Nvidia arriva a questa trimestrale con una caratteristica ormai piuttosto evidente: anche quando i conti sono molto forti, il mercato non sempre premia subito il titolo. Il motivo è semplice: le aspettative sono diventate talmente elevate che un “beat” non basta più; servono numeri, margini e soprattutto guidance capaci di sorprendere ancora.
Negli ultimi earnings il copione si è ripetuto più volte. A novembre 2025 Nvidia aveva battuto le attese su utili e ricavi, con una guidance superiore alle stime, ma dopo un iniziale rialzo il titolo aveva invertito e chiuso la seduta successiva in calo di circa il 3%. A febbraio 2026 il mercato aveva reagito inizialmente molto bene ai risultati, con un balzo di circa il 4% nell’after-hours, ma nella seduta seguente il titolo aveva perso il 5,5%, cancellando circa 260 miliardi di dollari di capitalizzazione. Anche a maggio i numeri erano stati eccellenti: ricavi quasi raddoppiati, guidance sopra le attese e un nuovo buyback da 80 miliardi, ma il titolo aveva comunque reagito con un lieve ribasso.
Il punto interessante è che queste reazioni negative immediate non hanno necessariamente compromesso la struttura di fondo. In più occasioni la pressione post-earnings è stata riassorbita nelle sedute successive, perché il mercato è tornato a concentrarsi sulla crescita strutturale dell’AI e sulla forza degli utili. È quindi diventato quasi un comportamento ricorrente: prima arriva la delusione rispetto ad aspettative altissime, poi il mercato rilegge i numeri con maggiore freddezza.
Anche il grafico attuale racconta qualcosa di simile. Nvidia resta inserita in un ampio canale rialzista iniziato ad aprile, ma nelle ultime sedute ha corretto da area 226/228 fino a circa 213 dollari. Il prezzo è tornato molto vicino alla mediana crescente del canale, che in questa fase passa proprio nell’area 213/215. È quindi una zona tecnica importante: finché viene mantenuta, la struttura rialzista di fondo resta ancora leggibile; una rottura più netta riporterebbe invece l’attenzione verso la parte inferiore del canale, molto più distante.
Il pannello inferiore mostra inoltre che il titolo non si trova in una condizione estrema come nei precedenti picchi di giugno e luglio. La componente di volatilità è risalita nelle ultime sedute, ma resta lontana dagli eccessi registrati nei mesi precedenti. Questo è interessante perché Nvidia arriva agli utili dopo una correzione già significativa, non dopo un’accelerazione verticale sui massimi.
![Nvidia, utili e volatilità: cosa sta davvero prezzando il mercato 1]()
Sulla scadenza del 28 agosto, con Nvidia intorno a 213,7 dollari, la distribuzione degli Open Interest mostra una struttura piuttosto leggibile. Sopra il prezzo prevalgono nettamente le call, con concentrazioni importanti soprattutto a 220, 230 e 240 dollari. Sono quindi questi gli strike dove, in caso di movimento rialzista dopo gli earnings, il titolo potrebbe incontrare le principali aree di sensibilità al gamma e dove il prezzo potrebbe essere maggiormente attirato o rallentato.
Sotto il prezzo, invece, la presenza delle put è più concentrata. L’area 210 appare relativamente più equilibrata, perché qui insistono sia call sia put, e può essere considerata una zona più neutrale. Più in basso, 200 dollari rappresenta il principale livello difensivo della scadenza, con una concentrazione put nettamente più evidente.
Nel complesso la struttura è quindi asimmetrica: sopra Nvidia troviamo una vera scala di call tra 220 e 240 dollari, mentre sotto il prezzo le put si concentrano soprattutto tra 200 e 210. Questo non significa automaticamente che il mercato si aspetti un rialzo, perché dall’Open Interest non sappiamo se quelle call siano state comprate o vendute, ma ci indica con chiarezza dove è concentrato il rischio opzionale.
La fascia 210-230 diventa quindi il cuore della lettura: 210 come area di equilibrio, 220 come primo livello importante sopra i prezzi attuali e 230 come principale concentrazione call. Adesso la volatilità implicita sarà decisiva per capire quanto movimento il mercato sta realmente prezzando intorno alla trimestrale.
