Analisi Settimanale Mercati Finanziari - 22 Agosto 2026

Michele Clementi Michele Clementi - 22/08/2026 06:08

Trimestrali europee: utili oltre le attese e una stagione sorprendentemente forte

La stagione delle trimestrali europee sta consegnando un messaggio piuttosto chiaro ai mercati: le aziende del Vecchio Continente stanno andando meglio di quanto gli analisti si aspettassero.

In un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche, prezzi dell'energia elevati e timori per l'inflazione, i risultati del secondo trimestre 2026 hanno mostrato una crescita degli utili decisamente superiore alle previsioni formulate all'inizio dell'anno.

Secondo i dati raccolti da FactSet, quando circa il 54% delle società dello STOXX Europe 600 aveva già pubblicato i risultati, la crescita aggregata degli utili era vicina al 23% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. A fine marzo, gli analisti si aspettavano invece una crescita di circa l'11,5%.

Anche i ricavi hanno sorpreso positivamente, crescendo del 9,8%, rispetto al +4,3% che il mercato stimava tre mesi prima.

Non è solo una questione di utili: le aziende stanno battendo le stime

Un dato particolarmente interessante riguarda il confronto tra i risultati effettivi e le aspettative degli analisti.

Secondo le rilevazioni Reuters basate sui dati LSEG I/B/E/S, circa il 58,6% delle società europee che aveva pubblicato i risultati aveva superato le attese sugli utili. Si tratta di un dato superiore alla media storica di lungo periodo, pari a circa il 54%.

Questo è importante perché sui mercati finanziari non conta soltanto se un'azienda guadagna di più o di meno rispetto all'anno precedente. Spesso conta soprattutto se il risultato è migliore o peggiore di quello già incorporato nelle aspettative degli investitori.

Ed è proprio qui che la stagione europea ha sorpreso positivamente: le stime erano probabilmente diventate troppo prudenti e molte aziende sono riuscite a fare meglio del previsto.

Una stagione migliore delle aspettative iniziali

Forse il dato più significativo è il cambiamento delle aspettative nel corso dei mesi.

Alla fine di marzo, gli analisti prevedevano una crescita degli utili per lo STOXX Europe 600 di circa l'11,5%. Con l'avanzare della stagione delle trimestrali, i dati effettivi hanno progressivamente costretto il mercato a rivedere le stime al rialzo.

Le proiezioni sono così salite oltre il 20%, arrivando, a seconda del momento della rilevazione e del numero di aziende che avevano già pubblicato i conti, intorno al 23-24% di crescita degli utili.

Reuters ha definito questa stagione una delle più forti degli ultimi anni, con una crescita degli utili delle società europee vicina ai livelli migliori registrati da circa quattro anni.

In conclusione

La stagione delle trimestrali europee del secondo trimestre 2026 può essere definita decisamente positiva:

  • utili dello STOXX Europe 600 in crescita intorno al 23-24% nelle rilevazioni più recenti;
  • crescita superiore alle aspettative iniziali degli analisti;
  • circa il 58,6% delle aziende ha superato le stime sugli utili;
  • settore energetico grande protagonista;
  • buoni segnali anche da banche, tecnologia e alcuni gruppi industriali;
  • ricavi in crescita e superiori alle previsioni iniziali;
  • crescente interesse degli investitori per il mercato europeo.

La vera domanda per i prossimi mesi sarà quindi questa: la crescita degli utili europei riuscirà a mantenersi forte anche senza il contributo eccezionale del settore energetico?

Un debutto in Borsa da record

Macchine capaci di camminare, correre, afferrare oggetti, lavorare in una fabbrica e, un giorno, forse, aiutarci nelle nostre case?

L'intelligenza artificiale sta dando ai robot quello che fino a pochi anni fa mancava: la capacità di percepire l'ambiente, interpretare informazioni e prendere decisioni.

L'ultima protagonista è la cinese Unitree Robotics, azienda specializzata in robot quadrupedi e umanoidi.

Nel debutto sul mercato STAR di Shanghai, il titolo ha registrato una forte impennata, arrivando durante la seduta a guadagnare oltre il 600% rispetto al prezzo dell'IPO. La società ha così raggiunto una valutazione intorno ai 50 miliardi di dollari. L'offerta pubblica iniziale ha raccolto oltre 900 milioni di dollari ed è stata richiesta migliaia di volte più delle azioni effettivamente disponibili.

Numeri che dimostrano una cosa: il mercato non sta valutando soltanto ciò che Unitree produce oggi. Sta cercando di attribuire un valore a ciò che la robotica umanoide potrebbe diventare nei prossimi dieci o vent'anni. Gli investitori vogliono puntare sul futuro della robotica umanoide.

