PANORAMICA DI MERCATO E POSIZIONAMENTI SUL MERCATO DELLE OPZIONI
La settimana si chiude con il fiato sospeso. Il future S&P 500 archivia venerdì 6 marzo a quota 6.735.25, travolto da un mix esplosivo di tensioni geopolitiche e dati macro contrastanti.
Cosa è successo:
Il conflitto in Medio Oriente ha agito da catalizzatore, spingendo il petrolio verso i $90 e costringendo gli investitori a rifugiarsi nell'oro (sopra i $5.300). Nonostante un Jobs Report USA debole che farebbe sperare in tassi più bassi, la paura dell'inflazione energetica ha preso il sopravvento, portando il future a rompere i supporti chiave a 6.800.
Analisi del Grafico e Posizionamento delle Opzioni
Il grafico mostra una struttura tecnica deteriorata con una netta "discesa a gradini" delle zone di valore:
Trend: Prezzi stabilmente sotto la regressione lineare e oscillatore di rischio in basso che rimane saldamente in territorio negativo.
Discrete quantità di Call che fungono da prime aree di resistenza e take profit tra 6.900 e 7.100. Questo indica che attualmente i prezzi sono ben lontani dall'essere in gamma positività.
Il vero "pavimento" monetario si è spostato molto in basso. Il prezzo, dopo aver rotto il forte livello di put a strike 6800, è entrato di fatto in una prima area di gamma negatività. La prima area di difesa è rappresentata dall'area 6.700. Più in basso si notano accumuli pesantissimi a 6.400 e 6.275. Questo suggerisce che i grandi istituzionali si stanno proteggendo da possibili squeeze di prezzo e volatilità.
Outlook per la prossima settimana
Il sentiment rimane Strong Sell finché non recuperiamo area 6.850. Al momento i prezzi sono scesi sotto la prima importante area di supporto a strike 6800 che ha richiamato importanti azioni di ricoperture ed una prima fase di long squeeze. Da qua il mercato è entrato ufficialmente in gamma negatività.
Il supporto critico si trova a strike 6.700 e successivamente avremmo area 6650 e poi, come ultima area di eccesso, strike 6400 dove insistono oltre novemila contratti Put.
Target di recupero si trova a 6.850 e svincolerebbe le azioni di ricopertura tecniche, portando ossigeno ai prezzi e innescando il cosiddetto short squeeze.
In estrema sintesi possiamo dire che gli opzionisti stanno lavorando "assicurazioni" (Put) a prezzi molto distanti. Anche il Vix è entrato in Backwardation sulle prime tre scadenze, segno che la volatilità non ha ancora finito di correre, a conferma dei crescenti timori geopolitici.

MONEY CHART MC4: LA MAPPA DEL MERCATO PER LA SETTIMANA DEL 6 MARZO
Il grafico della Funzione di Ripartizione mostra una situazione di grande equilibrio con prezzi che si trovano esattamente nella propria area di indifferenza.
Per lunedì la partenza di mercato, se confermata sotto i 6750, sarà subito in area di gamma negatività. Da questa area potrebbero iniziare le prime azioni di ricoperture delle put nette corte di gamma che provocherebbero ulteriori affondi di prezzo sotto il peso degli ordini limite in Bid.
Put 98.351
Call 28407
Put/Call Ratio pari a 3,5 a conferma delle notevoli quantità di put a presidiare i supporti dei S&P
Fair Value e Gamma Flip: 6850
Livelli di Delta positività e rischio gamma Call con possibile Momentum rialzista per ingresso di coperture long: sopra 6900 e 7100 , con target tecnico 7100, a ridosso di Va+80, zona di ipercoperto call.
Livelli di Delta negatività e rischio gamma Put con possibile Momentum ribassista per ingresso di coperture short: sotto 6800, con estensione possibile verso 6650 e successivamente a 6400 dove insiste il più importante cumulato di put praticamente a ridosso di VA-80, zona di ipercoperto di put.

L’OCCASIONE DELLA SETTIMANA
In un contesto di forte volatilità come quello attuale, gli investitori stanno ruotando i portafogli verso i settori della difesa e dell'energia, che mostrano una resilienza superiore rispetto al resto del mercato.
Ecco due titoli rappresentativi da monitorare per la prossima settimana, scelti per la loro importanza strategica e il posizionamento tecnico attuale:
Leonardo (LDO)
Il colosso italiano della difesa è uno dei titoli più solidi nel panorama europeo, beneficiando direttamente dell'aumento della spesa militare globale e della riorganizzazione dei budget NATO. Nel 2026 ha già fatto segnare performance record con un rialzo del 17% da inizio anno e utili per azione in crescita significativa. La sua forza risiede nella diversificazione tra elettronica per la difesa, elicotteri e aeromobili, oltre a una partecipazione chiave nel programma Eurofighter. In un momento in cui l'indice S&P 500 fatica, Leonardo rappresenta un'opzione difensiva con fondamentali in espansione e target di prezzo che alcuni analisti fissano fino a 50,50€.
Lockheed Martin (LMT)
Spostandoci sul mercato statunitense, Lockheed Martin rimane il punto di riferimento assoluto come maggiore contraente della difesa al mondo. Il titolo è considerato un bene rifugio all'interno del comparto azionario grazie a un portafoglio ordini record e alla sua esposizione a sistemi missilistici avanzati, caccia stealth e programmi spaziali. Con le attuali tensioni geopolitiche, LMT beneficia dell'incremento dei flussi verso i settori della sicurezza nazionale, offrendo flussi di cassa stabili derivanti da contratti governativi a lungo termine. È attualmente una delle holding maggiori nei principali Etf sulla difesa e viene segnalato come titolo da monitorare per la sua capacità di generare valore anche in periodi di instabilità globale.