Dal 1 gennaio 2027 non scatteranno aumenti soltanto per quanto riguarda le pensioni e i trattamenti assistenziali.
Anche uno strumento previdenziale come il riscatto della laurea andrà incontro a un ulteriore rincaro dei costi.
Il che potrebbe essere un problema per chi ha l'obiettivo di ritirarsi dal lavoro in anticipo accumulando gli anni dedicati allo studio universitario.
C'è da dire però che le cifre in questione non sono così enormi, o almeno non lo sono per tutti. Vediamo nel dettaglio di quanto cambierà la spesa complessiva.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Miglior Pensione.
In arrivo nel 2027 una stangata sul riscatto della laurea
Pochi sanno che oltre alle pensioni e ai trattamenti di assistenza, anche il riscatto della laurea è soggetto a un adeguamento annuale.
Nello specifico la modalità agevolata, perché applica come parametro di costo un'aliquota fissa del 33% calcolata sul minimale contributivo previsto per artigiani e commercianti: è proprio questo elemento a essere soggetto al ricalcolo ogni dodici mesi.
Nell'ultima rivalutazione, infatti, il minimale è passato dai 18.555 euro del 2025 agli odierni 18.808 euro, come stabilito dalla Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026.
Al momento non esiste ancora un dato ufficiale sull'ammontare della prossima perequazione. La cifra definitiva arriverà verso la seconda metà di novembre tramite un apposito decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, con una procedura analoga a quella già vista per le pensioni ordinarie.
Nell'attesa del provvedimento ministeriale, possiamo comunque tracciare una stima verosimile prendendo come riferimento l'attuale inflazione, che ad agosto è salita attorno al 3,3%.
A quanto ammonterebbe l'aumento nel 2027
Ipotizzando quindi un tasso di perequazione pari al 3,3%, il costo per l'operazione nel 2027 è destinato a salire ulteriormente, in particolare nel caso in cui si decida di procedere con un riscatto di periodi di studio lunghi.
Attualmente la soglia del minimale si attesta a 18.808 euro. Se la stima di rivalutazione del 3,3% venisse confermata, la nuova base di calcolo salirebbe a 19.428,66 euro.
Applicando l'aliquota del 33%, nel 2027 le richieste presentate per ogni anno di università richiederebbero 6.411,46 euro, a fronte dei 6.206,64 euro previsti per l'anno in corso (con un rincaro annuo effettivo di circa 204,82 euro).
Facendo qualche esempio pratico, la spesa per riscattare quattro anni di corso ai fini pensionistici aumenterebbe da 24.826,56 euro a 25.645,83 euro, con un incremento finale di circa 819,27 euro.
Se invece si tratta di cinque anni di studi, l'onere complessivo salirebbe da 31.033,20 euro a 32.057,29 euro, portando la forbice di aumento a circa 1.024,09 euro.

Conviene davvero il riscatto agevolato?
Nonostante tutto, la risposta è sì, se non altro per la possibilità di pagare in modo rateizzato.
Qualora si decida di accedere al riscatto della laurea, non è infatti obbligatorio versare l'intero importo in un'unica soluzione.
L'ordinamento prevede la facoltà di distribuire la spesa in più rate secondo le modalità stabilite dall'INPS, il che può essere utile per chi deve sostenere cifre importanti a copertura di percorsi universitari particolarmente lunghi.
La richiesta viene inoltrata online attraverso un servizio dedicato dell'INPS, che calcola e comunica al lavoratore l'importo esatto dovuto in base agli anni da riscattare.
L'essenziale è comunque non temporeggiare. Come si è visto, la tempistica gioca un ruolo chiave e un solo anno di differenza può comportare variazioni di prezzo tangibili.