Nel manuale delle best practice per la gestione di un portafoglio di certificati Investment, un focus sull’opzione Airbag: una soluzione per aumentare il rendimento potenziale mantenendo un’impostazione difensiva
In un contesto caratterizzato da livelli di volatilità contenuti, abbiamo più volte sottolineato la necessità di privilegiare strumenti tendenzialmente resilienti. In quest’ottica, gli indici azionari continuano a rappresentare una delle soluzioni più interessanti per costruire la componente core di un portafoglio di certificati: consentono infatti di mantenere un’esposizione al mercato riducendo il rischio specifico legato al singolo titolo e, soprattutto, permettono di affrontare con maggiore tranquillità l’eventuale ritorno di fasi di nervosismo sui mercati.
Ma se gli indici rappresentano il punto di partenza, esistono strutture che possono essere affiancate alla componente core con l’obiettivo di migliorare il rendimento potenziale senza modificare radicalmente il profilo di rischio complessivo del portafoglio.
È qui che entrano in gioco i certificati Low Barrier con opzione Airbag, payoff che consentono di approcciare anche basket worst of di singoli titoli mantenendo una struttura decisamente più difensiva rispetto a un tradizionale Phoenix Memory o Cash Collect.
L’Airbag come componente satellite del portafoglio
L’obiettivo rimane quello che abbiamo delineato nel nostro manuale operativo: costruire un portafoglio basato su strumenti difensivi e caratterizzati da una forte asimmetria tra rendimento potenziale e rischio assunto.
Questo significa cercare rendimenti coerenti con quelli offerti dal mercato evitando, per quanto possibile, di inseguire cedole elevate attraverso esposizioni eccessive a sottostanti ad alta volatilità o barriere troppo vicine ai livelli correnti.
L’Airbag aggiunge un ulteriore elemento di protezione. La sua utilità emerge soprattutto nello scenario avverso: qualora a scadenza il worst of si trovi sotto la barriera capitale, la perdita non viene infatti calcolata rispetto allo strike iniziale, ma rispetto al livello Airbag, generalmente coincidente con la barriera.
Con una barriera posta, ad esempio, al 40% dello strike iniziale, un sottostante che a scadenza si trovi al 30% non determina quindi una perdita del 70%, come avverrebbe in una struttura lineare tradizionale. La perdita sarebbe pari infatti al 25% del capitale, se non consideriamo eventuali premi ricevuti che potrebbero ridurre ma anche azzerare la perdita. L’effetto Airbag consente quindi di ridimensionare sensibilmente l’impatto dello scenario negativo.
È proprio questa caratteristica a rendere tali strutture particolarmente interessanti in ottica di portafoglio.
Non si tratta solamente di proteggere maggiormente il capitale a scadenza. Un payoff più resiliente può infatti tradursi anche in drawdown di prezzo più contenuti durante la vita del certificato in presenza di correzioni del mercato, creando successivamente spazio per operazioni di switch to improve finalizzate a sfruttare un eventuale recupero dei sottostanti.
L’Airbag diventa quindi una possibile componente satellite rispetto al core costruito sugli indici: si accetta una maggiore esposizione al rischio specifico dei singoli titoli in cambio di un rendimento potenziale superiore, cercando però di compensarla attraverso barriere profonde e una struttura di protezione più efficiente.
La ricerca sul mercato secondario
Partendo da queste considerazioni abbiamo analizzato le emissioni attualmente presenti sul mercato secondario applicando tre filtri principali:
- strutture dotate di opzione Airbag;
- buffer dalla barriera superiore al 55%;
- rendimento potenziale annuo superiore al 12%, quindi in grado di offrire un premio rispetto alle strutture costruite prevalentemente su indici azionari.
A questi parametri quantitativi abbiamo aggiunto un ulteriore criterio qualitativo.

Fonte: FreeFinancePRO
Se l’obiettivo è mantenere un approccio low risk, abbiamo infatti escluso i basket maggiormente esposti ai sottostanti statunitensi e, in particolare, al comparto tecnologico, dove valutazioni elevate, concentrazione e maggiore sensibilità alle variazioni delle aspettative sulla crescita possono aumentare significativamente il rischio specifico.
L’applicazione di questi criteri ha ristretto l’universo analizzato a 14 certificati.
Per ciascuno abbiamo considerato non soltanto il rendimento cedolare, ma anche il rendimento potenziale a scadenza, con l’obiettivo di costruire una lista di interesse capace di mettere in relazione il rendimento disponibile con l’effettiva esposizione al rischio.
Il miglior compromesso tra protezione e rendimento
Tra le strutture analizzate spicca oggi un certificato che riesce a combinare una barriera capitale particolarmente profonda, fissata al 40%, con la presenza dell’Airbag e un rendimento potenziale che raggiunge attualmente il 14,65% annuo.
Si tratta della proposta di Marex, ISIN IT0006777616, legata a un basket composto da Bayer, Novo Nordisk, Stellantis e STMicroelectronics.
Il certificato fisserà gli strike alla chiusura del 12 agosto e, sulla base dei livelli rilevati, verranno determinate le rispettive barriere capitale poste al 40%.
La struttura presenta inoltre una caratteristica particolarmente interessante. Il meccanismo Fast Autocall prevede infatti una prima finestra di rimborso anticipato già dal secondo mese, con trigger inizialmente fissato al 96% e successivamente decrescente attraverso uno step-down del 2% al mese.
La cedola mensile è pari all’1,25%.
È proprio la combinazione tra Fast Autocall e step-down a consentire alla struttura di esprimere un flusso cedolare elevato pur mantenendo una barriera molto profonda e la protezione aggiuntiva dell’Airbag.
Il basket worst of rimane naturalmente esposto al rischio specifico dei quattro titoli e richiede un’attenta valutazione dei singoli sottostanti. La diversificazione settoriale tra farmaceutico, automotive e semiconduttori contribuisce tuttavia a evitare la concentrazione su un unico tema di mercato.
Anche le banche entrano nella selezione
Subito alle spalle troviamo alcune strutture concentrate sul comparto bancario, settore che può già trovare spazio all’interno di un portafoglio costruito con un’impostazione più difensiva.
Tra queste figura il Phoenix Memory Airbag Step Down di Marex, ISIN IT0006776741, con un rendimento potenziale annuo del 13,42%.
Interessante anche il Cash Collect Airbag di Vontobel, ISIN DE000VY0TTN7, che presenta un rendimento potenziale annuo nell’ordine del 13,40%.
La logica rimane la stessa: non ricercare il rendimento attraverso un incremento indiscriminato del rischio, ma attraverso una migliore costruzione del payoff.
In un mercato nel quale la volatilità implicita rimane compressa e rende più difficile ottenere cedole elevate su strutture estremamente conservative, l’Airbag rappresenta quindi uno degli strumenti più interessanti per trovare un punto di equilibrio tra le due esigenze.
Il core può continuare a essere costruito attraverso certificati su indici azionari, mentre una quota satellite può essere destinata a strutture Low Barrier Airbag selezionate, capaci di alzare il rendimento potenziale complessivo senza rinunciare a barriere profonde e a un meccanismo di protezione più efficace negli scenari avversi.
Non più rendimento semplicemente aumentando il rischio, quindi, ma rendimento attraverso una migliore gestione del rischio.