La Cina accelera

Al World Robot Conference di Pechino, in programma in questi giorni, sono presenti oltre 300 espositori cinesi e vengono mostrati robot destinati all'industria, alla logistica, ai servizi e, in prospettiva, anche all'assistenza domestica.

Tra i nomi più osservati figurano, oltre a Unitree, aziende come UBTECH, Deep Robotics, Leju Robotics, Galbot, Fourier Intelligence e altre società impegnate nello sviluppo di robot umanoidi e sistemi di automazione avanzata.

La Cina sembra avere alcuni vantaggi importanti in questa corsa.

Il primo riguarda la capacità produttiva.

La robotica umanoide richiede motori, sensori, batterie, telecamere, semiconduttori e una complessa catena di fornitori. La Cina possiede già un ecosistema industriale molto sviluppato in molti di questi settori.

Il secondo vantaggio riguarda i costi.

Se la robotica umanoide dovesse realmente passare dalla fase sperimentale alla produzione su larga scala, la capacità di produrre componenti a costi competitivi potrebbe diventare un fattore decisivo.

Non è un caso che la Cina domini già le spedizioni mondiali di robot umanoidi e stia cercando di trasformare questa leadership tecnologica in una vera industria.

Ma i robot sono davvero pronti a lavorare?

Li vediamo correre, ballare, fare arti marziali, mantenere l'equilibrio e muoversi con una naturalezza impensabile fino a pochi anni fa.

Ma esiste una grande differenza tra fare una dimostrazione spettacolare e lavorare otto ore al giorno in un ambiente reale.

Il vero test per il settore sarà la capacità di dimostrare un ritorno economico.

Un'azienda comprerà un robot non perché sa fare una capriola, ma perché riesce a produrre valore.

Ad esempio, un robot dovrà dimostrare di poter:

  • lavorare in modo affidabile;
  • svolgere compiti ripetitivi;
  • adattarsi a situazioni diverse;
  • richiedere poca supervisione;
  • avere costi compatibili con la produttività generata.

Secondo Reuters, la sfida si sta spostando dalle dimostrazioni spettacolari alla capacità di dimostrare autonomia, produttività e ritorno sull'investimento. Nonostante i progressi, la diffusione su larga scala è ancora limitata e il costo rimane un ostacolo importante.

Curiosità:

Dal primo robot che lavorava in fabbrica ai robot con l'intelligenza artificiale: 65 anni di evoluzione

Nel 1961 General Motors installò Unimate in uno stabilimento del New Jersey. Il suo compito non era particolarmente affascinante.
Doveva prelevare pezzi metallici appena usciti da una macchina per pressofusione e spostarli. Era un lavoro caldo, pericoloso e ripetitivo, perfettamente adatto a una macchina.

Unimate rappresentava però una novità fondamentale. Non era semplicemente una macchina costruita per ripetere sempre un unico movimento.

Era programmabile.

Gli operatori potevano insegnargli una sequenza di movimenti, che il robot era poi in grado di ripetere automaticamente. Oggi può sembrare una capacità elementare, ma all'epoca rappresentava una vera rivoluzione. Il primo robot industriale moderno non nasceva quindi per sostituire genericamente un lavoratore umano. Nasceva per svolgere un'attività precisa, soprattutto dove il lavoro era troppo pericoloso, pesante o ripetitivo.

La parola “robot” è molto più vecchia dei robot moderni

Una curiosità ancora più sorprendente è che la parola robot esisteva già da decenni.

Fu utilizzata per la prima volta nel 1920 dallo scrittore e drammaturgo ceco Karel Čapek, nella sua opera teatrale R.U.R. – Rossum's Universal Robots.

La parola derivava dal termine ceco robota, che indicava un lavoro pesante o un'attività svolta al servizio di qualcuno.

Da Unimate ai primi robot capaci di “pensare”

Dopo il successo di Unimate, la robotica iniziò a svilupparsi rapidamente. Negli anni Sessanta e Settanta i ricercatori iniziarono a lavorare su un obiettivo molto più ambizioso. Non volevano costruire soltanto macchine capaci di ripetere un movimento. Volevano costruire macchine capaci di percepire ciò che avevano intorno e decidere come muoversi.

Uno dei primi esempi fu Shakey, sviluppato da SRI International e completato intorno al 1970.

Shakey viene considerato uno dei primi robot mobili controllati attraverso tecniche di intelligenza artificiale. Aveva sensori e telecamere e poteva utilizzare informazioni sull'ambiente per pianificare un percorso. Naturalmente era lentissimo rispetto agli standard attuali.

Perché costruire robot con due gambe?

