Chi ha effettuato lavori di ristrutturazione sul proprio immobile beneficiando di Superbonus o agevolazioni affini ora dovrà fare attenzione nei prossimi mesi.
L?Agenzia delle Entrate ha infatti avviato l?invio delle cosiddette lettere di compliance, comunicazioni ufficiali con cui l?Amministrazione finanziaria segnala al contribuente possibili anomalie, incongruenze o adempimenti non correttamente assolti, invitandolo a verificare la propria posizione e, se necessario, a regolarizzarla.
Per fortuna, al momento, l?attenzione del Fisco riguarda solo una platea circoscritta di contribuenti. Vediamo chi rischia di più ora.
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Superbonus, in arrivo le lettere dell'Agenzia delle Entrate: ecco chi rischia di più
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l?invio delle lettere di compliance da parte dell'Agenzia delle Entrate riguarderà circa 20mila contribuenti nel 2026 e altre 50mila posizioni nel 2027, ossia un terzo delle lettere previste per il prossimo biennio (200 mila).
Una platea che potrebbe sembrare immensa, ma non è così. In base agli ultimi dati ENEA, a novembre 2025 gli edifici interessati dagli interventi agevolati sono stati 501.766, di cui 139.073 condomìni.
A conti fatti, i contribuenti che hanno usufruito del Superbonus dovrebbero essere nell?ordine di un milione e mezzo, per cui i 70mila destinatari delle lettere di compliance rappresentano solo una frazione minima del totale.
Sempre secondo il Corsera, sotto la lente dell?Agenzia delle Entrate finiranno in particolare "le operazioni che hanno comportato per lo Stato un esborso almeno pari al valore catastale dell?immobile".
Per costoro, in caso di mancato adeguamento nei tempi indicati, il rischio è infatti di essere sanzionati, anche pesantemente. Sebbene la lettera di compliance non contenga richieste di pagamento immediato, ma solo un invito a regolarizzare la propria posizione, è importante ricordare che l?Agenzia delle Entrate può comunque intervenire d?ufficio, applicando sanzioni che vanno da 1.032 a 8.064 euro.

Quando scatta l'accertamento dell'Agenzia delle Entrate sul Superbonus
Gli accertamenti Superbonus da parte dell'Agenzia delle Entrate non sono una novità: già l'anno scorso erano state inviate diverse lettere di compliance.
La Legge di Bilancio 2024 ha infatti affidato all?Agenzia il compito di verificare, per gli immobili che hanno usufruito del Superbonus, che sia stata presentata (quando necessaria) la dichiarazione di variazione catastale.
In questo caso, come detto sopra, sotto la lente del Fisco ci sono ora le operazioni con esborso pari o superiore al valore catastale dell?immobile.
Per capire se si rientri o meno nella platea, basta calcolare il valore catastale dell'immobile beneficiario di Superbonus.
Secondo quanto riportato dal Corriere, il valore di riferimento si ottiene moltiplicando la rendita catastale per 115,5 se si tratta di prima casa e per 126 se si tratta di seconda casa.
un calcolo utilizzato generalmente per ottenere l'importo dell?imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale, che si può adottare come parametro di confronto: se infatti dal calcolo si evince che la spesa sostenuta è inferiore al valore, non si procederà all?aggiornamento.
Per intenderci, ecco un esempio dal Corsera: supponiamo di aver speso 60.000 euro con il Superbonus. In questo caso, affinché la spesa sia almeno pari al valore catastale dell?immobile, la rendita catastale dovrebbe essere pari o inferiore a 519,58 euro se prima casa, e pari o inferiore a 476,19 euro se seconda casa.
Quanto tempo ha l'Agenzia delle Entrate per fare accertamenti sul Superbonus
Come detto sopra, per quanto riguarda le lettere di compliance, nel prossimo biennio sono previste in totale 200.000 comunicazioni, con il Superbonus che riguarderà oltre un terzo dei casi.
Se si parla di veri e propri accertamenti, la "finestra temporale? per l?intervento del Fisco varia a seconda della modalità di richiesta del Superbonus: se in detrazione nella Dichiarazione dei Redditi oppure in cessione del credito (o sconto in fattura).
Nel primo caso, come segnala il portale Biblus, l?Agenzia può notificare eventuali accertamenti "entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa all?ultima rata". Tradotto: per una spesa sostenuta nel 2022 e detratta in quattro anni, con ultima rata nel 2026, il controllo potrebbe arrivare fino al 2031/2032.
Nel caso di cessione del credito e sconto in fattura, "l?atto di recupero deve essere notificato, di norma, entro il 31 dicembre dell?ottavo anno successivo a quello di utilizzo del credito in compensazione".