tempo di 730 per i pensionati, e anche di rimborsi IPREF.
Come ogni anno, una volta presentata la Dichiarazione dei Redditi, è possibile ritrovarsi nel proprio cedolino previdenziale dei crediti fiscali.
Questo però non vale per tutti. Alcuni potrebbero trovarsi in una situazione di credito e ricevere quindi un accredito; altri invece potrebbero dover fare i conti con un conguaglio a debito, o peggio.
Ecco cosa sapere sui rimborsi IRPEF: come funzionano, quali sono i requisiti e quando arrivano.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Radio UCI APS.
Come funzionano i rimborsi IRPEF nel cedolino della pensione
Sostanzialmente, i rimborsi IRPEF spettano ai contribuenti che nel 2025 hanno versato imposte in misura superiore rispetto a quanto effettivamente dovuto.
Per i pensionati, il rimborso viene generalmente accreditato direttamente nel cedolino della pensione, attraverso un adeguamento positivo che arriva di solito tra agosto e dicembre.
Ma questo succede solo quando si dispone di un sostituto d'imposta, come l'INPS.
Diversa è invece la situazione dei contribuenti che non dispongono di un sostituto d'imposta. In questi casi il rimborso non viene erogato tramite pensione, ma direttamente dall'Agenzia delle Entrate.
Quali sono i requisiti per avere i rimborsi
Per poter beneficiare dell'eventuale rimborso basta solo presentare la dichiarazione dei redditi entro la scadenza ordinaria (30 settembre 2026).
Con l'invio del modello 730 viene ricalcolata l'intera posizione fiscale del contribuente, e da essa può emergere: una posizione a credito (quando le imposte versate risultano superiori a quelle effettivamente dovute); oppure una a debito (quando invece le trattenute effettuate durante l'anno sono state inferiori all'importo realmente dovuto al Fisco).
Insomma, nel primo caso il contribuente ha diritto a ricevere il rimborso della differenza. Nel secondo, invece, dovrà restituire le somme mancanti attraverso le trattenute previste dal conguaglio fiscale.
Quando arrivano nel proprio cedolino di pensione
Seppur vero che il termine ultimo per presentare il Modello 730 sia il 30 settembre, se si vuole beneficiare dei rimborsi IRPEF quanto prima è bene inviare la Dichiarazione già da oggi.
Le tempistiche di accredito dipendono infatti dalla data di trasmissione del modello 730:
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se si riusciti a inviare la Dichiarazione entro il 31 maggio 2026, il rimborso arriverà nel cedolino di agosto;
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se l'invio avviene tra il 1 e il 20 giugno, l'accredito arriverà nel cedolino di settembre;
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se la trasmissione avviene tra il 21 giugno e il 15 luglio, il rimborso arriverà nel cedolino di ottobre.
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se si invia il Modello 730 tra il 16 luglio e il 31 agosto, l'accredito arriverà nel cedolino di novembre;
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se la Dichiarazione viene invece inviata dal 1 al 30 settembre, il rimborso arriverà nel cedolino di dicembre.

Quando vengono sospesi i rimborsi IRPEF
Concludiamo con una piccola precisazione: non tutti i rimborsi vengono liquidati immediatamente. In determinate circostanze, infatti, l'Agenzia delle Entrate può avviare controlli preventivi prima di autorizzare il pagamento delle somme spettanti.
Questo capita ad esempio quando i rimborsi risultano superiori a 4 mila euro, oppure se sono state individuate incongruenze nei dati fiscali, oppure modifiche rilevanti rispetto alla dichiarazione precompilata che incidono su reddito o imposta, e così anomalie segnalate da enti esterni o elementi considerati "a rischio?.
Proprio per questo motivo è fondamentale compilare la dichiarazione con attenzione, eventualmente affidandosi a un professionista qualificato, a un CAF o a un Patronato.
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