Da UBS un nuovo barriera 30%

Pierpaolo Scandurra Pierpaolo Scandurra - 18/02/2026 11:27

Cedola mensile dell’1% e barriera al 30% dei valori iniziali. Sotto la lente una recente emissione ultra-difensiva di UBS su 4 big europee.

I certificati Cash Collect con barriere molto profonde continuano a rappresentare uno degli strumenti difensivi più ricercati sul mercato, se si escludono le soluzioni a capitale protetto, che per profilo di rischio risultano più vicine alle tradizionali obbligazioni. Un indicatore chiaro di questa forte domanda è la loro scarsità sul mercato di Borsa Italiana: su oltre 11.500 certificati quotati, soltanto 38 presentano una barriera di protezione del capitale a scadenza posta al 30%. Tra questi, appena 16 sono stati emessi negli ultimi sei mesi, una rarità che li fa apparire agli occhi degli investitori quasi come dei “Gronchi Rosa” della finanza strutturata. La ragione di questa limitata disponibilità è legata alla complessità di strutturare prodotti in grado di offrire contemporaneamente un rendimento annuo intorno al 12% e una protezione efficace anche in scenari estremi, come un ribasso azionario del 70%. Si tratta di un vero e proprio esercizio di equilibrismo finanziario, in cui gli strutturatori devono bilanciare tre leve fondamentali: i dividendi dei sottostanti, a cui l’investitore rinuncia implicitamente; la volatilità implicita dei titoli inclusi nel paniere; e il livello di correlazione tra questi. La struttura opzionale di un certificato recentemente quotato a Piazza Affari da UBS sembra aver sfruttato soprattutto due di questi tre fattori. Il risultato è un prodotto capace di distribuire una cedola mensile dell’1% e, allo stesso tempo, di offrire una protezione del capitale anche in presenza di cali molto marcati dei sottostanti, come vedremo più nel dettaglio tra pochissimo.

Stiamo parlando infatti del Phoenix Memory Step Down contraddistinto dal codice ISIN DE000UQ7LKD0 e scritto su un basket worst of composto da Thyssenkrupp, Burberry, Novo Nordisk e Rheinmetall. Come anticipato, nessuno di questi titoli presenta un dividend yield significativo: Novo Nordisk è la società più “generosa” con il 3,78% distribuito annualmente agli azionisti, mentre gli altri tre titoli staccano un dividendo trascurabile; ben diverso il discorso per quanto riguarda la volatilità implicita, sostenuta per i quattro sottostanti e compresa tra il 41% di Burberry ed il 53% di Thyssenkrupp. Il prodotto prevede premi a memoria pari all’1% mensile (12% p.a.), condizionati al trigger premio posto al 45% dei rispettivi valori iniziali, durata massima pari a 4 anni (scadenza febbraio 2030) e la possibilità, a partire dalla data di osservazione del 10 agosto 2026 e per le successive date a cadenza mensile, di rimborso anticipato del valore nominale, pari a 1.000 euro, qualora tutti i titoli rilevino al di sopra del 100% dei rispettivi valori di riferimento iniziali, con il trigger autocall che decresce poi dell’1% ogni mese fino al 59% dell’ultima data di osservazione prima della scadenza.

Qualora si giunga alla data di osservazione finale dell’11 febbraio 2030 senza che sia stato richiamato anticipatamente, il prodotto rimborserà il proprio valore nominale qualora tutti i titoli non perdano più del 70% dai rispettivi valori di riferimento iniziali, in virtù della barriera capitale posta al 30% degli stessi, generando un rendimento annualizzato pari al 12,4% circa, qualora vengano pagati anche tutti i premi previsti. Al di sotto del livello barriera, il valore di rimborso del certificato verrà invece diminuito della performance negativa del titolo worst of, che verrà calcolata a partire dallo strike price. Il certificato è attualmente quotato ad un prezzo pari a circa 985 euro sul segmento Sedex di Borsa Italiana.

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Report a cura di Pierpaolo Scandurra
www.certificatiederivati.it


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