Come ogni anno, i trattamenti previdenziali e assistenziali subiscono un importante aggiornamento, e nel caso dell'assegno sociale riguarderà sia l'importo mensile fisso, sia i requisiti previsti per l'accesso.
Ma non solo: vediamo cosa cambierà a partire dal 1 gennaio 2027, e chi potrebbe rimanere a bocca asciutta.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Pianeta Pensioni.
Di quanto aumenterà l'assegno sociale nel 2027
Iniziamo prima con le buone notizie. Al pari della pensione ordinaria, anche l'assegno sociale aumenterà di qualche euro il prossimo anno.
Di quanto? Ancora non si sa, almeno a livello ufficiale: solo tra ottobre e novembre sarà possibile sapere con certezza quale sarà la percentuale di rivalutazione che verrà applicata sui ratei, con la pubblicazione del consueto decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Da mesi si sta seguendo l'andamento dell'inflazione e le varie previsioni. E le ultime stime parlano di un possibile incremento del 2,8%. Il che significa che la somma mensile passerebbe dagli attuali 546,26 euro a una cifra stimata intorno ai 561,53 euro.
Si tratterebbe di un aumento nell'ordine dei 15 euro mensili, una variazione contenuta se raffrontata con le proiezioni relative alle pensioni ordinarie.
Bisogna inoltre considerare che l'importo massimo non viene erogato indistintamente a tutti i beneficiari. Ma appunto in base all'ammontare del reddito.
Proprio sui limiti di reddito ci sono ulteriori novità.
Salgono i limiti di reddito per l'assegno sociale nel 2027
Passiamo ora alle note dolenti. Parallelamente all'incremento dell'assegno mensile per via dell'inflazione, anche le soglie reddituali per l'accesso subiranno un rialzo dal 1 gennaio 2027.
Prendendo come riferimento la stima sopramenzionata di 561,53 euro, moltiplicati per tredici mensilità, il limite reddituale annuo massimo ammonterebbe a circa 7.300 euro.
Questo però vale solo nel caso del beneficiario non coniugato. Per i soggetti coniugati invece, applicando sempre la medesima simulazione sul nuovo importo, il limite di reddito complessivo potrebbe attestarsi intorno ai 14.600 euro all'anno.
Bene precisare che, a differenza di altre prestazioni, l'assegno sociale viene erogato in misura parziale se il reddito risulta inferiore alla soglia prevista; se invece viene superato il limite, scatta il taglio totale della percezione.
Come precisa l'INPS, l'unico modo per avere l'importo totale è:
?
non possedere alcun reddito, nel caso dei soggetti non coniugati;
?
avere un reddito coniugale inferiore all?importo totale annuo dell'assegno sociale, nel caso dei soggetti coniugati.

Novità anche per i requisiti anagrafici
Oltre a importi e limiti reddituali, ci sono novità anche sul fronte dell'età anagrafica richiesta.
A meno di interventi contrari nella prossima Legge di Bilancio, il requisito di età per accedere all'assegno sociale potrebbe passare dagli attuali 67 anni a 67 anni e un mese.
Appunto un mese in più, in sintonia con l'adeguamento alla speranza di vita già previsto per le pensioni di vecchiaia e anticipate.
Tutto ciò non significa solo avere un requisito più alto. Per coloro che maturano l'età minima proprio nei mesi a ridosso del cambiamento, questo comporta anche uno slittamento dei tempi di accesso alla misura.
Ricordiamo che il perfezionamento del requisito anagrafico non determina l'erogazione immediata della somma nel medesimo mese: l'assegno sociale decorre infatti dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda.
Pertanto, la combinazione del nuovo requisito con le tempistiche di decorrenza può determinare lo slittamento o il rinvio di una mensilità rispetto ai tempi previsti dalla precedente disciplina.
Insomma, non si prospetta un buon anno per i (futuri) percettori di assegno sociale.