![Nvidia, utili e volatilità: cosa sta davvero prezzando il mercato 2]()
Su questa scadenza il quadro è piuttosto chiaro. Nvidia quota circa 213,7 dollari e la volatilità implicita è molto elevata, all’81,99%: il mercato sta quindi attribuendo un prezzo importante all’incertezza legata agli earnings. Lo skew, però, non mostra pendenze particolari, quindi non emerge una preferenza netta tra protezione ribassista e partecipazione rialzista. In altre parole, il mercato si aspetta movimento, ma non sta indicando una direzione dominante.
Il movimento atteso del 5,16% individua una fascia compresa tra 202.64 e 224,76 dollari. Questo range si sovrappone molto bene alla struttura del Gamma Exposure. Sotto i prezzi attuali prevale la gamma negatività, con l’area 200-202 come punto più delicato: una discesa sotto questa fascia potrebbe rendere il movimento più fragile e favorire accelerazioni. Al contrario, sopra 215 dollari compare gamma positività, che cresce progressivamente tra 220 e 230 e raggiunge qui le concentrazioni più importanti. Questa fascia può quindi avere un effetto più stabilizzante e contenitivo sul movimento.
Il vero snodo della scadenza resta quindi area 213-215, dove avviene il passaggio tra gamma negatività e gamma positività. Sopra questa zona il titolo entra in una struttura più ricca di gamma positività, con 220-230 come principale fascia di sensibilità. Sotto 210, invece, il quadro diventa più fragile, mentre 200-202 rappresenta l’area critica inferiore.
Di fatto il mercato sta prezzando una trimestrale ad alta volatilità ma senza uno sbilanciamento direzionale evidente. Il range 202,20-225,16 rappresenta bene la fascia di movimento atteso; una rottura netta oltre uno dei due estremi sarebbe il vero segnale di movimento superiore a quanto oggi incorporato nei prezzi delle opzioni.
![Nvidia, utili e volatilità: cosa sta davvero prezzando il mercato 3]()
CONCLUSIONI OPERATIVE
Dal quadro che abbiamo costruito, la conclusione operativa principale è questa: il mercato sta prezzando un evento ad alta volatilità, ma senza una direzione dominante. Il range atteso 202,20-225,16 è coerente sia con la struttura degli Open Interest sia con il Gamma Exposure. Finché Nvidia resta dentro questa fascia, il mercato sta sostanzialmente lavorando nel perimetro già “pagato” dalle opzioni; sopra 225 e soprattutto verso 230 entrerebbe in un’area di forte gamma positività, mentre sotto 202 aumenterebbe la fragilità perché la struttura passerebbe in gamma negatività più marcata.
Operativamente, quindi, eviterei di costruire la strategia partendo da una previsione secca “sale o scende”. La volatilità implicita all’81,99% rende infatti molto costose le opzioni comprate nude prima degli earnings. Il rischio più evidente è pagare moltissimo tempo e volatilità e poi subire il classico volatility crush dopo la pubblicazione dei risultati.
Le strategie più coerenti con questo quadro sono soprattutto strutture chiuse. Se si ritiene che il movimento reale possa rimanere dentro il range prezzato, può avere senso ragionare su una strategia venditrice di volatilità con rischio definito, ad esempio un iron condor costruito fuori dalla fascia 202-225 oppure una butterfly centrata nell’area più probabile di stabilizzazione. Il vantaggio è sfruttare il possibile calo della volatilità implicita dopo gli earnings, ma mantenendo sempre una perdita massima conosciuta.
Se invece si vuole lavorare in direzione, meglio preferire spread verticali piuttosto che call o put nude. In caso di scenario rialzista, un call spread permette di partecipare a un movimento verso 220-225 o eventualmente 230 senza pagare integralmente la volatilità elevata della call comprata. Sul lato ribassista, un put spread verso 205-200 ha la stessa logica: costo più contenuto e rischio già definito.
La struttura che trovo meno efficiente prima della trimestrale è proprio l’acquisto secco di call o put ATM, perché l’81,99% di volatilità implicita significa che si sta pagando molto per il movimento atteso. Per guadagnare non basta quindi avere ragione sulla direzione: Nvidia deve muoversi abbastanza e abbastanza velocemente da compensare il premio pagato.
Bruno Nappini by Sunnymoney