Farmaceutici e beni di consumo offrono esposizioni meno legate al Nasdaq. Ma tra correlazioni, valutazioni e rischi delle singole società, l’etichetta “anticiclico” non basta. Un punto di partenza anche per selezionare i basket dei certificati.
Diversificare oltre la tecnologia: il ruolo dei settori difensivi
La diversificazione si misura soprattutto quando il mercato cambia direzione. Avere molti titoli in portafoglio serve relativamente poco se tutti dipendono dagli stessi fattori. Per ridurre questa concentrazione occorre cercare attività con dinamiche economiche differenti, capaci di reagire in modo diverso alle medesime notizie o contesti di mercato.
La rotazione degli ultimi mesi offre in tal senso un esempio concreto. Dal massimo dei semiconduttori del 22 giugno al 27 ottobre 2026, l’indice del comparto ha perso il 21,5%. Nello stesso intervallo, l’ETF sulla sanità americana ha guadagnato il 19,8% e quello sui beni di consumo di base il 6,7%. Una distanza che riporta l’attenzione sulla composizione del portafoglio e sulle alternative alla concentrazione tecnologica.
Sanità, farmaceutica e consumi essenziali condividono una caratteristica: rispondono a bisogni che tendono a resistere anche durante un rallentamento economico. Le famiglie continuano ad acquistare farmaci, alimenti e prodotti per la casa, mentre la ricerca di convenienza può favorire alcune catene della distribuzione. Questa maggiore stabilità della domanda può attenuare la sensibilità al ciclo, pur senza eliminare il rischio azionario.

Nelle dodici correzioni del Nasdaq 100 superiori al 10% individuate dal 2018, i beni di consumo hanno registrato risultati migliori dell’indice tecnologico in tutti i casi; la sanità in undici. Il vantaggio è però relativo: durante lo shock pandemico del 2020 anche questi settori hanno subito perdite consistenti. Il loro contributo consiste quindi nella possibilità di contenere le oscillazioni complessive, senza offrire una copertura certa contro ogni ribasso.
Correlazione: quando la diversificazione funziona davvero
Per valutare questo contributo conta soprattutto la correlazione. Sui rendimenti giornalieri degli ultimi cinque anni analizzati da FreeFinance, il legame con il Nasdaq 100 risulta prossimo allo zero per Johnson & Johnson e contenuto per Bayer, Pfizer e Coca-Cola. Sono esposizioni che possono affiancare la tecnologia introducendo fattori di rischio differenti. La correlazione, tuttavia, cambia nel tempo: quella osservata durante una rotazione settoriale può modificarsi quando lo scenario economico o finanziario peggiora.

Anche all’interno dei comparti difensivi, inoltre, le differenze sono profonde. Nella farmaceutica pesano brevetti, risultati degli studi clinici, concorrenza e politiche sui prezzi. Eli Lilly e Novo Nordisk, entrambe protagoniste del mercato dei trattamenti per diabete e obesità, mostrano quanto possano divergere le prospettive di società esposte allo stesso tema. Pfizer deve gestire le scadenze brevettuali; per Moderna assumono un peso decisivo gli esiti della ricerca. Una domanda sanitaria stabile può quindi convivere con quotazioni molto volatili.
Lo stesso ragionamento vale per i consumi. Costco beneficia della fidelizzazione degli abbonati, ma valutazioni elevate possono rendere il titolo sensibile a una delusione sulla crescita. Dollar General intercetta la ricerca di risparmio delle famiglie, restando però esposta alle difficoltà economiche della clientela. La solidità del bisogno soddisfatto dall’azienda e la stabilità del suo titolo sono due aspetti da valutare separatamente.
La diversificazione ha poi un prezzo. Secondo uno studio FreeFinance, affiancare al Nasdaq una quota di sanità e beni di consumo ha ridotto volatilità e perdita massima, sacrificando parte del rendimento nel decennio favorevole alla tecnologia. Anche il prezzo d’ingresso conta: dopo una rotazione, un settore difensivo può già incorporare aspettative generose.
Certificati worst-of: come valutare i basket alternativi
Queste considerazioni aprono uno spazio interessante anche nel mercato dei certificati investment, dove banche e tecnologia hanno occupato un ruolo centrale nell’offerta degli ultimi anni. Basket farmaceutici, sanitari o legati ai consumi consentono di esplorare esposizioni differenti. Nei prodotti worst-of, però, la bassa correlazione con il Nasdaq non basta: occorre esaminare anche volatilità dei componenti, correlazioni interne e rischio del sottostante peggiore, dal quale dipendono le condizioni del rimborso.
È su questo terreno che si inserisce il confronto tra tre proposte Vontobel dedicate a basket farmaceutici, anticiclici e beni di consumo. Basket assolutamente atipici ma che mai come ora potrebbero aver senso all’interno di un asset allocation diversificata con fattori di rischio differenti rispetto alla narrativa di mercato che ha accompagnato fin qui mercati e settore dei certificati.

