Partire subito con la previdenza complementare già alla nascita, grazie anche a un fondo pensione aperto dallo Stato del valore iniziale di 1.000 euro.
Sarebbe questa la proposta attualmente al vaglio del Governo e sostenuta dall'INPS, che mira a garantire a ogni neonato una base economica capace di crescere con il tempo.
Anzi, un vero e proprio tesoretto, ideale per prevenire le difficoltà pensionistiche che molti lavoratori di oggi rischiano di dover affrontare.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Pietro Michelangeli.
Tutto quello che sappiamo del fondo pensione da 1000 euro fin dalla nascita
Ulteriori dettagli in merito a questa novità previdenziale sono stati resi noti durante l'evento "A tua difesa. Verso la finanziaria 2027" dal presidente dell'INPS Gabriele Fava.
In tale occasione, ha rilanciato l'idea di un "Libretto di risparmio" individuale, aperto subito dopo la nascita e alimentato con continuità dallo Stato.
Stando a quanto riportato da Repubblica, il modello ipotizzato prevede un versamento pubblico di almeno 1.000 euro all'anno per ciascun bambino, rinnovato costantemente fino al suo ingresso nel mondo del lavoro.
Un'idea che, stando al Corriere della Sera, ha trovato un'apertura esplicita anche da parte della ministra del Lavoro, Marina Calderone.
Durante il Question Time alla Camera dei Deputati, la titolare del dicastero ha confermato l'interesse dell'Esecutivo a tale soluzione: "il libretto previdenziale per i nuovi nati rappresenta una delle opzioni che il governo sta valutando per rafforzare ulteriormente la protezione previdenziale delle nuove generazioni".
Tra l'altro, la misura non sarebbe nemmeno troppo onerosa. Considerando una media stimata di circa 355 mila nuovi nati all'anno, l'investimento iniziale per la prima generazione coinvolta sarebbe di circa 355 milioni di euro all'anno.
Cosa cambierebbe per il (futuro) lavoratore
Nelle intenzioni dei promotori, questa soluzione non vuole sostituirsi al sistema pensionistico pubblico tradizionale, quanto piuttosto affiancarlo e rafforzarlo, alla stregua di altre misure introdotte.
Il Libretto funzionerebbe come una base di partenza a carico dello Stato, a cui genitori e nonni potrebbero aggiungere liberamente contributi volontari, lasciando poi la palla agli stessi beneficiari una volta raggiunta l'età per il lavoro.
In questo modo si sfrutterebbe la forza del tempo e della capitalizzazione composta fin dai primi mesi di vita per maturare un ulteriore montante contributivo che andrebbe a sostenere quello pubblico o privato.
Si limiterebbe così il rischio di ritrovarsi alla fine con una pensione povera a causa di carriere discontinue o stipendi bassi, due dei principali crucci dell'odierna generazione di lavoratori.
C'è da dire però che, comunque vada, tutto dipenderà anche dal modo in cui saranno gestiti i soldi.

Quanto si potrebbe ottenere in più nella propria pensione
Ancora non è chiaro se il fondo opererà secondo i criteri del sistema pubblico o se le risorse verranno investite nei mercati finanziari.
Se dovesse prevalere quest'ultimo scenario, i rendimenti annui accumulati su un arco temporale così lungo potrebbero a cifre rilevanti anche con un profilo prudente.
Ipotizziamo un versamento costante (Stato + famiglia e/o lavoratore) di 1.000 euro all'anno per 67 anni, dunque un capitale totale versato di 67.000 euro.
Con una gestione prudente (rendimento medio annuo del 2%), si arriverebbe a un capitale finale di circa 137 mila euro. Con una bilanciata (rendimento del 4%), invece, il capitale potenziale salirebbe a circa 315 mila euro. Mentre con una prevalentemente azionaria (rendimento del 6%), si potrebbe toccare una dote complessiva di quasi 800 mila euro.
Tradotto in pensione mensile (lorda), si andrebbe da una minima di 550 euro al mese nello scenario prudente, 1.200 euro nello scenario bilanciato e fino a 3.200 euro al mese nel profilo azionario.
Se invece la gestione dovesse rimanere agganciata esclusivamente agli attuali coefficienti, i rendimenti resterebbero più vicini al profilo prudente (tra l'1,5% e il 2%), generando un capitale accumulato compreso tra i 120 e i 130 mila euro complessivi.