Dopo settimane di dubbi sulla capacità delle Big Tech di monetizzare gli enormi investimenti in AI — un tema emerso con particolare intensità nella trimestrale di Alphabet e in quella di Meta — è arrivata una risposta forte dal titolo che il mercato aspettava di più: Microsoft.
Il risultato è stato un rally esplosivo del titolo Microsoft con onda positiva estesa a tutto l’ecosistema tech. In particolare Oracle ha accelerato grazie alla combinazione tra la propria dinamica strategica (partnership rafforzata con Google Cloud) e il contagio positivo generato dai numeri di Microsoft. Alphabet ha giocato un ruolo diverso ma altrettanto importante: non protagonista del balzo istantaneo, ma beneficiario strategico di lungo periodo grazie proprio all’ampliamento della partnership tra Google Cloud e Oracle.
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Microsoft: la trimestrale che ha rimesso in ordine il mercato
Microsoft sta salendo del +23% circa dal 30 luglio ad oggi 3 agosto dopo aver pubblicato una trimestrale nettamente migliore delle attese, con due elementi che il mercato ha premiato in modo particolare:
- Ricavi cloud/Azure in crescita del +43% — Un dato eccezionale che conferma la posizione di leadership del gruppo nell’infrastruttura cloud per l’intelligenza artificiale. Azure è una delle “tre grandi piattaforme” su cui gira l’AI globale (insieme ad AWS di Amazon e Google Cloud), e vederla crescere a questi ritmi è un segnale che la domanda AI enterprise resta strutturalmente forte.
- Capex percepiti come “più gestibili del temuto” — Questo è forse il dato più significativo. Il tema dei capex AI in crescita esplosiva è diventato negli ultimi mesi il vero incubo delle Big Tech: Alphabet aveva alzato a 195-205 miliardi, Meta era arrivata a 165-169 miliardi. Il mercato temeva che anche Microsoft dovesse aggiornare i propri piani verso l’alto in modo aggressivo. Non è successo. Microsoft ha comunicato piani di capex ambiziosi ma allineati a quanto già scontato dagli analisti — non peggiori.
🚀 Il 30 luglio Microsoft stava per pubblicare la sua trimestrale più importante dell'anno. Gli algoritmi di Visual Trader Online avevano già visto il rally.
ENTER LONG a 390 dollari. Tre giorni dopo, +23% con l'esplosione post-conti.
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Oracle: la partnership Google Cloud che accende il rally
Il secondo protagonista della settimana è stato Oracle, ha registrato un +19% dal 30 luglio a una combinazione di due fattori che raramente si allineano insieme.
L'annuncio di un rafforzamento della partnership con Google Cloud, con un’estensione dei servizi che permette agli enterprise customer di usare congiuntamente i database Oracle e l’infrastruttura Google. È il classico caso in cui due colossi mettono da parte la competizione per collaborare in una nicchia in cui entrambi guadagnano: Oracle porta i propri database ai clienti Google Cloud, Google Cloud porta la propria infrastruttura AI ai clienti Oracle.
L'altro aspetto riguarda i numeri stellari di Microsoft Azure che hanno rimesso in fiducia l’intero comparto infrastruttura cloud/AI. Se un colosso come Microsoft mostra che la domanda cloud continua a crescere del 43%, significa che tutto il segmento infrastrutturale sta beneficiando dell’ondata AI enterprise. Oracle, che vive in gran parte proprio di infrastruttura e database per grandi aziende, è tra i beneficiari più diretti di questa lettura di mercato.
📈 Il rally di Oracle è stato anticipato dagli algoritmi di Visual Trader Online con un ENTER LONG il 28 luglio a 119.96 dollari. Oggi il titolo è a 138,75. Chi ha ricevuto il segnale ha visto il +19%.
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Alphabet: il pilastro strategico che vince nel lungo periodo
Alphabet merita un discorso a parte, per essere entrata di diritto nella storia del rally attraverso un canale più sofisticato: la partnership ampliata tra Google Cloud e Oracle.
Il titolo sta registrando la sesta seduta rialzista delle ultime 7, passando da 319.09 del 24 luglio a 372.42 del 3 agosto.
Il valore strategico oggi non risiede in una sola piattaforma cloud, ma nella capacità di combinarne diverse (Azure, AWS, Google Cloud) per gestire al meglio dati e workload. Alphabet emerge come pilastro nel settore tech, grazie a un ecosistema unico (Search, Cloud, YouTube, Waymo, AI Research) che pochi possono replicare nel breve termine. Recenti segnali positivi aiutano a mitigare preoccupazioni su investimenti AI e rafforzano il sentiment di mercato.
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(Redazione)
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