Pensione anticipata, verso Quota 43 entro il 2028: quanti contributi serviranno in futuro

Niccolò Mencucci Niccolò Mencucci - 31/03/2026 10:15

Pensione anticipata, verso Quota 43 entro il 2028: quanti contributi serviranno in futuro

Quota 43 diventerà la soglia standard per la pensione anticipata a partire dal 2028, salvo eventuali cambiamenti da parte del Governo.

A causa del meccanismo di adeguamento alla speranza di vita, nei prossimi anni i requisiti per lasciare il lavoro saranno sempre più stringenti.

Al punto che la stessa pensione anticipata arriverà a quota 43 per via dell?aumento della quota contributiva richiesta.

Non si tratta però solo della pensione anticipata: anche altri tipi di pensione dovranno fare i conti con requisiti più severi. Vediamo quindi quali saranno, nei prossimi anni, i contributi necessari per andare in pensione.

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di La tua Pensione.

Pensione anticipata, verso Quota 43 entro il 2028

Si sperava in questi anni nell?introduzione di nuove forme di flessibilità per lasciare il lavoro, o addirittura in un abbassamento dell?età pensionabile.

E invece c'è stata la piena attuazione della legge Fornero, senza dunque riuscire a fermare l?adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita. Un adeguamento che segna la fine della pensione anticipata così come prevista oggi.

Se quest'anno per uscire con la pensione anticipata occorrono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, nel 2027 servirà rispettivamente un mese in più e nel 2028 altri due, portando così la soglia a Quota 43 per gli uomini e a circa Quota 42 per le donne.

Praticamente più del doppio di quanto previsto per la pensione di Vecchiaia, anche se in questo caso il vincolo principale è di tipo anagrafico. Tra l'altro, pure questo requisito subirà un incremento: dagli attuali 67 anni si passerà a 67 anni e 1 mese nel 2027 e 67 anni e 3 mesi nel 2028.

E non è l?unica misura a subire l?aumento dei requisiti: diverse altre soluzioni previdenziali cambieranno nei prossimi anni.

Pensione anticipata, quanti contributi serviranno in futuro

Altra misura destinata a subire l?incremento dei requisiti è Quota 41, l?opzione di pensionamento anticipato riservata ai lavoratori precoci, ossia coloro che entro i 19 anni di età avevano già maturato almeno 12 mesi di contributi.

Chi oggi si trova in condizioni di disoccupazione, invalidità, o svolge il ruolo di caregiver o ha lavorato per anni in mansioni gravose o usuranti, potrà accedere anche quest'anno a Quota 41 una volta raggiunti i 41 anni di contributi, indipendentemente dall?età anagrafica.

Ma solo quest'anno. Pure Quota 41 sarà soggetta all?adeguamento dei requisiti alla speranza di vita, con un aumento di 1 mese nel 2027 e 2 mesi nel 2028.

E tanto per complicare ulteriormente l?accesso, ricordiamo che chi intende usufruire di questa opzione dovrà aver versato almeno un contributo settimanale prima del 31 dicembre 1995.

Una condizione che porterà questa misura a scomparire gradualmente, una volta che tutte le pensioni saranno calcolate interamente con il metodo contributivo.

E non si tratta nemmeno dell?unica misura destinata a sparire.

Pensione anticipata, sempre meno soluzioni per ritirarsi dal lavoro

A meno che il Governo attuale (e quelli successivi) non trovino una soluzione, difficilmente in futuro i lavoratori potranno affidarsi a opzioni di pensione anticipata, oltre a quella ufficiale.

Lo dimostrano le ultime cancellazioni, come Opzione Donna e Quota 103, entrambe non rinnovate nell'ultima Legge di Bilancio.

Si trattava tra l'altro di misure con requisiti già piuttosto impegnativi: la sola Quota 103 permetteva il pensionamento con 41 anni di contributi, ma solo per chi aveva compiuto 62 anni, con l?ulteriore ricalcolo contributivo dell?assegno.

Oggi restano alcune opzioni "esclusive", come Ape Social, Quota 41 o la Pensione Anticipata Contributiva. Tuttavia, nei prossimi anni queste misure subiranno modifiche che le renderanno sempre meno accessibili, fino a coinvolgere solo poche migliaia di lavoratori, rendendole di fatto inutili per la maggior parte di chi vorrà andare in pensione nei prossimi decenni.

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