26 giugno 2026
PANORAMICA
Stellantis continua a vivere una fase complessa, dopo il forte ridimensionamento subito dal titolo negli ultimi mesi. Il mercato sta cercando di capire se il gruppo abbia già superato la parte più difficile della crisi oppure se il recupero operativo sia ancora troppo fragile.
Il primo trimestre 2026 ha mostrato qualche segnale di miglioramento, con ricavi netti a 38,1 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto all’anno precedente, e spedizioni consolidate pari a circa 1,4 milioni di veicoli, in aumento del 12%. Tuttavia la redditività resta ancora contenuta: l’utile netto è stato pari a 0,4 miliardi e il margine operativo adjusted si è fermato al 2,5%, livelli ancora lontani dalla forza reddituale mostrata dal gruppo negli anni migliori.
Il nodo principale resta la strategia industriale. Stellantis ha avviato un profondo reset dopo aver sovrastimato la velocità della transizione verso l’elettrico, con effetti negativi su investimenti, gamma prodotti e percezione del mercato. A questo si aggiungono debolezza della domanda EV, revisione della strategia nordamericana, pressione competitiva cinese e incertezza sui dazi, tutti elementi che continuano a pesare sul titolo.
La società resta uno dei principali gruppi automobilistici mondiali, ma oggi il mercato non premia più automaticamente dimensione, marchi e presenza globale. Vuole vedere margini in recupero, disciplina sugli investimenti e una strategia più credibile tra motori termici, ibrido ed elettrico. Per questo Stellantis rimane un titolo molto sensibile alle notizie operative e alle indicazioni del nuovo management.
ANALISI GRAFICA
Dal punto di vista tecnico Stellantis continua a mostrare una struttura chiaramente debole. Il grafico conferma infatti una sequenza di massimi e minimi decrescenti, con il prezzo che nelle ultime sedute è tornato a scivolare verso i minimi relativi in area 5 euro.
L’elemento più evidente è la continuità della pressione ribassista. Dopo il tentativo di recupero sviluppato tra aprile e maggio, il titolo non è riuscito a riportarsi sopra le principali aree di controllo e ha progressivamente ripreso a perdere forza. La regressione lineare resta inclinata negativamente e continua a stare sopra i prezzi, segnale coerente con una struttura ancora impostata al ribasso.
Anche l’oscillatore di rischio conferma fragilità. La componente di momentum è in deterioramento e la forza cumulata continua a indebolirsi, senza mostrare per ora segnali convincenti di ricostruzione. I volumi accompagnano la discesa ma senza una vera capitolazione finale, elemento che lascia il titolo esposto a ulteriore instabilità.
Dal punto di vista dei livelli, area 4,75/4,80 rappresenta il primo supporto sensibile di breve periodo, mentre sopra il mercato la fascia 5,70/5,75 resta la prima resistenza da recuperare per provare a migliorare il quadro tecnico. Solo ritorni stabili sopra quest’area inizierebbero a togliere pressione alla struttura.
In sintesi, Stellantis resta uno dei titoli più fragili del listino. Finché il prezzo rimane sotto le principali aree di riequilibrio e con regressione negativa, il mercato continua a prezzare debolezza strutturale più che una vera inversione.
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ANALISI MONETARIA MC4
La struttura monetaria di Stellantis conferma una configurazione estremamente fragile. Il prezzo, in area 5,02, si colloca sotto la Va-80 posta in area 5,40, quindi già dentro una zona di eccesso ribassista. Questo significa che il titolo non sta più lavorando dentro una normale area di equilibrio, ma in una fascia dove la pressione delle coperture sul lato put può amplificare volatilità e movimenti direzionali.
La funzione di ripartizione mostra una netta prevalenza put sotto area 6 euro, con concentrazioni molto elevate a 5,40, 5,20, 5,00 e soprattutto nelle aree inferiori tra 4,40 e 4,00. La struttura segnala quindi che il mercato continua a coprirsi in modo aggressivo dal rischio di ulteriore deterioramento del titolo.
Sugli Open Interest totali emerge una forte concentrazione put in area 6 e 5 euro, coerente con la pressione ribassista visibile sul grafico dei prezzi. Area 6 rappresenta il primo livello di ricopertura sensibile, mentre area 5 è il punto su cui il mercato sta concentrando una parte rilevante delle protezioni. La presenza call più importante resta invece distante, soprattutto tra 8, 10, 11 e 12 euro, livelli che oggi funzionano più come aree di possibile riequilibrio futuro che come veri supporti alla struttura corrente.
La Va-40 a 7 euro e la Va+40 a 8 euro sono ormai molto lontane dal prezzo attuale. Questo conferma che Stellantis non è semplicemente in una fase di debolezza, ma in una configurazione monetaria profondamente sbilanciata sotto il baricentro della distribuzione. Solo un recupero stabile sopra 5,40 inizierebbe a riportare il titolo fuori dall’eccesso ribassista, mentre sopra 7 euro si avrebbe il primo vero rientro nell’area di indifferenza monetaria.
Nel complesso, Mc4 conferma un mercato ancora dominato da coperture difensive e da una forte pressione sul lato put. Finché il titolo resta sotto 5,40, la struttura rimane vulnerabile e soggetta a volatilità elevata.
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SINTESI OPERATIVA
Stellantis resta in una configurazione tecnica e monetaria molto fragile. Il prezzo, in area 5,02, si trova sotto la Va-80 a 5,40, quindi in pieno eccesso ribassista, con una struttura dominata da coperture put e volatilità potenzialmente elevata.
Finché il titolo rimane sotto 5,40, il mercato resta vulnerabile a nuove accelerazioni negative o a movimenti disordinati. Il primo segnale di stabilizzazione arriverebbe solo con un recupero stabile sopra questa soglia, mentre il ritorno sopra 7 euro riporterebbe Stellantis dentro una vera area di indifferenza monetaria.
Sotto area 5, invece, la pressione ribassista resterebbe dominante, con il rischio di ulteriore attivazione delle coperture sul lato put verso le aree inferiori della distribuzione.
Questa analisi ha finalità esclusivamente informative e descrittive delle dinamiche tecniche e monetarie del titolo e non costituisce consulenza finanziaria, raccomandazione operativa o sollecitazione al pubblico risparmio.
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