Rottamazione Quinquies: le novità del decreto fiscale, i debiti sanabili e chi può aderire

Benna Cicala Benna Cicala - 15/05/2026 07:20

La Rottamazione Quinquies è tornata al centro dell’attenzione con il nuovo decreto fiscale, che amplia la platea dei contribuenti e introduce importanti novità per chi vuole regolarizzare i propri debiti con il Fisco. Si tratta di una misura che consente di chiudere le pendenze con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione pagando solo la quota capitale e le spese di notifica, eliminando sanzioni e interessi. Un’occasione che molti italiani stanno valutando per alleggerire la propria posizione debitoria e ripartire con maggiore serenità.

Ma quali sono le novità introdotte dal decreto? Quali debiti rientrano nella nuova sanatoria? E chi può aderire alla Rottamazione Quinquies entro le scadenze previste? Scopriamolo insieme.

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Rottamazione Quinquies: cosa cambia con il nuovo decreto fiscale

Il decreto fiscale approvato in Senato ha introdotto una serie di modifiche che rendono la Rottamazione Quinquies più ampia e accessibile. La misura, già prevista dalla legge di Bilancio, consente di sanare i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, pagando solo la parte capitale e le spese di notifica. Il piano di pagamento può arrivare fino a 54 rate bimestrali, per una durata complessiva di circa nove anni.

La novità più rilevante riguarda l’estensione della rottamazione anche ai carichi delle Regioni e degli enti locali, comprese le multe del Codice della Strada. In questi casi, la definizione agevolata riguarda solo gli interessi e l’aggio, mentre l’importo principale della sanzione resta dovuto. Si tratta di un passo importante, perché consente ai Comuni di applicare la misura alle proprie entrate tributarie e non tributarie, come Imu, Tari e altre imposte locali.

Il decreto conferma inoltre il periodo sanabile già previsto dalla legge di Bilancio, ma amplia le tipologie di debiti che possono essere definiti. Gli enti locali, nell’ambito della loro autonomia impositiva, potranno deliberare l’adesione alla rottamazione per i carichi affidati alla riscossione nel periodo indicato, con pagamenti dilazionabili fino al 31 gennaio 2027. In caso di rateizzazione, si applica un tasso fisso del 3% annuo sugli interessi.

Un’altra novità riguarda la tolleranza di cinque giorni per il pagamento dell’unica rata o dell’ultima rata del piano. Chi paga entro cinque giorni dalla scadenza non perde il beneficio, mentre il ritardo superiore comporta la decadenza dalla definizione agevolata. Una misura che offre maggiore flessibilità ai contribuenti, evitando che piccoli ritardi compromettano l’intera procedura.

Quali debiti si possono rottamare con la Rottamazione Quinquies

La nuova Rottamazione Quinquies consente di estinguere i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023, senza pagare sanzioni, interessi o aggio. Rientrano nella sanatoria i tributi locali come Imu, Tari, Tasi, e le multe comunali, oltre alle somme dovute per violazioni amministrative. Restano esclusi, come nelle precedenti edizioni, i debiti derivanti da sentenze della Corte dei Conti.

Per le multe stradali, la definizione agevolata riguarda solo gli interessi e le somme aggiuntive maturate nel tempo, mentre l’importo principale della sanzione resta dovuto. In questo modo, i cittadini potranno chiudere le proprie pendenze con un risparmio significativo, soprattutto per le cartelle più datate.

Ogni Comune dovrà pubblicare la delibera di adesione entro il 30 giugno 2026, rendendo nota la possibilità di aderire alla misura. Dal 15 settembre 2026, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione metterà a disposizione nell’area riservata del proprio sito i dati relativi ai carichi definibili. I contribuenti potranno presentare la domanda online entro il 31 ottobre 2026, scegliendo se pagare in un’unica soluzione o in 54 rate bimestrali di pari importo.

Il pagamento in unica soluzione dovrà essere effettuato entro il 31 gennaio 2027, mentre per chi opta per la rateizzazione il piano si estenderà fino al 2035. Ogni rata dovrà essere di almeno 100 euro, e il mancato pagamento della prima o di due rate, anche non consecutive, comporterà la perdita del beneficio.

Chi può aderire alla Rottamazione Quinquies e chi resta escluso

La Rottamazione Quinquies è aperta a tutti i contribuenti con debiti affidati alla riscossione nel periodo indicato, inclusi coloro che sono decaduti dalle precedenti definizioni agevolate. Chi non è riuscito a rispettare le scadenze della Rottamazione Quater o della riammissione alla Quater potrà quindi ripresentare domanda e beneficiare della nuova sanatoria.

Restano invece esclusi i debiti già inseriti nelle precedenti rottamazioni e regolarmente pagati entro il 30 settembre 2025. In questi casi, non è possibile richiedere ulteriori agevolazioni. La normativa stabilisce inoltre che la rottamazione perda efficacia in caso di mancato o insufficiente pagamento della prima rata o di due rate successive. In tal caso, riprendono le attività di recupero da parte dell’agente della riscossione, e le somme già versate vengono considerate acconti sul debito complessivo.

La misura, pur non priva di critiche da parte delle opposizioni, rappresenta una nuova opportunità per chi vuole regolarizzare la propria posizione fiscale. Secondo il sottosegretario all’Economia Maurizio Leo, la Rottamazione Quinquies punta a favorire la compliance e a ridurre il peso delle cartelle esattoriali che gravano su famiglie e imprese. Un’occasione che, se sfruttata correttamente, può alleggerire il carico fiscale e chiudere definitivamente vecchie pendenze.

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