Oggi tocca aspettare fino a 67 anni per andare in pensione, e tra qualche anno anche di più a causa dell'adeguamento alla speranza di vita. Se vuoi andare in pensione prima, dovrai comunque accumulare molti anni di contributi extra lungo tutta la carriera, e senza alcuna certezza di ricevere un assegno previdenziale adeguato.
Infatti, se stai pensando di andare in pensione ad esempio a 63 anni, fai attenzione: esiste una misura che ti consente di uscire fino a quattro anni prima rispetto all?età ordinaria, ma con un assegno massimo di 1500 euro al mese.
Vediamo in quale caso scatta questo limite, e soprattutto se conviene davvero affidarsi a questa misura.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Miglior Pensione.
Pensioni, se ti ritiri a 63 anni puoi avere fino a 1500 euro al mese dall'INPS
Il caso riguarda l?Anticipazione Pensionistica Sociale, nota come Ape Sociale.
Introdotta a maggio 2017 in via sperimentale, da quasi dieci anni questa misura permette il ritiro dal lavoro a 63 anni e 5 mesi ad alcune categorie di lavoratori. Come i caregiver che assistono da almeno sei mesi un familiare convivente con disabilità grave, i disoccupati che hanno esaurito la Naspi, gli invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%, e gli addetti ai lavori gravosi, a patto di aver svolto tali mansioni per almeno 7 degli ultimi 10 anni (oppure 6 degli ultimi 7).
Per ognuna di queste categorie la quota contributiva varia, dai 30 anni per i caregiver fino ai 36 anni per i lavoratori gravosi.
Ma per tutti l?età di uscita rimane la stessa: ossia 63 anni e 5 mesi. E così l'importo massimo dell'assegno: 1500 euro lordi al mese per 12 mensilità, e senza diritto a tredicesima, assegni familiari, integrazioni al minimo o maggiorazioni.
Il motivo di questo limite? Perché l?Ape Sociale è una misura ponte, non una pensione definitiva. Serve a sostenere il beneficiario fino al raggiungimento dell?età di pensione ordinaria, 67 anni, e si interrompe automaticamente a quel momento.
Proprio per la sua natura transitoria, questa misura presenta vantaggi e limiti, che vanno valutati con attenzione prima di decidere se convenga utilizzarla.

Pensioni, pro e contro di ritirarsi a 63 anni con l'Ape Sociale
Non è la prima volta che nel sistema previdenziale vengono introdotte misure che permettono l?uscita anticipata.
Oggi, con la scomparsa di Quota 100, Quota 102 e Quota 103 (quest?ultima terminata lo scorso 31 dicembre), l?attenzione si concentra tutta sull?Ape Sociale.
Una misura che non è esente da pro e contro.
Ad esempio, con Ape Sociale potrai andare in pensione quasi quattro anni prima della Pensione di Vecchiaia e con molti meno anni di contribuzione rispetto alla Pensione Anticipata.
Ma non potrai lavorare per tutto il periodo di fruizione: Ape Sociale non consente lo svolgimento di alcuna attività lavorativa, se non quella autonomo-occasionale, e fino a 5000 euro annui.
A sua volta, da un lato la misura offre un assegno privo di tagli o ricalcoli contributivi (a differenza di altre forme di anticipo pensionistico, come ad esempio la fu Opzione Donna). Ma dall'altro impedisce ai superstiti di avere tale indennità: non è infatti prevista la reversibilità.
Pensioni, le alternative all'Ape Sociale per ritirarsi a 63 anni
Se l?Ape Sociale alla fine non ti convince, puoi sempre fare affidamento a queste alternative per anticipare l?uscita dal lavoro.
Tra queste, Quota 41, che ti permette di andare in pensione a qualsiasi età con 41 anni di contributi (ma con meno limiti rispetto all?Ape Sociale).
Oppure puoi fare domanda per la Pensione Anticipata, che fino al 31 dicembre 2026 consente l?uscita con 42 anni e 10 mesi di contribuzione (un anno in meno per le donne), sempre senza limiti di età, e senza gli svantaggi legati all?Ape Sociale.
Se alla fine nessuna di queste fa per te, puoi sempre richiedere le cosiddette Quote 97,6 e simili, riservate però a chi ha svolto lavoro usurante con tanto di turni notturni.