Forse nel 2027 non ci ritroveremo l'Ecobonus al 50% o al 36%.
Secondo alcune indiscrezioni, l'Esecutivo Meloni starebbe valutando la possibilità di portare l'aliquota dell'agevolazione fino al 65%, così da garantire un risparmio maggiore ai contribuenti.
Ma è fattibile un'operazione del genere? Facciamo il punto della situazione.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Diagnosi Energetica.
Ecobonus di nuovo al 65%: il Governo ci prova
Non un nuovo incentivo per il momento, bensì il ripristino dell'Ecobonus al 65% per le abitazioni principali.
Sarebbe questa l'ipotesi su cui sta lavorando il Governo, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore.
Un ritorno alle origini per un'agevolazione che, come tante altre, si ritrova quest'anno con due aliquote: quella al 50% per le case principali e al 36% per le seconde. Due percentuali che hanno comportato un minor risparmio fiscale per tutti quei contribuenti impegnati in lavori di efficientamento energetico.
Riportare l'aliquota al 65% per le riqualificazioni energetiche andrebbe infatti incontro a tutti coloro che hanno in cantiere interventi onerosi quali: sostituzione di infissi, installazione di cappotti termici e coibentazioni, pompe di calore, sistemi ibridi, schermature solari, solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria e tanto altro.
L'essenziale è che siano interventi sulla casa principale: per gli immobili diversi dall'abitazione principale rimarrebbe invece confermata la detrazione al 36%.

Il nodo delle risorse per l'agevolazione
Non sarà comunque una passeggiata far approvare una misura del genere.
Sulla base delle stime preliminari pubblicate da Il Sole 24 Ore, un incremento di 15 punti percentuali dell'aliquota principale genererebbe un impatto finanziario stimato nell'ordine di mezzo miliardo di euro.
E queste sono "stime preliminari": la spesa effettiva potrà essere quantificata con certezza soltanto quando verranno stabiliti con esattezza i requisiti dei beneficiari e l'elenco delle opere ammesse.
Per il momento, possiamo solo fare delle congetture in merito.
Ad esempio, vista la nuova "flessibilità" da parte dei burocrati di Bruxelles per quanto riguarda investimenti e agevolazioni specifiche per rendere le case a zero emissioni, il Governo potrebbe cogliere la balla al balzo per correggere l'impostazione degli incentivi, mantenendosi comunque a debita distanza dagli eccessi della stagione delle maxi-agevolazioni.
Obiettivo dell'Esecutivo sarebbe infatti di orientare le risorse economiche sui lavori edilizi in grado di tagliare in modo effettivo i consumi degli edifici, senza ovviamente intaccare l'attuale piano di ridimensionamento delle agevolazioni edilizie.
Quali alternative per il 2027
A prescindere i contribuenti non resteranno senza bonus e agevolazioni per ristrutturazioni ed efficientamenti energetici.
Anche negli anni a venire continueranno a essere disponibili altri incentivi al di fuori dell'Ecobonus, tra cui il Bonus Ristrutturazioni e il Sismabonus.
Non c'è però da aspettarsi chissà quale risparmio fiscale. Senza modifiche o proroghe, già dal prossimo anno le due aliquote passeranno: dal 50% al 36% per le abitazioni principali e dal 36% al 30% per le altre.
Tutto però può cambiare in sede di Legge di Bilancio, visto che da tempo il Governo sta cercando di rinnovare l'attuale assetto.
In alternativa, rimane sempre accessibile il Conto Termico, che consente di ottenere un contributo a copertura fino al 65% delle spese sostenute, con percentuali definite in base al tipo di lavoro eseguito e alla categoria del richiedente.