Fonte: FreeFinancePRO
Eli Lilly, Bayer, Novo Nordisk e Pfizer: cedole mensili dell’1,20% - ISIN DE000BE1DKS5
Partiamo dalla proposta agganciata al tema healthcare “tradizionale” ovvero il Cash Collect Memory Step Down (Isin DE000BE1DKS5) emesso da Vontobel che lega le sue sorti ad un basket worst of composto dai titoli Eli Lilly, Bayer, Novo Nordisk e Pfizer, quest’ultima attuale worst of a -2,19% da strike. Il certiicato è ancora acquistabile alla pari e dal punto di vista delle caratteristiche nasce con una barriera capitale al 60% e una cedola mensile dell’1,20%. Struttura “fast” sul fronte dell’opzione autocallable, con prima rilevazione il 22 gennaio 2027 con trigger valido per il rimborso del capitale subito al 95% e successivamente con Step Down dell’1% mese. Questo significa che il certificato produrrà un risultato positivo per l’investitore anche in presenza di ribassi del basket sottostante. E’ un elemento questo che in fasi laterali o moderatamente ribassiste, rappresenta un’opzione in più di resilienza dei prezzi del certificato. Attenzione come sempre a mettere a confronto le caratteristiche del prodotto in termini di rischio/rendimento, ovvero barriera a cedola. Questo confronto va ponderato sempre con le caratteristiche dei sottostanti soprattutto in termini di volatilità. Non dimentichiamoci mai come basket “low-vol” danno meno spazio di strutturazione agli emittenti. Vale sempre il principio fondamentale: meno rischio, meno rendimento. Con tali occhi, in generale, dobbiamo saper leggere queste emissioni. In questo momento il buffer barriera si attesta al -38% circa e il rendimento a scadenza risulta essere pari al 14,29% annuo.
Il basket con Moderna: cedole più elevate e maggiore volatilità – ISIN DE000BE1DKU1
Rimaniamo sul tema farmaceutico puro con il Cash Collect Memory Step Down (Isin DE000BE1DKU1) sempre firmato Vontobel agganciato ai titoli Bayer, Novo Nordisk, Pfizer e Moderna, quest’ultimo worst of a -3,43% da strike. Chiaramente Moderna è l’asset che sposta le caratteristiche del prodotto, con l’emittente che ha sfruttato la volatilità implicita del 105% di questo titolo per abbassare la barriera capitale al 55% e alzare il flusso dei premi mensili al 2,12% (il 25,44% annuo). Consapevoli di ciò che l’elevata volatilità può avere sull’impatto dei corsi azionari di Moderna, che non è un titolo pharma classico, siamo altrettanto consapevoli di come anche in presenza di una volatilità che dovesse tornare sui livelli medi (40/50%), questo “drop” sarebbe un elemento calmierante sui prezzi del certificato anche in presenza di modesti ribassi del titolo sottostante. E’ una dinamica che abbiamo visto e analizzato anche in questa rubrica non solo sui titoli tech US ma di recente anche sull’andamento dei certificati sul KOSPI, dove la forte contrazione della volatilità dell’indice sud Coreano ha di fatto reso pressoché nullo l’impatto sui prezzi dei certificati anche in presenza di cali dell’indice compresi tra il -20 e il -30% da strike. Tornando al certificato, in questo momento il buffer barriera si attesta al -43% e il rendimento annuo a scadenza si attesterebbe al 25,43%. Anche in questo caso il prezzo di acquisto è ancora sulla pari in area 100 euro. Per quanto riguarda la struttura autocall, questa è identica alla precedente proposta.
Farmaceutici e beni di consumo: il basket misto di Vontobel – ISIN DE000BE1DKV9
Chiudiamo con il vero basket atipico con Vontobel che ha messo a sistema in un’unica proposta i due temi del momento quando si vuole avere un approccio decorrelato rispetto ai principali temi del momento. Il Cash Collect Memory Step Down (Isin DE000BE1DKV9) è agganciato infatti ad un basket che vede affiancati due titoli del settore farmaceutico come Novo Nordisk e Pfizer con due titoli del settore dei beni di consumo come Costco Wholesale e Dollar General. Nasce una proposta che si struttura con una barriera capitale al 60% e cedole mensili dell’1,1%. Con Dollar General in ritardo del 7,82% dallo strike il certificato si acquista sotto la pari a 98,3 euro promettendo così un rendimento annuo a scadenza del 14,37% con un buffer barriera del 35%. Anche in questo caso, la struttura autocall è identica alle precedenti proposte.
Analisi a cura di Giovanni Picone (FreeFinance)
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