Il ribasso di materie prime energetiche e tassi rende il settore interessante in ottica di portafoglio: un’idea in certificati da Vontobel.
L’accordo raggiunto in Iran ha dato la scossa ai mercati finanziari: la tregua annunciata da Donald Trump, accompagnata dalla prospettiva di una riapertura sicura dello Stretto di Hormuz, ha fatto rapidamente rientrare il premio geopolitico accumulato nelle sedute precedenti, provocando una violenta correzione del petrolio e delle altre materie prime energetiche: i front contract di Brent e WTI hanno lasciato sul terreno fino al 15%, mentre il gas naturale europeo è sceso del 20%. Un movimento che non esaurisce i suoi effetti nel solo universo delle commodity: il raffreddamento dei prezzi energetici alleggerisce infatti una delle variabili che nelle ultime settimane avevano complicato la lettura del quadro macro, riaprendo spazio per quei settori che più direttamente risentono dell’andamento dei tassi. Tra questi, le utilities tornano naturalmente sotto osservazione: per il comparto, il rientro delle tensioni sull’energia si traduce in un duplice beneficio. Da un lato, la discesa delle commodity energetiche contribuisce ad attenuare le pressioni inflazionistiche riemerse con la crisi mediorientale; dall’altro, rende meno severo il quadro atteso per i tassi, un passaggio particolarmente rilevante per un settore che il mercato tende a leggere anche come “bond proxy”, per via della visibilità dei flussi, della componente regolata del business e della forte attenzione al rendimento da dividendo. In altre parole, se lo shock sull’energia si ridimensiona, si riduce anche uno dei fattori che nelle ultime settimane aveva reso meno favorevole il contesto per le utilities.
È proprio su questo snodo che il settore può tornare interessante in ottica di portafoglio. In una fase in cui il mercato continua a muoversi tra rotazione settoriale, incertezza macro e ricerca di maggiore selettività, le utilities possono recuperare spazio non solo per il loro tradizionale profilo difensivo, ma anche per la possibilità di beneficiare di un contesto meno ostile sul fronte dei rendimenti e dei costi energetici. Il risultato è un comparto che torna a presentare una combinazione più favorevole tra stabilità dei flussi, visibilità degli utili e sostegno valutativo, riaprendo così l’attenzione degli investitori su un segmento che nelle fasi di normalizzazione dei tassi tende spesso a riguadagnare centralità. Tra le ultime emissioni su utilities troviamo il Cash Collect Memory Step Down (ISIN: DE000VJ81Z23) emesso da Vontobel e scritto su un basket worst of composto da Rwe, Enel, Engie e Veolia. Il prodotto prevede premi a memoria pari allo 0,9% mensile (10,8% p.a.), condizionati al trigger premio posto al 60% dei rispettivi valori iniziali, durata massima pari a 2 anni e mezzo circa (scadenza settembre 2028) e la possibilità, a partire dalla data di osservazione del 18 settembre 2026 e per le successive date a cadenza mensile, di rimborso anticipato del valore nominale, pari a 100 euro, qualora tutti i titoli rilevino al di sopra del 95% dei rispettivi valori di riferimento iniziali (il trigger autocall scende poi del 1% ogni mese fino al 72% dell’ultima data di osservazione prima della scadenza).
Qualora si giunga alla data di osservazione finale del 18 settembre 2028 senza che sia stato richiamato anticipatamente, il prodotto rimborserà il proprio valore nominale qualora tutti i titoli non perdano più del 40% dai rispettivi valori di riferimento iniziali, in virtù della barriera capitale posta al 60% degli stessi, promettendo un rendimento annualizzato pari al 10,9% circa, nel caso in cui vengano pagati anche tutti i premi previsti. Al di sotto del livello barriera, il valore di rimborso del certificato verrà invece diminuito della performance negativa del titolo worst of, che verrà calcolata a partire dallo strike price.

