Novità in arrivo per l'adeguamento annuale delle pensioni, in particolare per quanto riguarda l'andamento dell'inflazione annua.
Qualora la stima venisse confermata dall'ISTAT entro la fine dell'anno, sarà proprio questa percentuale a determinare la rivalutazione degli assegni prevista a partire da inizio 2027.
Un adeguamento che non riguarderà soltanto le pensioni di vecchiaia e quelle anticipate, ma anche numerose altre prestazioni previdenziali e assistenziali: dalla pensione minima all'assegno sociale, fino a quella d'invalidità.
Vediamo quindi quali sono le nuove stime sull'inflazione e a quanto potrebbero ammontare gli assegni dal prossimo anno.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Mondo Pensioni.
Pensioni, nuova stima per i prossimi aumenti nel 2027
Secondo quanto riportato da SKY TG 24, il governo ha indicato nel Documento programmatico di bilancio una stima d?inflazione al 2,8% per il 2026.
Praticamente il doppio del dato finale per quest'anno, 1,4%. Se venisse confermato a fine anno, sarebbe un balzo enorme a livello di importi.
Ma come detto sopra, nulla è stato confermato. Per conoscere gli importi definitivi bisognerà attendere la certificazione ufficiale dell'inflazione da parte dell'ISTAT, prevista entro la fine del 2026.
Solo dopo questo passaggio il Governo definirà, attraverso la prossima legge di Bilancio, gli importi ufficiali della rivalutazione.
In attesa dei dati definitivi, facciamo una stima degli importi che potrebbero essere riconosciuti nel corso del 2027.
Come potrebbero cambiare gli importi di pensioni minime, assegni sociali e invalidità
Con una rivalutazione (attualmente stimata) al 2,8%, molti titolari di prestazioni previdenziali e assistenziali potrebbero beneficiare di un interessante aumento a partire dal 1 gennaio 2027, data nella quale (salvo modifiche normative) scatterà la perequazione automatica, il meccanismo che adegua annualmente gli assegni all'andamento del costo della vita.
Partendo dalla pensione minima, applicando un adeguamento del 2,8%, l'importo potrebbe passare dagli attuali 611,85 euro a circa 629 euro al mese (+17 euro mensili).
Nel caso dell'assegno sociale, con la rivalutazione stimana l'importo potrebbe salire dagli attuali 546,22 euro a circa 561,50 euro mensili. Ricordiamo che verrebbero a sua volta aggiornati anche i limiti di reddito richiesti per accedere alla prestazione, adeguandosi al nuovo importo dell'assegno.
Infine, per quanto riguarda le prestazioni di invalidità civile, l'assegno mensile potrebbe passare da circa 341 euro a poco più di 350 euro, mentre per le indennità riconosciute ai ciechi assoluti, ai ciechi parziali e agli ipovedenti gravi, gli incrementi sarebbero di pochi euro al mese.

Restano i dubbi sulla maggiorazione straordinaria e sull'incremento al milione
Come fa ben presente Fanpage, resta ancora aperta la questione della maggiorazione straordinaria, quella che negli ultimi anni ha consentito di portare l'importo effettivamente erogato a circa 620 euro mensili.
La misura è infatti in scadenza il 31 dicembre 2026 e, per continuare a essere applicata, dovrà essere rifinanziata con la prossima legge di Bilancio.
Altra incognita è sul cosiddetto "incremento al milione", la maggiorazione riconosciuta ad alcune categorie di pensionati con redditi più bassi.
Anche in questo caso l'eventuale proroga dipenderà dalle scelte che il Governo adotterà nella prossima manovra economica e dalle risorse che verranno stanziate.