Con l'estate che si preannuncia particolarmente torrida, sempre più persone corrono ai ripari installando tapparelle, ventilatori o altri elettrodomestici che garantiscano un po' di refrigerio.
Tutti interventi costosi, che però possono essere compensati grazie a questi bonus, disponibili anche quest'anno per tutti i contribuenti.
Vediamo bene quali sono, quanto si può risparmiare e come richiederli.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Window Blog.
Dal bonus tapparelle a quello per i ventilatori: tutte le agevolazioni contro il caldo
Tra gli incentivi disponibili c'è quello impropriamente chiamato "bonus tapparelle", relativo a interventi come la sostituzione delle vecchie serrande, l'installazione di nuove tapparelle oppure il montaggio di scuri e persiane.
Come agevolazione rientra tra quelle previste dall'Ecobonus, che infatti è destinato ai lavori di efficientamento energetico degli immobili, come appunto l'installazione delle cosiddette "schermature solari", categoria così come indicata nel D. Legs 311/2006, nella quale possono rientrare le tapparelle.
Altra agevolazione che si può richiedere è quella relativa ai ventilatori, anche in questo caso legata a doppio filo con una detrazione fiscale: quella del bonus mobili.
Il bonus, infatti, non riguarda esclusivamente grandi elettrodomestici come frigoriferi e lavatrici, ma comprende anche altre categorie di apparecchi, appunto i ventilatori elettrici, come si legge nella nuova guida dell'Agenzia delle Entrate.
Sempre nell'ambito di queste agevolazioni è inoltre possibile beneficiare del bonus condizionatori, per coprire parte delle spese sostenute per l'installazione di climatizzatori all'interno dell'immobile.

A quanto ammonta il risparmio con questi bonus
Se si richiede il bonus tapparelle con l'Ecobonus, è possibile ottenere una detrazione del 50% sulle spese per gli interventi, ma solo se effettuati sull'abitazione principale; di contro, la percentuale scende al 36% nel caso di immobili diversi dalla prima casa.
A prescindere, per gli interventi relativi alle schermature solari il limite massimo di spesa agevolabile è pari a 60.000 euro per unità immobiliare. Ciò significa che il beneficio fiscale massimo può arrivare a 30.000 euro nel caso di detrazione al 50%, mentre scende a 21.600 euro qualora si applichi l'aliquota del 36%.
Attenzione, però: queste aliquote sono valide fino al 2026. Per le spese sostenute nel 2027, invece, la detrazione sarà pari al 36% nel caso degli interventi effettuati sull'abitazione principale, e del 30% per tutti gli altri immobili.
Per quanto riguarda invece ventilatori e condizionatori acquistati tramite il bonus mobili, la detrazione è pari al 50% della spesa, calcolata su un tetto massimo di 5.000 euro per unità immobiliare.
Come richiedere questi bonus
Trattandosi di detrazioni fiscali, sia l'Ecobonus sia il bonus mobili devono essere indicati direttamente nella Dichiarazione dei Redditi, attraverso il Modello 730 oppure il Modello Redditi Persone Fisiche.
fondamentale che tutti i pagamenti relativi agli interventi vengano effettuati tramite bonifico bancario o postale, conservando con attenzione tutta la documentazione. Fatture, ricevute e attestazioni potranno infatti essere richieste dall'Agenzia in caso di controlli.
Concludiamo con una piccola nota sul bonus mobili: ricordiamo che per ottenere la detrazione sull'acquisto dei ventilatori e degli altri elettrodomestici è necessario che sia stato effettuato un intervento di ristrutturazione edilizia.
Inoltre, come spiega Repubblica, se i lavori sono già stati eseguiti nel 2025 e il bonus mobili è stato utilizzato senza però raggiungere il limite massimo di 5.000 euro, è possibile sfruttare la quota residua per ottenere la detrazione anche quest'anno.
Chi, invece, deve ancora avviare gli interventi deve prestare particolare attenzione a una regola essenziale: i lavori devono iniziare prima dell'acquisto dei beni agevolati.
Non è necessario che l'intervento edilizio sia già concluso, ma è indispensabile che la data di inizio dei lavori sia precedente a quella di acquisto dei mobili e degli elettrodomestici.