Fondo pensione fin dalla nascita, la nuova idea del Governo: cosa sappiamo

Niccolò Mencucci Niccolò Mencucci - 26/08/2026 10:15

Fondo pensione fin dalla nascita, la nuova idea del Governo: cosa sappiamo

Un nuovo fondo pensione non per i lavoratori, bensì per chi è appena nato.

Sarebbe questa l'ultima proposta al vaglio del Governo Meloni in materia previdenziale, che punta a mitigare le difficoltà che nei prossimi decenni si troveranno ad affrontare sia le persone che hanno iniziato a lavorare di recente, sia le generazioni future.

Ecco cosa sappiamo.

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Pietro Michelangeli.

Tutto quello che sappiamo sul fondo pensione fin dalla nascita

Ad annunciare l'ultima novità in materia di pensioni è stata la ministra del Lavoro Marina Calderone, che in una intervista al Corriere della Sera ha dichiarato che l'Esecutivo sta valutando con attenzione la fattibilità di questo particolare fondo previdenziale.

In particolare, la proposta prevede la creazione di un "fondo previdenziale alla nascita", che sia aperto per ogni nuovo nato con un piccolo contributo iniziale versato dallo Stato "e poi alimentato volontariamente da genitori e familiari e infine dal beneficiario stesso quando cominci a lavorare".

Questo fondo, secondo quanto precisato dalla titolare del ministero, rimarrebbe sotto la vigilanza della COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), mentre la gestione operativa sarebbe a capo all'INPS.

A tal riguardo, lo stesso presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, Gabriele Fava, ha dichiarato di essere molto felice che la ministra abbia accolto positivamente la sua proposta di un "terzo pilastro" per la previdenza sociale.

E che abbia "addirittura confermato il fatto che l'INPS può essere il soggetto attuatore di questo terzo pilastro e soggetto gestore".

Perché la necessità di un fondo per i nuovi nati

In primis per via della crisi demografica che sta attraversando l'Italia, talmente grave che, stando ai dati dell'OCSE, entro il 2050 si rischia di raggiungere un rapporto di uno a uno tra lavoratori attivi e pensionati.

La stessa ministra Calderone ha chiarito che il progetto nasce proprio dal timore che il calo delle nascite possa compromettere "la tenuta della previdenza obbligatoria fondata sul sistema a ripartizione", e dunque il futuro degli odierni lavoratori.

Per quanto riguarda i tempi di attuazione e i prossimi passaggi operativi, il presidente dell'INPS ha precisato che l'iniziativa deve muovere i primi passi su impulso del Governo: "ne parleremo con il governo perché deve partire innanzitutto dal governo, la mia proposta ad oggi è stata raccolta positivamente, ci lavoreremo insieme presto".

I vantaggi e gli svantaggi di un fondo per i nuovi nati

Prendendo a riferimento quanto trapelato finora, la proposta del Governo per i nuovi nati non è affatto malvagia.

Intanto perché aprire una posizione previdenziale a zero anni significa dare al capitale un orizzonte temporale lunghissimo (60-70 anni), in cui anche piccoli contributi iniziali o versamenti modesti (tipo 20 euro al mese) possono crescere enormemente nel tempo.

Inoltre, il fondo potrebbe rappresentare un paracadute fondamentale quando il giovane entrerà nel mercato del lavoro, garantendogli una base di partenza solida in un sistema dove le pensioni pubbliche sono già oggi (e sicuramente domani) interamente contributive e dunque con importi più bassi.

Detto ciò, però, non mancano gli svantaggi. Ad esempio, la possibile disparità finanziaria: così disposto, il successo del fondo dipenderebbe molto dalla disponibilità economica della famiglia d'origine, con il rischio per i meno abbienti di rimanere legato al solo versamento simbolico dello Stato.

Inoltre, il fondo integrativo aiuta il singolo sul piano del risparmio privato, ma non risolve alla radice la causa principale della crisi, ovvero il calo demografico e le difficoltà strutturali del mercato del lavoro giovanile.

Insomma, come soluzione non è cattiva, ma dovrà essere ben elaborata nelle prossime settimane (o mesi) per evitare contraccolpi.

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