Sconto IMU 2025, chi paga di meno e quando in caso d'affitto: tutte le agevolazioni

Benna Cicala Benna Cicala - 30/11/2025 07:30

Sconto IMU 2025, chi paga di meno e quando in caso d'affitto: tutte le agevolazioni

Lo sconto IMU rappresenta uno dei temi più rilevanti per proprietari e contribuenti che si preparano alla scadenza del saldo del 16 dicembre 2025, un appuntamento che ogni anno costringe a fare i conti con aliquote, agevolazioni nazionali e delibere comunali pubblicate sul portale del MEF. 

L’attenzione cresce soprattutto per chi affitta o intende affittare la seconda casa, perché i benefici fiscali sono numerosi e spesso decisivi per orientare la scelta tra utilizzo diretto, locazione o comodato d’uso. L'evoluzione della disciplina offre margini interessanti, dal canone concordato allo sconto per domiciliazione bancaria, con un quadro che i Comuni possono ampliare attraverso misure locali.  

Prima di andare a vedere quando si attiva e come ottenere lo sconto, vi lasciamo al video YouTube di Informazione Fiscale sulle sanzione che si applicano per il mancato pagamento dell'imposta municipale.

Sconto IMU 2025: come funzionano le agevolazioni nazionali per affitto e comodato

Il primo tassello del sistema riguarda le misure stabilite dalla normativa statale come sconto IMU 2025. Le disposizioni nazionali rappresentano la base uniforme da cui partire, indipendentemente dal Comune di localizzazione dell’immobile.

Per gli immobili dati in affitto con contratto a canone concordato, la legge conferma una riduzione del 25% dell’imposta dovuta. Un incentivo importante che intende favorire il mercato delle locazioni stabili, riducendo la convenienza degli affitti brevi e contribuendo a mitigare la pressione abitativa nelle aree ad alta domanda. La riduzione opera automaticamente, purché il contratto rientri nei parametri territoriali dei patti locali e sia regolarmente registrato.

Un secondo sconto IMU strutturale riguarda il comodato d’uso gratuito tra genitori e figli, misura molto utilizzata nelle città universitarie e nei piccoli centri dove l’unità immobiliare resta spesso inutilizzata. 

L’IMU 2025 si dimezza se ricorrono tre condizioni essenziali

  • contratto registrato all’Agenzia delle Entrate;
  • residenza del proprietario e dell’immobile nello stesso Comune;
  • massimo due immobili posseduti dallo stesso contribuente, sempre a uso abitativo

Una combinazione che, sebbene stringente, consente un risparmio significativo.

Lo stesso sconto IMU del 50% si estende ai pensionati residenti all’estero in Paesi con convenzione bilaterale attiva con l’Italia. Il requisito territoriale, in questo caso, si affianca alla necessità di un immobile non locato o non concesso in comodato, così da configurare il bene come “abitazione a disposizione”.

Sconto IMU 2025 con domiciliazione bancaria: come funziona la riduzione del 20%

Il Decreto Rilancio ha introdotto una misura poco nota ma potenzialmente molto conveniente. I Comuni, infatti, possono deliberare uno sconto IMU del 20% a favore dei contribuenti che autorizzano la domiciliazione bancaria dell’imposta. 

Per accedere all’agevolazione servono due passaggi: 

  • attivare un mandato permanente su un conto corrente con Iban attivo 
  • presentare l’autorizzazione prima del 16 giugno, scadenza dell’acconto IMU.

Molte amministrazioni stanno valutando questa opzione per ridurre il rischio di versamenti omessi o tardivi e stabilizzare le entrate. La norma, oltre a semplificare l’adempimento, incentiva una gestione più regolare del tributo e potrebbe trasformarsi in una delle riduzioni più richieste dai proprietari, visto che lo sconto è applicabile sull’imposta complessiva.

IMU 2025 e politiche locali: quando i Comuni riconoscono ulteriori sconti

Oltre alle agevolazioni nazionali, un ruolo determinante lo svolgono le delibere comunali. Molte amministrazioni stanno utilizzando gli sconti IMU per finalità socio-economiche: rivitalizzare i centri storici, recuperare immobili sfitti e favorire nuove attività commerciali.

Il proprietario, quindi, deve sempre verificare le delibere del proprio Comune in prossimità della scadenza IMU, perché una percentuale di sconto può cambiare in modo significativo il totale da versare.

Un caso emblematico è quello di Sarzana, dove nella manovra 2024 è stato applicato uno sconto IMU del 30% ai proprietari di fondi inutilizzati che decidevano di affittare a nuove attività.

L’obiettivo era rendere più attrattivo il centro storico, politica che potrebbe essere replicata da altri Comuni nel 2025. Non è escluso che molte città decidano di introdurre sconti mirati per la seconda casa affittata, oppure agevolazioni aggiuntive per chi stipula contratti a lungo termine.

Accanto agli incentivi per la locazione commerciale, in diversi territori si valutano riduzioni mirate per seconde case locate a canone concordato anche oltre la detrazione nazionale, oppure sconti condizionati al mantenimento di contratti a lungo termine. Si tratta di leve flessibili che possono essere introdotte solo tramite apposita delibera consiliare e verificate attraverso la banca dati del MEF.

Come verificare gli sconti IMU del proprio Comune e orientarsi entro la scadenza

La verifica dello sconto IMU è un passaggio imprescindibile per capire se spetta veramente la riduzione. Il MEF pubblica annualmente le aliquote approvate dai Comuni, complete delle riduzioni applicate per canone concordato, comodato d’uso, domiciliazione bancaria o incentivi particolari per immobili sfitti. La consultazione è immediata: basta selezionare il Comune di interesse per ottenere lo schema ufficiale delle aliquote valide per il 2025.

Il sistema permette di comprendere in un’unica schermata quali sconti spettano e in quali casi convenga aggiornare la propria posizione, registrare un contratto, attivare un comodato o valutare la trasformazione di un immobile inutilizzato in un bene da mettere sul mercato. Un lavoro di ottimizzazione fiscale sempre più strategico in un contesto di continua evoluzione normativa.

 

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