Bonus mamme, ora si possono correggere le domande: al via la funzione INPS per il riesame

Niccolò Mencucci Niccolò Mencucci - 27/04/2026 10:15

Bonus mamme, ora si possono correggere le domande: al via la funzione INPS per il riesame

Novità dall?INPS per le lavoratrici che hanno presentato domanda per il cosiddetto bonus mamme.

Con il messaggio n. 1187 del 2 aprile 2026, l?ente previdenziale ha annunciato il rilascio della nuova funzionalità "Chiedi riesame?, per il riesame delle domande relative all?incentivo destinato alle madri lavoratrici con figli.

Una soluzione conveniente per tutte coloro che si ritrovano con la domanda non accolta al primo invio.

Vediamo meglio come funziona, e come richiedere il riesame con questo nuovo strumento.

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Business Online.

Come funziona la novità INPS per il riesame della domanda

Stando a quanto comunicato dall?INPS, le richiedenti del bonus mamme possono ora utilizzare la nuova funzionalità "Chiedi riesame? per presentare il riesame della propria domanda.

Grazie a questa funzione, ora è possibile correggere i dati in caso di errore, aggiungere nuovi rapporti di lavoro, nonché modificare, visualizzare o cancellare quelli inseriti in precedenza "esclusivamente per i mesi indicati nella domanda per i quali la richiesta del bonus non è stata accolta", si legge nella nota.

Una bella novità per le mamme che vogliono accedere al famoso incentivo, rinnovato anche quest'anno dal Governo Meloni: un sostegno economico pari a 60 euro mensili, fino a un massimo di 12 mensilità, calcolato sui periodi di attività lavorativa dell?anno e corrisposto in un?unica soluzione alle madri lavoratrici con almeno due figli.

Come richiedere il riesame della domanda per il bonus mamme

Nel dettaglio, la nuova funzionalità può essere utilizzata quando la richiesta risulta:

  • ?

    "Respinta?, caso in cui è possibile chiedere il riesame dell?intera domanda;

  • ?

    "Accolta?, "Erogazione in corso? o "Conclusa?, casi in cui il riesame può essere richiesto esclusivamente per i mesi indicati nella domanda per cui il bonus non è stato riconosciuto, configurando quindi un accoglimento solo parziale.

Attenzione: è consentito presentare una sola richiesta di riesame per i mesi per i quali il bonus non è stato riconosciuto.

Per completare la procedura di riesame è necessario inserire una motivazione dettagliata della richiesta e allegare eventuale documentazione a supporto. Nella motivazione è inoltre possibile segnalare eventuali errori relativi ai dati anagrafici dei figli indicati nella domanda.

Nota dell'INPS: la domanda di riesame deve essere presentata "entro 30 giorni dalla data di ricezione del provvedimento di diniego o di accoglimento parziale della domanda o dalla data di pubblicazione del presente messaggio se successiva alla data di ricezione del provvedimento".

Le domande e le richieste di riesame sono consultabili sul portale istituzionale, seguendo il percorso: "Sostegni, Sussidi e Indennità? > "Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità? > "Per genitori? > "Vedi tutti i servizi? > "Nuovo Bonus mamme?.

Nel provvedimento di accoglimento, consultabile nella sezione "Ricevute e provvedimenti? della domanda, è possibile visualizzare l?esito per ciascun mese richiesto, insieme alle relative motivazioni.

I requisiti per avere l'incentivo

Piccolo sunto dei principali requisiti del bonus.

L'incentivo è destinato alle lavoratrici con almeno due figli, a condizione che il più piccolo abbia meno di dieci anni, oppure alle madri con tre o più figli, purché il minore sia ancora minorenne.

Il beneficio riguarda sia le lavoratrici dipendenti, pubbliche e private, sia le lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, comprese le casse professionali.

Nel caso delle lavoratrici dipendenti, l?incentivo viene riconosciuto esclusivamente per i mesi in cui il rapporto di lavoro risulta attivo. Per le lavoratrici autonome, invece, il requisito è legato al periodo di effettiva iscrizione alla propria cassa previdenziale.

Un ulteriore criterio riguarda il reddito: la somma dei compensi da lavoro percepiti nel 2025 non deve superare i 40 mila euro complessivi.

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