Sembra di essere tornati nel 2022 a giudicare dai prezzi alla pompa: ben 2 euro (e oltre) per benzina e diesel.
Non a caso, già allora con cifre del genere il Governo Draghi era intervenuto con vari incentivi per alleggerire l'impatto del caro carburanti.
Tra cui un bonus benzina, un contributo che proprio l'attuale Governo starebbe valutando assieme ad altre misure per lavoratori dipendenti, autonomi e anche famiglie fragili.
Vediamo tutte le soluzioni al vaglio.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Bonus e Pagamenti.
Governo studia un bonus benzina contro il caro carburanti
L'idea sarebbe appunto una riedizione del bonus Draghi del 2022, in cui erano le imprese a erogarlo ai propri dipendenti sotto forma di buono carburante.
Oggi al vaglio dell'Esecutivo, secondo il Corriere della Sera, sarebbe un contributo completamente esentasse per il lavoratore e interamente deducibile per l'azienda, la quale lo erogherebbe come fringe benefit a partire dall?autunno.
Essendo però un fringe benefit, il vantaggio sarebbe per lo più fiscale da parte del dipendente, visto che il bonus non concorrerebbe a formare il reddito.
C'è da dire però che il valore netto del bonus (così come impostato) dipenderà da quanto welfare il dipendente avrà già ricevuto nell?anno. Perché se venisse superata la soglia limite prevista dalla normativa, salterebbe il benefit fiscale.
comunque un'ipotesi. Tra l'altro, non è nemmeno chiaro per ora se le aziende sarebbero semplicemente autorizzate a concedere il bonus oppure se verrebbe introdotto un meccanismo più vincolante. Anche l'importo definitivo resta da stabilire.
Novità in arrivo anche per autonomi, partite IVA e famiglie fragili
Dal momento che il sistema dei fringe benefit è riservato ai dipendenti, con questa mossa il Governo rischia di lasciare indietro tutti i lavoratori autonomi o con partita IVA.
Per tutelare anche queste categorie, sarebbe allo studio o una deduzione o una detrazione straordinaria sulle spese sostenute per l'acquisto di carburante.
Per lavoratori autonomi e professionisti sarebbe così possibile recuperare parte delle spese, sebbene solo in sede di dichiarazione dei redditi e secondo le soglie e i requisiti stabiliti dalla normativa.
Rimane tuttavia da sciogliere il nodo relativo alla separazione tra l'uso del veicolo per ragioni strettamente professionali e quello per esigenze private, così da individuare con esattezza le spese ammissibili allo sconto fiscale.
Infine, dopo dipendenti e autonomi, anche per le famiglie fragili ci sarebbe in ballo qualche bonus: secondo il Corsera, si tratterebbe di un rimborso carburanti sulla Social card. Ma solo per coloro che hanno un ISEE molto basso, fino a 15mila euro.

Quando arriveranno i bonus, e cosa è disponibile ora contro il caro carburante?
Trattandosi di proposte ancora in fase di dibattito, tutto è ancora possibile; e tutto potrebbe cambiare.
Potrebbero essere introdotti ad esempio nuovi importi e nuove disposizioni per l'erogazione dei sostegni da parte delle imprese.
Potrebbero decidere di optare più per una detrazione che per una deduzione nel caso del bonus per gli autonomi, o viceversa.
In attesa che questi dubbi vengano sciolti, toccherà accontentarsi del taglio temporaneo adottato dal Governo sul prezzo finale al distributore.
La riduzione delle accise sul gasolio è stata infatti prorogata fino al 5 settembre, per uno sconto complessivo di circa 17 centesimi al litro.
Una soluzione ricordiamo tampone, che già di suo comporta un costo importante per le casse dello Stato. Proprio su questo aspetto dovrà lavorare l'Esecutivo anche in merito a queste soluzioni proposte.