La sessione di ieri, martedì 21 aprile, è stata caratterizzata da un'elevata volatilità intraday dettata dall'instabilità del fronte geopolitico. Inizialmente, sulla notizia del fallimento dei negoziati di guerra, S&P 500 ha subito una decisa flessione, arrivando a rompere temporaneamente i livelli di supporto orizzontale e scivolando in un regime di gamma negativo, evidenziato dalla comparsa degli istogrammi rossi nel pannello inferiore. Tuttavia, il sentiment è mutato repentinamente a seguito delle dichiarazioni di Trump, il quale si è detto deciso a estendere la tregua in attesa di nuove proposte negoziali. Questo intervento ha innescato un rapido recupero, permettendo al mercato di riassorbire gran parte delle perdite e di riportarsi all'interno dell'area di valore dei massimi.
Dal punto di vista tecnico, il grafico mostra come il prezzo stia continuando a gravitare nei pressi della linea di regressione lineare blu, che da ieri sta lavorando sopra al prezzo e in lieve pendenza negativa sui tentativi di affondo ribassista. Il recupero di ieri ha confermato la validità dei supporti orizzontali blu più alti, impedendo che lo scivolamento verso il gamma negativo si trasformasse in una capitolazione verso i vuoti volumetrici e le aree di platicurtosi sottostanti lasciate aperte nelle scorse settimane. L'oscillatore di momentum in basso, pur avendo subito una contrazione durante il minimo intraday, ha ripreso forza seguendo la risalita del prezzo, indicando che la struttura mantiene una capacità di reazione immediata agli stimoli esterni.
Per la giornata odierna, mercoledì 22 aprile, le aspettative sono per una prosecuzione del consolidamento sopra la soglia dei 7000 punti. La fragilità derivante dai gap e dai lap ancora aperti rimane un fattore di rischio latente, ma finché le dichiarazioni politiche sosterranno la tregua, il regime di gamma positivo dovrebbe continuare a favorire la tenuta dei dealer. Il mercato sembra voler digerire l'ipercomprato attraverso una fase laterale, riducendo la pendenza della regressione lineare senza però invalidare il trend rialzista di fondo, in attesa di conferme definitive sul fronte dei negoziati internazionali.

Analisi della struttura monetaria e dei flussi di rischio 0DTE
L'aggiornamento dei dati sulla scadenza odierna conferma che l'S&P 500 si trova in una fase di stallo tecnico. Il mercato sta lavorando all'interno di un'area di indifferenza monetaria, posizionandosi esattamente a ridosso della soglia di VA+40. In questa zona, la pressione derivante dalle opzioni call e put è in relativo equilibrio, riducendo l'esposizione dei dealer a movimenti meccanici di hedging forzato.
Un dato fondamentale emerge dall'analisi dei flussi della giornata precedente: l'istogramma degli Open Interest Future segna una variazione dello 0.00%. Questo indica che ieri non si sono verificati né aumenti né alleggerimenti nelle posizioni in derivati, confermando l'assenza di nuove iniziative direzionali o di necessità di ricopertura da parte degli operatori corti di gamma. Il mercato rimane in attesa di nuovi flussi, mantenendo una struttura piatta e priva di spinta algoritmica.
Mappatura dei livelli gex e ripartizione 0DTE
| Tipologia | Livello di prezzo | Dinamica operativa Mc4 |
|---|
| Gamma positività (GEX+) | 7175 - 7200 | Area di saturazione call (VA+80) dove tornerebbe la stabilità. |
| Gamma flip (Pivot) | 7125 -7150 | Zona attuale (VA+40/-40); il mercato non riceve input dai future. |
| Gamma negatività (GEX+) | 7100 - 700 | Punto di equilibrio dove la polarità dell'hedging cambierebbe. |

Sintesi operativa
La stasi degli open interest future allo 0.00% certifica che la sessione di ieri è stata interlocutoria. Trovandoci a ridosso di VA+40, il prezzo staziona in un territorio quasi neutrale dove manca la benzina dello short squeeze, ma non ci sono ancora segnali di smobilizzo delle posizioni. Per la scadenza 0DTE odierna, è probabile che il sottostante continui a gravitare attorno ai livelli attuali finché non entreranno nuovi volumi sui future o flussi significativi di opzioni in grado di spostare il baricentro monetario fuori dall'area di indifferenza.
Bruno Nappini by http://www.sunnymoney.it