A prima vista potrebbe sembrare una scelta strana. Una macchina con le ruote è più semplice, più stabile e generalmente più efficiente. Perché allora costruire robot con due gambe, due braccia e cinque dita?

La risposta è semplice: il mondo è stato costruito per gli esseri umani.

Le nostre case hanno scale. Le fabbriche hanno spazi progettati per persone. Le porte, gli utensili, le automobili e moltissimi oggetti sono stati progettati pensando a un corpo con due mani e due gambe. Un robot umanoide, almeno in teoria, potrebbe utilizzare l'infrastruttura già esistente senza doverla completamente modificare.

LA SETTIMANA IN BORSA

Dopo i massimi storici nella settimana prima di ferragosto, questa settimana per vari motivi e nessuno di questi è realmente la causa, i mercati azionari hanno subito le prese di beneficio. Il petrolio in rialzo, la guerra in Iran, il debito americano, i verbali della Fed piuttosto hawkish sono tutti fattori che destabilizzano gli investitori, ma che erano tali anche la settimana precedente quando sono stati fatti i massimi sia in America che in Europa.

Specifica Europa

Le trimestrali stanno andando molto bene e gli indici hanno fatto nuovi massimi ad inizio mese, ma poi con ben sette giornate consecutive al ribasso con la sola eccezione di venerdì i listini sono nuovamente appena sopra i prezzi di inizio mese confermando la pigrizia storica del mese di agosto.

Performance settimanali degli indici europei

I principali listini europei hanno chiuso in ribasso:

  • DAX (Germania):  -1,15%
  • CAC 40 (Francia): -1,76%
  • FTSE MIB (Italia):  -1,71%
  • FTSE 100 (Regno Unito):  +0,62%
  • EURO STOXX 50:  -1,21%
  • MSCI Europe:  -0,55%
  • EURO STOXX 600: -0,56%

Specifica Usa

Trump a due mesi dalle elezioni di mid term deve fare i conti con le promesse fatte durante la sua campagna elettorale con il prezzo della benzina ben più alto di quanto era Presidente Biden, i tassi che rischiano un rialzo piuttosto che un taglio, un debito che ha superato in settimana i 40 trillioni di dollari e lo stesso dollaro che nonostante tutto si è rafforzato. Il consumatore americano è confortato solo dai rialzi di Wall Street.

Performance settimanale degli indici Usa e mondo

Anche i listini americani chiudono in ribasso mentre salgono gli emergenti:

  • S&P 500:  -1,43%
  • Nasdaq:  -2,05%
  • Russell 2000:  -1,65%
  • MSCI World: -1,18%
  • MSCI Emerging Market: +1,22%
  • MSCI China: +2,93%

Dati macro: 

I verbali della Fed mostrano un Fomc più orientato a una politica monetaria restrittiva più di quanto molti investitori si aspettassero. Infatti, agli occhi di un numero crescente di membri del FOMC, il punto non è più quello di stringere troppo la politica monetaria, bensì quello di dichiarare troppo presto vittoria sull'inflazione. Solo 3 su 12 erano favorevoli a un rialzo dei tassi, ma altri membri si sono dichiarati favorevoli a un rialzo dei tassi se l'inflazione continuerà a crescere nei mesi a venire.

Analisi tecnica e valutazioni: 

La giornata di venerdì ha mitigato le perdite settimanali, ma ricordiamoci dove siamo e da dove veniamo, una settimana negativa non è la fine del mondo considerate le trimestrali record che sono state rese note. L'impostazione degli indici rispecchia il periodo estivo, in genere magro di spunti rialzisti.

Conclusioni

Se i mercati finanziari non volano e i rendimenti obbligazionari sono ai massimi del 2007, a dimostrazione che il debito anch'esso a un record storico deve pagare interessi più alti, a confortare gli investitori sono state le criptovalute. In occasione di un incontro alla Casa Bianca con diversi leader del settore, tra cui i vertici di Coinbase, Robinhood e Kraken, il presidente americano ha chiesto al Congresso di adottare una "versione equa" del testo per rendere permanente la svolta normativa intrapresa dal suo ritorno al potere.

Prospettive per la prossima settimana

Jl 27 - 29 agosto ci sarà l'annuale appuntamento di Jackson Hole in cui si raduna il gota finanziario: il tema ufficiale sarà l'innovazione finanziaria, ma per i mercati l'attenzione sarà soprattutto rivolta alle indicazioni sulla futura politica monetaria della Fed.

Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono consigli né offerte di servizi di investimento. Leggi il Disclaimer »

Sentiment degli utenti

Il mercato salirà o scenderà questa settimana?

Votazione in corso...

Voto registrato, grazie!

Guarda come va il sondaggio

Non siamo riusciti a registrare il voto, riprova.