance settimanali degli indici europei

I principali listini europei hanno chiuso in rialzo, peggior listino è Londra:

  • DAX (Germania):  +4,04%
  • CAC 40 (Francia):  +2,30%
  • FTSE MIB (Italia): +2,82%
  • FTSE 100 (Regno Unito):  +0,80%
  • EURO STOXX 50: +2,56%
  • MSCI Europe: +1,97%
  • EURO STOXX 600: +2,07%

Specifica Usa

Netflix ha registrato utili quasi doppi rispetto lo scorso anno e un fatturato in crescita del 16% ma ha perso l'8% perché Reed Hastings ha dichiarato di voler lasciare l'azienda dopo 30 anni, preferendo concentrarsi su attività filantropiche. Penso sia una gran bella cosa, ha tutta la mia stima. Il fatto che lo S&P sia ai massimi storici per la sesta volta da inizio anno è una notizia altrettanto interessante.

Performance settimanale degli indici Usa e mondo

Anche i listini americani chiudono in forte rialzo:

  • S&P 500: +3,48%
  • Nasdaq: +6,84%
  • Russell 2000: +5,86%
  • MSCI World:  +3,25%
  • MSCI Emerging Market: +3,98%
  • MSCI China: +3,38%

Dati macro: 

L'indice dei prezzi alla produzione negli Stati Uniti è salito al 4% dal 3,4% precedente, ma era atteso a 4,6%. In Cina il pil è salito al 5% dal 4,5% su attese di +4,8%. L'inflazione in Italia sale all'1,6% da 1,5% su base annua.

Analisi tecnica e valutazioni: 

Il Nasdaq ha registrato 13 sedute consecutive al rialzo dal minimo, la settimana scorsa lo S&P nella giornata di venerdì aveva chiuso leggermente negativa dopo otto sedute positive, e questa settimana ha inanellato ben 5 sedute consecutive al rialzo. Sorprendente considerato il gap lasciato aperto che in molti si aspettavano sarebbe stato chiuso.

Conclusioni

Se i primi giorni del rialzo potevano essere considerati delle ricoperture ora le notizie sostengono la tesi che la guerra potrebbe essere lasciata in stand by e poco importano le dichiarazioni di Trump sulla vittoria, gli amici e i nemici e lo stop dei programmi nucleari dell'Iran. Speriamo che ora il Presidente si concentri sulla politica interna e le prossime elezioni di novembre e smetta di pensare che per vincerle debba regalare il 51° stato ai suoi elettori.

Prospettive per la prossima settimana

La prossima settimana saranno resi noti i dati trimestrali di Microsoft, Google, Meta e Tesla, quindi la scena sarà tutta la loro, poi la settimana successiva ci saranno nuovamente le banche centrali di cui già si inizierà a parlare per valutare non tanto per l'annuncio scontato di un nulla di fatto, ma piuttosto per il futuro, considerato che sarà l'ultima di Powell o forse no.

 

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