PANORAMICA DI MERCATO
Nella settimana dal 26 al 30 gennaio 2026, il future sull'S&P 500 ha chiuso con un ribasso moderato dell'1,2%, scendendo sotto i 6900 punti venerdì 30 gennaio, dopo aver oscillato tra un minimo di 6874 e un massimo di 7044. Guardando si vede chiaramente un consolidamento laterale all'interno di un box ben definito tra 6920 e 7030: la debolezza ha prevalso soprattutto dal 28 al 30,con l'oscillatore di rischio sceso sotto i 50 insieme al sensibile calo degli Open Interest della componente future. La regressione lineare è comunque sopra al prezzo e in lieve pendenza negativa.
Cosa ha mosso i mercati? Principalmente i risultati trimestrali misti: giganti tech come Meta e Microsoft hanno battuto le stime sui ricavi da AI e cloud (crescita del 12-18% anno su anno), ma le guidance prudenti sui costi capex hanno scatenato prese di profitto. Al contrario, Intel e il settore energia hanno deluso, con cali del 4% sui chip e del 3,8% sul petrolio. L'S&P 500 cash è rimasto flat (-0,01% venerdì a 6.978), mentre il VIX è salito del 4,5% verso 19-20, spinto da dati jobs sotto le attese e toni più hawkish della Fed emersi a Davos. I settori difensivi come healthcare (+1,2%) hanno aiutato a limitare i danni.
Ora, i livelli chiave del grafico si sovrappongono benissimo alla options chain per la scadenza settimanale del 6 febbraio. Il supporto a 6.900-6.850 (bordo basso del box e EMA 50) coincide con un alto open interest sui put: strike 6.900 per la protezione downside degli istituzionali e 6.850 come possibile "pin risk". La resistenza a 7.000-7.020 (tetto box a ridosso della Reg Line allinea con stack di call, 7.030 come max pain e 7.050 per gamma rialzista. Questo skew put/call cauto suggerisce che gli operatori potrebbero spingere il prezzo verso questi magneti per fine settimana, con gamma negativa sotto 6.900 che amplifica la volatilità su rotture.
Per i prossimi giorni, attendiamoci un range-bound, con Fed e payrolls di febbraio come veri catalizzatori: possibile discesa a 6.850 se VIX oltre 20, o rimbalzo sopra 7.000 su earnings forti. La resilienza viene dalle politiche Trump, ma i dazi restano un'ombra.

MONEY CHART MC4: LA MAPPA DEL MERCATO PER LA SETTIMANA DAL 2 AL 6 FEBBRAIO
Il grafico della Funzione di Ripartizione mostra una situazione di estremo equilibrio con prezzi che si trovano esattamente all’interno dell’area di indifferenza, area nella quale non sono richieste particolari azioni di hedging e ricopertura.
Fair Value e Gamma Flip: 6950
Livelli di Delta positività e rischio gamma Call con possibile Momentum rialzista per ingresso di coperture long: sopra 7050 e 7100, con target tecnico, dapprima a 7150 e successivamente a 7200 a ridosso di Va+80, zona di ipercoperto call.
Livelli di Delta negatività e rischio gamma Put con possibile Momentum ribassista per ingresso di coperture short: sotto 6950, con estensione possibile verso 6850 e successivamente a 6650, dove insiste un enorme cumulato di contratti e, infine, a 6475 poco prima di Va-80 zona di ipercoperto put.

L’OCCASIONE DELLA SETTIMANA
Per la prossima settimana, con earnings italiani in arrivo, due titoli italiani da monitorare sono Enel (ENEL.MI) e STM (STM.MI).
Enel pubblica i risultati martedì 4 febbraio, con attenzione su EBITDA da rinnovabili in crescita dell'8-10% e guidance sui dividendi. Target al rialzo su transizione green UE, con volatilità intorno al 5% legata a prezzi energia e politiche Trump su import, ma resiliente come utility difensiva.
STM segue giovedì 6, sensibile a semiconduttori per auto e AI con ricavi su del 12% anno su anno. Upside su ordini europei, downside da dazi su chip Cina con un move del 7-8%, in linea con le recenti mosse di Intel.
Bruno Nappini by sunnymoney